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Oggi parliamo di,
ALCHIMIA E ORO ALCHEMICO
In questa ricerca, che si interseca con fondamenti della teoria del tutto, da un punto di vista ermetico, un metallo e gli elementi in alchimia sono sempre associati a un significato di origine metafisico; ogni pianeta corrisponde a un metallo, considerato come simbolo delle energie cosmiche condensate in esso.
L’oro è considerato da sempre il metallo più prezioso, il corpo celeste che gli corrisponde è il sole, che in virtù della sua purezza rappresenta l’ambizione umana di raggiungere la perfezione; gli Egizi lo associavano al Dio del sole Ra, per i Greci era simbolo di ricchezza, prosperità e immortalità, basti pensare alla leggenda mitologica greca del vello d’oro, che si narrava avesse il potere di curare ogni ferita; con il trattato alchemico cinese e la sua opera più rappresentativa: “il segreto del fiore d’oro” ci fu un periodo d’ illuminazione presente tutt’oggi, come quello alla base dell’alternanza di due principì fondamentali detti YANG e YIN, che generavano una unione di opposti, rappresentata con un cerchio a doppia spirale a rotazione inversa, in cui fra le altre lo YANG assume espressione di (giorno, sole, maschile, estate, esteriore, attivo, espansione) e lo YIN espressione di (notte, luna, femminile, inverno, interiore, passivo, contrazione).
La parola alchimia ha un’etimologia incerta, potrebbe derivare dall’arabo “al-kimiyya” che significa chimica, che a sua volta sembrerebbe discendere dal termine greco “khymela”, che significa fondere, oppure dalla parola egizia “al kemi”, che indicava la terra kemi con cui i loro potenti maghi operavano riti in quei tempi antichi.
Definire l’alchimia come una rozza antenata della chimica è riduttivo, pittosto fu concepita come un modo complesso di interpretare la natura, le sue leggi e tutti quei legami invisibili, irrazionali e razionali tra noi e queste forze della natura.
Tramite la trasmutazione di metalli di base come Rame e Piombo si cercava di ottenere quell’ oro fisico, che per le sue proprietà simboleggiava l’immortalità e a cui veniva attribuita la capacità di favorire la guarigione, la protezione, la crescità e la conoscenza.
Contrariamente a quanto solitamente si crede, la vera ricerca alchemica riguarda sia il mondo materiale quanto quello spirituale, e si ritiene che la ricerca dell’ oro alchemico sia collegata a una dottrina di purificazione dell’anima.
Da tempi che furono si narra la leggenda che il mondo fosse popolato da diversi esseri che interagivano attraverso scambi sia energetici che spirituali, immersi in energie potentissime; man mano che queste energie si abbassarono a seguito di meccanismi di compensazione del multiverso, gran parte di queste creature scomparve non potendo più trarre sostentamento da quelle energie.
Spesso per dare spiegazione della comparsa dell’ uomo si cercano teorie complicate, eppure in testi antichi si narrà che tutto iniziò da una scintilla divina, frutto dell’energia condensata nella materia, una parte di questa energia è immobile e l’ altra mobile, e la seconda plasma la prima, a queste due energie fu dato il nome di Uranos e Cronos oppure Shiva e Shakti, ecc…
Un tempo l’uomo aveva la capacità di governare queste energie attraverso la coscienza, il pensiero, il verbo, con il tempo però immerso nelle diverse realtà e sempre più spersonalizzato dal suo vero io perse queste capacità (che rappresentano il vero oro alchemico) ed iniziò a subire queste energie anzichè padroneggiarle.
Questa ricerca vuole essere solo uno spunto iniziale che fornisce delle tracce da seguire per ampliare le nostre conoscenze e comprensioni anche su questi ambiti, così vasti, eppure ancora troppo poco trattati per l’importanza che potrebbero assumere verso l’ Essere Umano delle prossime generazioni.
S. V.

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