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Oggi parliamo di,

Acqua coerente, acqua informata

Si sente spesso parlare della memoria dell’acqua e delle acque informate, un po’ meno frequentemente della coerenza dell’acqua o di “dominio di coerenza”.

Il concetto di dominio di coerenza è fondamentale perché su di esso si basa la comprensione delle potenzialità di informazione dell’acqua.

L’acqua, in base alle sue caratteristiche (chimiche, biofisiche ed elettromagnetiche) si comporta in due modalità differenti: agisce come un’antenna, essendo in grado di ricevere le frequenze d’onda e di memorizzarle, e come un trasmettitore, essendo in grado di trasmettere le frequenze delle onde memorizzate (informazione).

Si è visto sperimentalmente che l’acqua racchiusa tra superfici ha un comportamento molto diverso dall’acqua presente in massa. In questo senso, l’acqua biologica, ovvero quella presente all’interno di un corpo, essendo continuamente a contatto con le superfici di altri aggregati, è un’acqua che si può definire interfacciale. Gli strati dell’acqua biologica più prossimi a superfici “altre”, hanno la capacità di rimanere fermi anche in condizioni di agitazione del fluido. Questi strati presentano determinate caratteristiche fisiche tra cui una determinata viscosità e un potenziale elettrico negativo.

Si può affermare che l’acqua interfacciale sia diversa ed è defnita COERENTE.

Un dominio di coerenza comporta la presenza di una sua scorta personale di elettroni allo stato quasi libero che risultano essere eccitabili. Di conseguenza, un dominio di coerenza può rilasciare facilmente elettroni ed immagazzinare al suo interno grosse quantità di energia, inoltre possiede un ritmo collettivo di oscillazione vibrazionale delle molecole d’acqua. I Domini di Coerenza entrano in risonanza diretta con campi elettromagnetici di specifiche frequenze.

Nel corpo umano la percentuale di acqua coerente è del 40% e come tale può ricevere e trasportare al suo interno informazioni elettromagnetiche, ordinando le attività biochimiche. Il dominio di coerenza ha la funzione di mantenere un determinato ordine, che porta alle condizioni ottimali per la corretta esecuzione delle reazioni biochimiche dell’organismo.

Tutti ormai avranno sentito parlare degli esperimenti di Masaru Emoto e della memoria dell’acqua e in base ad essi è chiaro che l’acqua ha delle memorie che vengono modificate da tutto ciò che è energia e vibra.

L’acqua, si può considerare come un nastro magnetico liquido in grado di registrare in modo molto sensibile tutte le informazioni energetiche che riceve dall’ambiente esterno.

Per memoria dell’acqua si intende proprio la capacità dell’acqua nella sua forma liquida, di conservare una “impronta” di tutto ciò con cui è venuta in contatto. Fu l’immunologo francese Jacques Benveniste a pubblicare nel 1988 degli studi su questo fenomeno che diede poi il via a numerose ricerche tra cui quelle di Luc Montagnier ed Emilio del Giudice.

È evidente che l’acqua potabile che beviamo si carica di informazioni elettromagnetiche durante il tragitto che percorre dall’acquedotto sino alla nostra abitazione. Passando attraverso vecchie tubature fatte di piombo (o altri materiali) e scorrendo vicino alle fogne si carica di informazioni deleterie per la nostra salute che vengono memorizzate dai suoi cristalli, trasferendole alle nostre cellule che sono prevalentemente composte di acqua.

Non certo meno dannose sono le bottiglie d’acqua minerale del supermercato, fatte di plastica derivate da petrolati e spesso detenute in squallidi magazzini o peggio lasciate all’aperto ed esposte al sole. La plastica delle bottiglie (PET) se esposta al sole può rilasciare delle sostanze tossiche per il corpo, inoltre questi ambienti (magazzini e supermercati) trasmettono le loro energie all’acqua stessa contenuta nelle bottiglie.

Così come può memorizzare informazioni negative, l’acqua può immagazzinare anche memorie positive, come avviene con tutte le acque informate a scopo curativo: da un’intenzione di guarigione a un principio attivo a una sostanza, di tutto l’acqua porta memoria e le acque coerenti presenti nel corpo umano possono esserne influenzate; il principio della memoria dell’acqua sta alla base dei numerosissimi passaggi di diluizione che avvengono nella realizzazione dei medicamenti omotossicologici o omeopatici. Il principio tossico che in dosi tangibili sarebbe dannoso e porterebbe con se spiacevoli effetti collaterali, in centinaia di diluizioni successive lascia la propria impronta nell’acqua, senza che essa lo contenga concretamente, pertanto si può godere dei suoi benefici (secondo l’omotossicologia) senza incorrere in un’intossicazione.

Anche l’acqua pura di numerose fonti possiede queste caratteristiche probabilmente a causa dell’alta concentrazione di minerali, a differenza di quella di grandi masse d’acqua quali mari, laghi o fiumi…o acquedotti…

Essa può quindi immagazzinare informazioni elettromagnetiche, anche presenti in semplici parole quali “salute”, “energia”…o al contrario “disgusto”, “Odio”, come dimostrato dagli esperimenti di Masaru Emoto: i pensieri e a maggior ragione le intenzioni sono a tutti gli effetti onde elettromagnetiche… ecco svelato uno dei segreti delle fonti miracolose a cui si attribuiscono straordinari poteri di guarigione: acque coerenti ed informate.

Ciascuno di noi può facilmente preparare delle acque informate casa propria. Ecco come informare l’acqua “comune” con acqua viva di fonte.

  1. Procuriamoci un po’ di acqua pura, viva, magari da una fonte di montagna o da una fonte “miracolosa”.
  2. Mettiamola in una bottiglia di vetro, meglio se colorata (sono preferibili l’azzurro e il violetto, perché sono i colori che ne preservano la qualità energetica).
  3. Aggiungiamo altra acqua (possibilmente evitiamo che ci sia del cloro e l’acqua gasata). Va benissimo anche l’acqua del rubinetto se è decente, magari filtrata, o in alternativa l’acqua di un’altra fonte (sarebbe meglio non utilizzare quella in bottiglia a causa del suo basso valore energetico).
  4. Conserviamola e lasciamola riposare in un ambiente sano. (lontano da pc, telefoni, televisione, musica non armonica, immondizie, ecc.). Assicuriamoci che la bottiglia sia appoggiata su un ripiano di legno (ottimo isolante energetico): che la seta è un altro ottimo isolante quindi potrebbe essere una valida idea avvolgere la bottiglia con della seta per evitarne l’inquinamento a causa di fonti elettromagnetiche esterne.
  5. Beviamone un bicchiere al giorno e ripetiamo dal punto 3.
    In questo modo l’acqua aggiunta, a meno che non sia inquinata, viene “trasformata” dall’acqua viva e tutte le relative informazioni energetiche vengono trasferite.

Per rafforzare i valore energetico dell’acqua e caricarla con le nostre intenzioni possiamo inoltre porre un biglietto sulla bottiglia, scrivendo ciò che vogliamo che l’acqua ci trasmetta, come “amore”, Salute”, forza: essa si caricherà della frequenza corrispondente, ma se vogliamo restare su un piano più concreto e meno spirituale, possiamo scrivere i nomi del principio attivo che vogliamo trasferire all’acqua o il simbolo ad esso corrispondente (numerose ricerche di radionica si riferiscono a questo).

Possiamo informare l’acqua con parole, immagini, suoni, musiche, purché alla base ci sia una forte intenzione ed una mente concentrata.

Si potrebbe dire addirittura che l’acqua esterna non servirebbe se solo riuscissimo a informare direttamente l’acqua biologica presente nel nostro organismo… ma la mente umana, salvo rari casi, è ancora legata ad un ragionamento troppo lineare per sfruttare tutte le sue potenzialità.

Non resta che sperimentare.

Tutto ciò che crediamo di essere, lo siamo…

Buona riflessione

F. B.