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Geometria sacra e Simboli di potere: il Triskell

Articolo collegabile anche ai simboli come la svastica: link1, link2, link3.

La civiltà occidentale ha negato per troppi anni che le tradizioni europee precedenti l’avvento del cristianesimo avessero pari dignità a quelle successive ad esso. L’influenza dell’illuminismo, la scienza cosiddetta razionale, o qualche volontà di occultamento hanno cancellato la conoscenza delle culture pagane. Non si può tuttavia negare la preesistenza di simboli fondamentali per la coscienza umana che meritano di essere conosciuti, riconosciuti e quanto meno individuati.

Il Triskell, o Triskel, Trischele, Triskellion, ha origine nel cuore del continente europeo; si trovano tracce di questo simolo, più stilizzato, nella cultura La Tène, intorno al IV secolo a.C. ma era già diffuso nel neolitico. Sono state rinvenute sue rappresentazioni nell’isola di Mann, in Inghilterra, nell’Europa centrale, in Francia, in Geermania e in seguito molte nazioni lo anno adottato come simolo di potere e di sacralità;guerrieri greci e popolazioni barbariche lo avevano impresso sugli scudi e vi tatuavano la propria pelle. Intorno all’XI seclo d.C. venne adottato come stemma e bandiera della Sicilia, in forma antropomorfizzata, con il disegno delle tre game ruotanti intorno ad un viso dai capelli biondi.

La tradizione esoterica interpreta le sue tre spirali come dei vortici di fuoco, aria e acqua, ma anche come azione (fuoco), spirito (aria) e materia (acqua), intendendo come “materia” correlata all’elemento liquido, la sostanza che scaturisce dall’inconscio e si manifesta. Secondo altre letture esso rappresenta la manifestazione del Sole nelle sue vampate di calore e con lui le divinità solari o quelle che comunicano i messaggi divini, come Mercurio. In ambito celtico egli era Nuada, altrove Taranis, ovvero il sole e la divinità regnante, potente e la forza motrice della creazione. Quando è associato a Taranis il Triskell viene visto come lo scaturire di fulmini dal centro geometrico verso l’osservatore. Chi entra in contatto con le energie del dio riceve energia e potere, viene trafitto dai fulmini e diviene portatore della sua volontà.

bisogna citare anche il dio Dagda, signore irlandese della rinascita e della luce solare, promotore della rotazione di tutti gli esseri viventi e garante del rinnovamento eterno della vita.

Presso le popolazioni celtice è fondamentale importanza il numero 3, pertanto si può suppore ce il Triskell, simbolo ternario, simbolizzi molti aspetti di questa cultura, sia materiali che spirituali, fino a diventarne il simbolo principale.

Anche dee femminili trovano la loro energie nel Triskel, prima fra tutte Morrigan con le sue tre manifestazioni Macha, Badb e Nemain con i loro aspetti benevoli, saggi o mortali.

La simbologia ternaria da esso rappresentata si può interpretare in vari modi: i tre momenti del movimento del sole, alba, zenit e tramonto; la triplice composizione del cosmo secondo la tradizione celtica, fuoco, terra e acqua, il tempo come passato, presente e futuro, oppure la triplice composizione dell’uomo alchemico come spirito, anima e corpo (mercurio, zolfo e sale).

Il nodo celtico, o nodo di San Patrizio, rappresenta una successiva stilizzazione.

In epoche vicine alla nostra il Triskel e i nodi celtici verranno adottati dal neodruidismo e dalle religioni neopagane, non sempre nel rispetto delle origini storichel.

Il Triskel può essere reso graficaamente in due modi: destrogiro, di impronta positiva, o levogiro, di impronta negativa. La versione levogira ha la funzione di riequilibrio delle energie e la distruzione degli ostacoli agli scopi cari a chi utilizza il Triskel. Nel folclore è un talismano contro la magia nera, o malocchio, o per contrastare un’energia distruttiva. Il Triskel destrogiro, invece, viene usato per incrementare le energie libere della natura.

Una curiosità: un uso tradizionale del Triskel lo vede protagonista in cucina o negli ambienti dove si producono, conservano e trasformano cibi e bevande. Il Triskell energizza ciò che è destinato a nutrirci e migliora le qualità di quello che mangiamo o beviamo; per utilizzarlo è sufficiente disegnare il simbolo su contenitori o bottiglie, a mano o con una forma che permetta di riprodurlo; lasciate che agisca e l’acqua sarà più dissetante e i lieviti o fermentati moltiplicheranno la loro efficacia. Se non lo si vuole riprodurre a mano, lo si può stampare e incollare su bottiglie, contenitori e sacchetti di plastica. Per questi usi è necessario utilizzare il simbolo destrogiro.

Buona Riflessione a tutti.

F. B.