Capitani…buongiorno,
Oggi parliamo di,
La Macchina di Anticitera seconda Puntata: la meccanica del primo computer analogico della storia
Buongiorno capitani, eccoci alla seconda puntata sulla macchina di Anticitera; in particolare voglio descrivervi questo meccanismo incredibile e mettere in evidenza la raffinatezza del pensiero logico-matematico dei suoi costruttori e aprire ulteriori dubbi sulla presunta “rozzezza” dei popoli antichi, rispetto alla nostra (in)civiltà ultra tecnologica.
Nella puntata precedente, tramite la sua cronistoria, ho evidenziato l’interesse accademico suscitato da questo manufatto e il motivo è molto semplice: la macchina esegue calcoli astronomici ben definiti sulla posizione del Sole, sulle sue eclissi, sulla posizione , fasi ed eclissi della Luna e sulle posizioni dei primi cinque pianeti, noti nei tempi antichi: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno.
La macchina è costituita da un pannello frontale diviso in tre sezioni, su quella centrale è riportata una serie di calcoli: posizione della Luna, dei pianeti e delle fasi lunari, effettuati con riferimento allo Zodiaco riportato su un angolo di 360 gradi. Sempre su questa sezione è riportato un calendario di 365 giorni. La scala di questo calendario può ruotare, rispetto ad una scala fissa, per compensare lo scarto tra i 365 giorni del calendario egizio e la durata dell’anno reale.
Come vedete, l’attuale calendario di 365 giorni non è una invenzione di Papa Gregorio XVIII,
introdotta per la prima volta il 4 Ottobre 1582 con la bolla papale Inter Gravissimas…deriva bensì da un calcolo astronomico fatto da Ipparco di Nicea nel II secolo a.C.
Ma torniamo al nostro computer analogico. Sopra e sotto questa sezione centrale, ci sono due parti del Parapegma (un calendario astronomico) e di lato, a destra, una manopola che permette di inserire la data.
Il pannello posteriore è costituito da un coperchio rimovibile e sotto ci sono due quadranti grandi a spirale, che riportano le suddivisioni del mese lunare.
Il quadrante grande superiore è a sua volta suddiviso nei 235 mesi del ciclo Metonico. Al suo
interno ci sono altri due quadranti più piccoli, di cui il primo riporta il ciclo quadriennale dei giochi Olimpici e l’altro è relativo al ciclo Callippico di 76 anni.
Il quadrante grande inferiore è diviso in 223 caselle che corrispondono ai mesi di un ciclo di Saros e in questa caselle soo riportate le informazioni sulle eclissi solari. All’interno di questo quadrante, ce ne sta uno più piccolo, ausiliario e che esegue il conteggio del ciclo di Exeligmos per correggere le ore delle eclissi quando si considerano i cicli di Saros successivi al primo.
Questa macchina utilizza il primo modello di georeferenziazione della storia, che sfrutta le
variazioni di velocità dei corpi celesti sulle loro traiettorie ellittiche e funziona come meccanismi differenziali epicicloidali per ottimizzare la cinematica necessaria e il calcolo.
I Greci conoscevano anche i rotori differenziali epicicloidali che si usano negli alberi motori delle nostre automobili…incredibile vero? Viene da pensare dove e da chi abbiano imparato questa tecnologia così avanzata e tutta lo studio ingegneristico e fisico che ci sta dietro.
Questo rivoluziona tutte le credenze scolastiche sulle tecnologie antiche e apre ipotesi sulla conoscenza e l’utilizzo di macchine estremamente sofisticate, che i popoli antichi avevano e che hanno potuto impiegare per la progettazione e costruzione dei loro edifici.
Non solo, ci permette di capire come gli studiosi dei tempi successivi abbiamo inventato poco e nulla, limitandosi ad un recupero parziale, spesso incoerente e inorganico di questa Sapienza “perduta”…o meglio occultata e perché no, rilasciata a piccole dosi e in momenti storici ben precisi e per scopi ben precisi, ascrivibili sempre alla volontà di profitto e sottomissione dell’Essere Umano.
Tuttavia la Verità, come il Sole e la Luna non può essere tenuta nascosta a lungo e prima o poi lascia le sue tracce ed emerge a poco a poco per chi vuole vederla; anche grazie a “ritrovamenti” come questo di cui vi sto raccontando.
Vi lascio uno schema del meccanismo interno di questo computer analogico antico, così che
possiate rendervi conto della sua complessità, eleganza e funzionalità.

Vi aspetto alla prossima puntata per raccontarvi dei calendari antichi su cui si basano i calcoli
effettuati alla macchina di Anticitera.
Buona riflessione
Alla prossima, C.T.



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