Capitani…buongiorno,
oggi parliamo di,
POLITICA, DA POLIS…
Cos’è diventata e cosa esprime la politica al giorno d’oggi, rispetto alla sua concezione originaria?
Questa attività nasce e si sviluppa dall’esigenza di rappresentare i cittadini che vivono in comunità collettive, ed è correlata alla vita nella società e ai diritti individuali.
La parola politica deriva dal greco “POLITEIA”, usato per indicare la “POLIS”, ovvero la città-stato. Questa definizione porta con sè molti significati e interpretazioni in quanto muta a seconda del contesto nel quale la si inserisce (città, regione, cittadinanza, repubblica, cittadino, ecc..).
Nel periodo ellenico greco e in particolare ad Atene la Polis era necessaria non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche sotto il profilo etico-morale.
Per un greco un “POLITES” significava essere un cittadino nel pieno dei suoi diritti e doveri che ha la facoltà di prendere parte alle decisioni comuni, proponendo attraverso la libertà di parola quello che ritiene più giusto e migliore per la comunità.
In questo modo si sente coinvolto nella gestione della città in cui vive in prima persona per il bene comune.
I greci vivono raramente quel conflitto tra società e individuo causato dalla distanza tra chi è al potere e chi vi sottostà; gli interessi dell’individuo coincidevano con quelli della comunità alla quale si era strettamente a contatto.
In Atene i diritti politici spettavano a chi godeva della cittadinanza, ai figli maschi di padre ateniese che avevano compiuito i 18 anni e avessero prestato almeno 2 anni di servizio nell’esercito. Dai diritti politici erano escluse le donne, gli stranieri residenti e gli schiavi; quella ateniese era una democrazia diretta nella quale il popolo esprimeva direttamente il proprio volere nell’assemblea “ECCLESIA” delle città libere greche;
gli scelti per sorteggio in liste di volontari svolgevano tutte le funzioni pubbliche, legislative, governative e giudiziarie tramite il tribunale popolare chiamato “ELIEA”, costituito da cittadini con più di 30 anni sorteggiati annualmente, senza che vi fosse una divisione dei poteri; quella attuale è invece una democrazia rappresentativa in cui il popolo delega ai suoi rappresentanti l’esercizio della sua sovranità.
Platone definisce la Polis come un organismo educativo collettivo nei confronti del singolo; in una sua citazione disse con dispiacere che capita spesso si presti più attenzione nello scegliere con scrupolo un allestimento teatrale o l’equipaggio di una trireme, pittosto che le persone che ci devono governare.
Per Platone era fondamentale separare la ricchezza dal potere, perchè solo così si può governare nella piena integrità morale.
Durante il periodo del medioevo greco, il potere dei sovrani si era indebolito, a causa dei nobili aristocratici, da “ARISTOL” (i migliori), che Platone e Aristotele identificavano con i saggi, i sapienti.
La città-stato nacque così dall’ esigenza di trovare luoghi di riunione diversi dal palazzo reale; dopo l’Acropoli (sede della classe dirigente), grande importanza aveva l’Agorà (la piazza del mercato dove i cittadini si incontravano per trattare gli affari), oltre che i templi, sedi di culto, tribunali, ecc…
L’influenza greca in Italia iniziò con la colonizzazione dell’isola di ischia, i greci d’Italia venivano chiamati “ITALIOTI”, mentre quelli di sicilia “SICELIOTI”.
L’età ellenistica terminò quando la Grecia entrò a far parte dell’Impero Romano.
Nel ventesimo secolo frutto di molteplici influenze precedenti e guerre, fra gli altrettanti spunti di ricerca possibili, in Italia rammento gli scontri tra Guelfi e Ghibellini, con le divisioni in schieramenti tra partiti favorevoli al Romano Pontefice o all’imperatore; Sempificando…ai tempi attuali le apparenti frammentazioni politiche, probabilmente sono solo il frutto di un disegno di unificazione più grande, in cui le egemonie di poteri forti restando nell’ombra, mavrano”pezzi di una scacchiera”, organismi, multinazinali, denaro e quant’altro, per un fine espansionistico di controllo che ha radici ben più profonde di quanto si possa immaginare.
L’Accademia Ricerca la Verità con i suoi percorsi aiuta a comprendere questi passaggi storici e stimola la ricerca, affinché si giunga a quella verità che può renderci liberi, senza lasciarci condizionare e manipolare da tutto ciò che è al di fuori dal nostro essere.
S. V.

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