Capitani….buongiorno,

Oggi parliamo di….

Come si Mangia una Balena…

qualche giorno fa mi è capitato di leggere una frase di Jim Morrison che recitava così: “Vivere senza tentare significa vivere con il dubbio che ce l’avresti mai fatta”.

Ho riflettuto su questa frase e ho pensato che non avere il coraggio di tentare o arrendersi troppo presto sono due cose che alla lunga ci distruggono.

Ovvio che tante volte ci frena la paura del fallimento e così ho ripercorso a ritroso le mie esperienze passate, di quando mi sono lasciata vincere dalla paura e di quanto questo sia stato deleterio per me, ma anche di quando sono riuscita a battere la paura. E mi sono resa conto che in realtà in quelle occasioni non ho fatto chissà quali atti di coraggio. Mi è bastato fare una piccola azione nella direzione di dove volevo andare, e poi un’altra piccola azione e un’altra ancora e, senza pensarci troppo, mi sono trovata così avanti nel percorso che è bastato solo un ultimo passetto per raggiungere la meta senza nemmeno accorgermi di esserci arrivata. Magari è una strategia banale, ma funziona e questo è ciò che conta.

Quindi anche se è vero che molte volte la paura tende a bloccarci, se cambiamo il punto di osservazione e, anziché vedere l’intera montagna di cose che bisogna fare per riuscire a realizzare un dato obiettivo, ci concentriamo solo su quei cento metri che di volta in volta abbiamo di fronte, presto ci troveremo abbastanza avanti nel percorso e ci accorgeremo che quella paura che ci bloccava all’inizio ci fa molta meno paura.

È inutile girarci attorno, come Esseri Umani siamo nati liberi e questa libertà ci è stata sfilata da sotto il naso o, meglio, l’abbiamo ceduta in cambio di tante piccole “comodità” e “pseudo sicurezze” che, a ben vedere, non ci servono proprio a niente e che sono esse stesse la nostra prigione. E ora è rimasta quasi solo l’ombra di quella libertà primordiale che ci spetta per diritto di nascita.

Se pensiamo a grandi azioni, ad una rivolta, ad una guerra di riconquista dei nostri diritti, è ovvio che ci fa paura e sicuramente non servirebbe neanche a niente al giorno d’oggi. Se invece singolarmente, nella vita di ogni giorno, senza violenza e senza coinvolgere una moltitudine di persone che agiscano insieme, prendiamo l’iniziativa di fare una piccola azione, che poi non vuol dire inventarci chissà che cosa, ma semplicemente fare ciò che è necessario e giusto per noi, per la nostra famiglia e per i nostri figli, questa sarà molto più incisiva e, probabilmente, sarà sufficiente per tornare a vivere una vita onorevole e degna di essere vissuta.

La situazione che stiamo attraversando sembra richiedere una soluzione che non è alla nostra portata o, comunque, che è molto più grande di noi, però torniamo alla domanda iniziale: “Come si mangia una balena?” e la risposta è semplicemente: “Un boccone alla volta”.

E allora cominciamo a mordere la balena. Prima iniziamo e prima la finiamo.

C. E.