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Capitani… buongiorno…

oggi parliamo di…

CHI FA DA SE’ FA PER TRE…Parte terza

Eccomi ancora con voi, con la terza ed ultima parte di questa trilogia, a raccontarvi un paio di esperienze che mi hanno insegnato molto.

Oggi vi parlo dei COMMERCIALISTI, una categoria di professionisti che ci dovrebbe aiutare, ma che molto spesso aiuta solo se stesso o al massimo il sistema.

Come ho già fatto presente nel precedente articolo in cui parlavo di Medici, come in quello che trattava del lavoro svolto dagli Avvocati, tengo a precisare che anche nella categoria dei Commercialisti troviamo Esseri Umani che passano anni sui libri, imparano tante nozioni che poi trasferiranno ai propri ignari clienti, ma che per poter esercitare la loro “Libera” professione devono essere iscritti ad un ALBO. In pratica diventeranno i veri professionisti delle falsità in quanto eserciteranno le loro mansioni in veste di Finzioni Giuridiche.

Mi soffermo per un momento sulle parole “Libera Professione”. Come possiamo definire in questo modo una qualsiasi attività svolta rispettando rigorose regole dettate dal sistema? Siamo stati indottrinati fin dai banchi della scuola a servirci di queste “Figure Professionali” per veder svolto un lavoro che, a ben guardare, siamo sicuramente in grado anche noi di svolgere. Basta leggere, studiare magari, come hanno fatto loro, partendo dal presupposto che sono Esseri esattamente come noi. Dopo aver frequentato il percorso dell’Accademia, ho interiorizzato molto bene quello che sono in grado di fare anche io.

Analizziamo ora la funzione della Finzione Giuridica ricoperta da questa categoria di professionisti. Nel momento in cui decidiamo di avviare una qualsiasi attività, la prima cosa che siamo portati a cercare è

“UN BUON COMMERCIALISTA”

al quale affideremo il compito di gestire, non solo le nostre documentazioni “obbligatorie”, ma anche i nostri denari. Ci insegnerà come, per aprire la nostra azienda, dobbiamo recarci in una banca, magari proposta da lui, accendere un mutuo con il quale entrare in possesso dei denari necessari ad acquistare le nostre attrezzature e, non da ultimo, a compilare moduli chilometrici per autodenunciare l’inizio della nostra attività. Ingenuamente seguiamo i “consigli” e ci troviamo nel recinto dell’usura, e per ironia della sorte, autodenunciandoci.

In quanto poi ai registri che ci obbligano a tenere ce n’è uno in particolare che mi muove il sistema nervoso in modo alquanto nevrotico. Mi riferisco alla modulistica HACCP. Spendiamo un pacco di soldi per farci certificare idonei a svolgere il nostro lavoro in maniera corretta, per quanto riguarda Igiene e trattamento delle materie prime. Quindi significa che se non sono certificato, sono uno zoticone che produce, magari, alimenti destinati all’alimentazione umana senza curarmi dell’Igiene quanto della freschezza dei prodotti che uso? E se anche dopo aver ottenuto tale certificazione io produco alimenti ingannando i clienti con prodotti di scarsissima igiene e qualità chi me lo impedisce?. L’importante è poter presentare un modulo che attesta che io sono un produttore certificato e soprattutto onesto. E il costo sostenuto per tale certificazione, vi assicuro, è alquanto salato.

Per analizzare un aspetto diametralmente opposto, analizzo ora una consuetudine nata tra lo Studio del “Nostro Commercialista” e la nostra attività: quante volte riceviamo telefonate dall’ufficio del “dottore” e questa telefonata, 9 volte su 10 è per comunicarci che dobbiamo fare un pagamento, che abbiamo una cartella da pagare o peggio un F24? E quando viene il tanto temuto periodo della Denuncia dei Redditi? E dell’anticipo sulla stessa denuncia? Parliamo dei bollettini INPS? Tralasciamo l’INAIL?

Ecco che qui parte una riflessione, nata dalla conoscenza un pochino più approfondita, oggi che ho terminato il percorso che l’Accademia  e che mette a disposizione (in forma totalmente gratuita) a chiunque sia in possesso di una Partita Iva. Quale legge mi “OBBLIGA” a pagare le tasse? Dove sta scritto, sempre in termini di legge, che “DEVO” pagare INPS e INAIL? Vi garantisco che il giorno che ho imparato queste che per me erano assolute novità, avrei voluto andare dal commercialista, che ho profumatamente pagato, per chiedergli conto di quanto mi ha “COSTRETTO” a pagare in tanti anni di attività. Ma il problema più evidente è che io l’ho accontentato in ogni contributo mi abbia detto di DOVER pagare.

Anche sull’ultima idiozia messa in campo dal sistema che ci governa. La PEC. Tutti terrorizzati a correre ad aprire una Posta Elettronica Certificata, che altro non è che un capestro al quale il sistema ci vuole appendere. E la cosa ridicola è che ci appendiamo in maniera autonoma, stringendo bene anche il nodo scorsoio attorno al collo in modo che non possa in alcun modo scivolare via. Imparando cosa si nasconde dietro a questa PEC, ho agito da autodeterminata e riporto sotto la serie di messaggi che ci siamo scambiati con lo Studio del famigerato commercialista, servo e mano operante sempre e solo a favore del sistema.

  • Studio: Ciao, il 27 luglio abbiamo in scadenza la PEC. Per il rinnovo DEVI portare in studio la somma dovuta entro e non oltre la scadenza.
  • IO: Ho già comunicato all’azienda che mi ha fornito la PEC della mia intenzione di non effettuare il rinnovo.
  • Studio: Finché la ditta esiste la PEC DEVE sempre essere attiva. Lasciandola scadere si rischia una sanzione
  • IO: Non fa nulla. Meglio la sanzione (che avrò la facoltà di rigettare), che la PEC. Se vuoi ti faccio due righe di comunicazione in cui ti informo che non ho nessuna intenzione di rinnovarla.
  • Studio: Ok va bene, attendo comunicazione scritta.

Come promesso, ho provveduto a scrivere la mia ferma decisione in autodeterminazione (frequentando l’Accademia impariamo a gestire queste procedure) e a consegnarla al “Professionista”, carica dell’Energia che io stessa metto quando faccio una qualsiasi comunicazione.

Attenzione tutti!

Stanno decidendo di mettere obbligatoria la PEC anche per il semplice proprietario delle auto che vediamo viaggiare ogni giorno sulle nostre strade. Attenzione, questa PEC servirà solo a farvi ricevere le eventuali multe che risulteranno “Incassate” ovvero accettate per silenzio assenso, anche se poi voi non aprirete mai quella pec. Questo è il vero motivo con il quale stanno preparando un nuovo capestro per il nuovo malcapitato!

Nell’accademia, impariamo a sviscerare quei tranelli con la nostra ricerca personale, con la nostra energia, che è molto più potente di qualsiasi altra forza su questo piano.

La prossima volta che ci dicono che dobbiamo fare quella cosa, piuttosto che un’altra, proviamo a chiedere perché, quale legge me lo impone. E’ una domanda semplice, ma che abbiamo perso l’abitudine a fare. E vedrete che non otterrete risposte, perché non esistono leggi di quel genere!

Alla prossima trappola, capitani.

 

C.N.