Capitani…buongiorno,

Oggi parliamo di,

La Macchina di Anticitera: una tecnologia perduta e ritrovata, a dir poco sorprendente

Ultima Puntata: Chi ha costruito questo artefatto?

Capitani buongiorno, oggi cerchiamo di mostrare le contraddizioni sulle ipotesi ufficiali in merito a chi abbia potuto progettare e costruire questa macchina straordinaria e proviamo a fare qualche ipotesi.

Secondo le fonti “ufficiali” della Storia, fu Posidonio di Rodi a progettare la macchina di Anticitera.

Posidonio, o chi per lui, fu uno studioso, storico e filosofo del primo secolo a.C. la scuola di Rodi fu fondata da lui e sembrerebbe che a lui si debba un calcolo piuttosto accurato sulle dimensioni del nostro Pianeta e sull’influenza della Luna sulle maree.

Le sue riflessioni sull’uomo e sulla natura, giunte attraverso alcuni scritti, sono molto attuali: era convinto dell’esistenza di una interrelazione organica tra tutte le parti dell’Universo, compresi gli Esseri Umani e sosteneva la possibilità di utilizzare queste correlazioni e questo contesto unificato ed unificante per fare previsioni su eventi futuri, a partire dalla conoscenza del presente e del passato.

Posidonio fu ambasciatore presso la Repubblica romana e viene ricordato da Cicerone come l’inventore di una macchina in grado di calcolare esattamente il moto dei pianeti e della Luna. Sempre Cicerone fa riferimento a queste macchine, che pare fossero state portate a Roma dopo il sacco di Siracusa.

Gli storici ufficiali non sono certa che il progettista sia stato proprio Posidonio, perché il modello delle anomalie lunari, riprodotto dalla macchina di Anticitera, viene attribuito ad Ipparco di Nicea: altra figura di astronomo e ricercatore antico.

Noi di fatto non possiamo sapere se veramente questo calcolatore antico sia stato progettato da Posidonio di Rodi, da Ipparco di Nicea, o da chiunque altro per loro.

Possiamo solo notare che per la raffinatezza nelle tecniche costruttive, per la matematica che sta alla base del meccanismo e per i materiali utilizzati, dietro c’era una o più intelligente veramente elevate e con conoscenze molto avanzate.

Non mi stupirei se venisse fuori che la macchina di Anticitera, sia una tecnologia appartenuta a civiltà molto più antiche ed evolute di quelle che la storia ufficiale ci presenta. Per esempio a popoli che conoscevano bene l’influenza dei Pianeti sulla vita terrestre e utilizzavano la conoscenza dei loro cicli per armonizzare la vita su questo piano, per spostarsi in mare e per orientarsi.

Se Posidonio o Ipparco o chi per loro fu, allora onore al merito di questi ricercatori liberi, che molti secoli prima di noi avevano sostenuto e divulgato qualcosa del tutto evidente e palese, che però è così difficile da vedere: la verità del nostro ruolo di Esseri Umani come parte integrante ed interconnessa con l’Universo e in costante dialogo con il Tutto e dalla cui osservazione proviene tutta la nostra conoscenza e saggezza.

Al di là di queste incertezze di attribuzione, emerge questa straordinaria capacità che hanno avuto quegli Esseri Umani liberi di sviluppare modelli astratti, basati sull’osservazione della realtà e di implementare questi modelli in dispositivi di grande interesse pratico, utilizzando tecnologie costruttive, delle quali noi “moderni” siamo rientrati n possesso solo in epoche più recenti e neanche del tutto.

La distruzione e l’occultamento di questo sapere millenario, ha bloccato lo sviluppo dell’Essere Umano; relegandolo in recinti fatti di superstizioni e credenze. Gabbie mentali che per millenni lo hanno reso sempre più schiavo, anche di se stesso, sempre meno libero e sempre meno un essere vivo, perfettamente integrato nelle e con le leggi della Natura.

Buona ricerca a tutti…

C. T.