Capitani….Buongiorno,
Oggi parliamo di,
Agnello di Dio (Lamb of God) o Ariete di Dio (Ram of God)
parte 1
Quella che segue è una traduzione del video di Santos Bonacci, Lamb of God, con qualche modifica per adattare il tutto alla lingua italiana.
Per chi volesse visionare il video Lamb of God di Santos Bonacci può ricercarlo sul canale youtube Mr. Astroteology.
Infine lo scopo di questa traduzione è quello di stimolare il lettore ad una ricerca personale ed approfondita sulla grande quantità di informazioni divulgate in esso.
Buona Lettura.
Iniziamo dall’immagine…
L’Agnello di Dio è sicuramente un tema popolare e ben conosciuto in tutte le sacre scritture del mondo.

Un antica mappa del globo divisa in 2 con in evidenza l’eclittica
Sulla mappa qui in alto è raffigurato l’apparente tracciato che il sole fa sulla terra durante l’anno.
Il sole parte dall’equatore il 21 marzo. In astronomia e astrologia questo è il segno di Aries cioè Ariete o Agnello. Per l’astronomia questo si traduce in 0 gradi “declinazione”, 0 gradi “ascensione retta” (o zero ore) e corrisponde al primo punto dell’Ariete indicato con, ovviamente, il glifo dell’Ariete.
Da questo punto e per i prossimi 30 giorni il sole andrà a produrre calore a sufficienza da provocare la fioritura nella parte nord della mappa. L’Agnello di Dio quindi introduce la stagione della primavera.
Nel calendario ebraico questo periodo corrisponde al mese di Nisan, mese di importanti festività, tra cui la Pasqua ebraica, Pesach. In generale le maggiori festività delle culture di tutto il mondo occorrono quando il sole è nel segno dell’ariete sull’eclittica.
I quattro segni cardine (cardinali) sono i seguenti: Ariete, Cancro, Bilancia, Capricorno.
Cardi-nale -> Cardo in latino significa cerniera: le cerniere di una porta; le porte delle stagioni. Giustamente, quando il sole raggiunge questi punti, apre le porte delle stagioni. Quindi la primavera e l’estate sono equivalenti a 6 mesi di fotosintesi nella parte nord.
Nel segno di Virgo, 23 agosto – 22 settembre, I frutti sono maturi ed avviene il raccolto.

Rappresentazione della costellazione Virgo Urania
Una fra le tante rappresentazioni di Virgo è quella con in mano un mazzo di spighe di grano, ad indicare la raccolta.
L’equatore in antichità era conosciuto col nome di “Linea della verità”. Si ritiene che il sole viene giudicato all’equinozio d’autunno, nel segno della Libra (simbolo ricorrente nei tribunali).
Gli ebrei attorno al 21 di settembre festeggiano “Rosh haShanah” e “Yom Kippur”, rispettivamente giorno del giudizio (capodanno dei re) e giorno dell’espiazione. Sono i primi due e l’ultimo dei dieci giorni del pentimento.
Rosh in ebraico significa testa; l’inizio del nuovo anno. Il primo mese si chiama Tishri dove ricorre anche la festa dei tabernacoli (Sukkot) a ricordo dell’esodo degli ebrei dall’Egitto fino alla terra promessa attraverso il deserto. Durante l’esodo gli ebrei dormivano nelle capanne. Sukkot appunto significa capanna. Il Tabernacolo, per gli antichi romani invece, era una tenda da campo. I materiali delle tende sono labili e di breve durata e ciò fa ricordare che sulla terra, in questa esistenza materiale, siamo solo di passaggio.
Dal libro di Walter Russell The secret of light: Nelle onde risiede il segreto della creazione e nei suoi frattali. Questa onda è prodotta dal sole, Helios, nell’eclittica. Nel DNA ci sono due eliche, Helis. Questo nome deriva appunto da Helios.
Il sole nel sistema solare è il regnante della luce. In Astrologia, solo il sole esegue l’ascensione retta: 0 gradi. Non può mai declinare. Gli antichi egizi chiamavano il sole col nome di Rha, il retto asceso (o ascendente). Retto deriva dal latino rectus, regnante.

Una rappresentazione dell’Adam Kadmon in chiave astrologica
Ariete è nella testa e corrisponde a Cerebrum, cerebrale, “Cerebram” (qua avviene un gioco di parole per far notare la somiglianza con quanto segue); in teologia corrisponde a Sarah Abraham. “Cerebram” si pronuncia Se re bram (la pronuncia è simile a Sarah Abraham). Abraham significa ariete padre.
Come vedremo in seguito tutte le teologie del mondo riportano questi temi.

Associazione dell’uomo ai pianeti e ai segni zodiacali

Uomo associato a: Eclittica, Astrologia, Costellazioni, Zodiaco, Mitologia, Alchimia, Corpo Umano

Una mappa del mondo risalente al 1689
Questa è una altra mappa dove è evidenziata l’onda sinusoidale. In questo caso parte a destra in Ariete; l’onda può essere rappresentata in ambedue i versi e non ha importanza fondamentale.
Il 21 marzo, l’evento quando il sole, col suo tragitto, passa sopra l’equatore è chiamato “Vernal Equinox” noto anche come “Passover” perché il sole passa finalmente oltre il clima invernale al clima estivo e le giornate si allungano e le notti si accorciano. Il contrario avviene per l’altro equinozio (al centro della foto).
La frase “passerò oltre” viene resa in ebraico con la parola Pesach. In inglese essa viene tradotta letteralmente con “pass over”, contratta in Passover, per indicare la festa ebraica della Pasqua. Il termine italiano “Pasqua”, invece, deriva da un’erronea trascrizione in greco (pascha), che per almeno due secoli venne spesso interpretata come un riferimento alla Passione di Gesù. In greco, infatti, “pascho” vuol dire “patire”. Il termine passò successivamente in latino.
I due giorni degli equinozi sono sempre stati considerati sacri in antichità. Nelle scritture vengono chiamati i 2 candelieri, i due alberi di ulivo, i 2 testimoni, i 2 patti (covenant, significa anche alleanza), patto del lavoro e patto della grazia: il patto del lavoro è l’equinozio primaverile perché bisogna lavorare nei campi per godere del raccolto mentre l’equinozio autunnale si verifica il 21 settembre ed è il patto del riposo, il patto della grazia, e il sole ci porta nell’inverno dove si può riposare dal lavoro svolto nei mesi precedenti. In questi 2 momenti il pianeta è in equilibrio.
Il 21 marzo il sole è risorto dalla sua morte invernale ed i cristiani celebrano la resurrezione del loro salvatore. In astrologia è chiamato esaltazione del sole infatti l’Ariete è l’esaltazione del sole.

L’Adam Kadmon associato all’eclittica disposta come Vescica Piscis

L’uomo e le sue parti del corpo in relazione con i segni zodiacali
Il trattato di Rosh Hashanah è pertinente alla disputa tra il rabbino Eliezer ben Hurcanus e il rabbino Joshua ben Hananiah attorno l’inizio del secondo secolo. Il rabbino Joshua ritiene che “nel mese di Nisan il mondo è stato creato e che nel mese di Nisan i patriarchi nacquero e nel “Passover” nacque Isacco. Nel nuovo anno anno Sarah, Rachel ed Hanna furono visitate. Hanna in inglese diventa Ann, collegato in molte epoche medievali ed elisabettiane ad Agnese, dall’ebraico Hanna: Dio mi ha favorita. Nel nuovo anno Joseph (Giuseppe) uscì dalla prigione, nel nuovo anno la schiavitù dei nostri antenati finì in Egitto e in Nisan saranno riscattati in futuro”.
Quindi il rabbino Joshua ritiene che tutto inizia in Nisan e corrisponde al punto di vista astrologico della creazione del mondo perché in antichità gli astrologi ritenevano che il mondo incomincia quando tutti i pianeti sono allineati in ariete, nel mese di Nisan.
Il rabbino Eliezer, contrariamente, ritiene che “nel mese di Tishri il mondo fu creato, i patriarchi nacquero e morirono e nel “Passover” nacque Isacco. Nel nuovo anno Sarah, Rachel ed Hanna furono visitate. Nel nuovo anno Joseph uscì dalla prigione, nel nuovo anno la schiavitù dei nostri antenati finì in Egitto e in Nisan furono riscattati e in Tishri saranno riscattati in futuro”.
<<Nel nuovo anno la schiavitù dei nostri antenati finì in Egitto è scritto in un posto “e ti tirerò fuori dai fardelli da ognuno degli egiziani” ed è scritto in un altro posto “ho rimosso la sua spalla da sotto ai fardelli. In Nisan loro saranno consegnati.”>> Così come le scritture riportano.
“In Tishri verranno consegnati nei tempi a venire”.
Questo è stato imparato dalle due occorrenze della parola corno. <<È scritto in un posto “suona il corno alla nuova luna” ed è scritto in un altro posto “in quel giorno un grande corno dovrà essere suonato”>>. Per quanto riguarda questo suonare i corni in “Passover” e in Tishri, nel giorno del giudizio, c’è un pezzo nel trattato del Rosh Hashanah che dice che ci sono 4 nuovi anni:
- il primo di Nisan è il nuovo anno per i re e le festività.
- il primo di Elul è il nuovo anno della decimazione del bestiame (la decima bibblica). Il rabbino Eleazar ed il rabbino Simeon però piazzano questo al primo di Tishri.
- Il primo di Tishri è il nuovo anno per gli anni, per l’emissione degli anni giubilari, per le piantagioni e per la decimazione dei vegetali.
- il quindicesimo di Shevat, il capodanno degli alberi.
I quattro nuovi anni sono riferiti ai 2 equinozi e ai 2 solstizi perché i 4 punti cardinali segnano le 4 nuove stagioni quindi ecco perché abbiamo i 4 vangeli, le 4 ali, le 4 direzioni etc. A causa del sole sull’eclittica. Quindi l’anno liturgico è sostanzialmente il sole sull’eclittica.
Nell’libro “Le origini dell’anno liturgico” di Thomas J. Talley è citata una frase del martire Giustino:
“Per i profeti che hanno proclamato 2 avventi (parusia): il primo, ciò che è già passato, egli arriva come un uomo disonorato e sofferente; ma il secondo, quando, in accordo alla profezia, egli verrà dal cielo con gloria, accompagnato dalla sua schiera angelica…”
Quindi ecco perché in teologia si ha la secondo venuta del salvatore: a causa dei due equinozi che hanno a che fare con la prima e seconda venuta.
La parola parusia (dal greco parousia che significa presenza) in aramaico corrisponde a Maràna-tha (מרנא תא). Maràna-tha è un invocazione o forma di preghiera cristiana in lingua aramaica. Ràna è un altro modo recente per scrivere Agnello o Ariete. Parusia, nella teologia cristiana, indica il ritorno di Gesù sulla terra (seconda venuta). È una aspettativa escatologica e tuttavia non deve essere presa come una semplice predizione del futuro. Piuttosto era una dimensione cronologica ebraica e della comprensione della festa come fulcro dell’anno. La nozione di un “Anno Nuovo” infatti è sempre più ambiguo di quel che supponiamo, man mano che riconosciamo un numero di punti dove l’anno può cambiare. Il giorno del nuovo anno civile è attualmente il primo gennaio benché in Inghilterra, durante la prima metà del diciottesimo secolo, era il 25 marzo.
Quindi l’Inghilterra ha resistito al calendario Romano e al nuovo anno secolare romano del primo gennaio fissando l’inizio dell’nuovo anno attorno l’equinozio. Infatti aspettavano 3 giorni interi che il sole passasse l’equinozio del 21 marzo e far incominciare l’anno il 25 marzo.

Isis Sarapis, Harpocrates Dionysos. Louvre
Plutarco (primo secolo), che era più o meno contemporaneo ai due rabbini citati prima, dichiara, in “Iside e Osiride”, uno dei suoi lavori più riconosciuti:
65:1 In questo modo possiamo sempre controbattere le concezioni più rozze e comuni, quelle cioè che si dilettano di mettere in rapporto le vicende di questi dei con i mutamenti stagionali dell’atmosfera o con la crescita dei frutti o con la semina e l’aratura: tanto da affermare che Osiride sarebbe seppellito proprio nella stagione in cui il frutto sta nascosto sotto terra ancora sotto forma di seme, e poi tornerebbe a rivivere e a farsi vedere quando anche la pianta comincia a spuntare. E così anche si dice che Iside, accortasi di essere incinta, si mise al collo un amuleto, il sesto giorno del mese Faofi (Phaophi, secondo mese del calendario egizio e copto, il primo di Phaophi corrisponde al 28 settembre); e partorì Arpocrate (Harpocrates, un altro nome per intendere Horus) all’epoca del solstizio invernale, dandolo alla luce ancora imperfetto e immaturo, in mezzo ai primi fiori e ai primi frutti spuntati in anticipo sulla stagione. È per questo che gli Egiziani offrono a questo Dio i frutti novelli delle lenticchie, e festeggiano i suoi natali dopo l’equinozio di primavera. E la gente è contenta ascoltando queste cose, e ci crede davvero, perché la loro verosimiglianza nasce direttamente da oggetti che tutti conoscono e da osservazioni a cui tutti sono abituati.
Quindi in questa rivelante citazione di Plutarco è mostrato che Arpocrate nasceva il 21 di dicembre e veniva celebrato dagli egizi in quel periodo ma questi celebravano la sua nascita anche all’equinozio di primavera quindi la confusione con i due periodi festivi: il natale e la Pasqua.
Louvre, Louvrah: Lou corrisponde a sole, l’altra parte della parola è Rah.
Buona riflessione naviganti… al prossimo sabato per altre scoperte.
I ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità.

Scrivi un commento