Capitani… Buongiorno!

Oggi parliamo di…..Alan Watts on Finding Your True Path

Supponendo che io vi dica: “Ognuno di voi è veramente il grande Io” e voi dite: “Bene, tutto quello che hai detto finora è abbastanza comprensivo intellettualmente, ma non lo avverto realmente! Cosa devo fare per percepirlo veramente?”
La mia risposta a ciò è questa: “Mi fate questa domanda perché non volete veramente percepirlo. Ne siete spaventati.” E pertanto quello che farete è ottenere un metodo di pratica per poterlo rimandare.
Quindi quello che posso dire è: “Bene, posso metterci molto tempo per ottenere questa cosa e forse dopo ne sarò degno, dopo che avrò sofferto abbastanza”.

Vedete, perché siamo cresciuti in uno schema sociale in cui dobbiamo meritare ciò che otteniamo, e il prezzo che uno paga per tutte le cose buone è la sofferenza. Ma tutto questo è esattamente “rinvio” perché si è timorosi qui e ora per rendersene conto. Se aveste il coraggio, il vero coraggio, lo notereste subito.
Solo così sarebbe possibile quando uno percepisce che non dovrebbe avere un coraggio così. Ma questo sarebbe terribile, accadrebbe che non lo si faccia affatto. Perché, dopo tutto, dovrei essere il povero piccolo me… e non sono davvero un granché. E gioco il ruolo di essere il povero piccolo me e quindi per essere qualcosa di grande come un Buddah o un Jivanmukta, colui che è liberato in questa vita. Dovrei soffrire per questo… quindi possiamo soffrire per questo (risate del pubblico).

Ci sono tutti i tipi di modi inventati a disposizione per fare questo e si può disciplinare se stessi e prendere controllo della propria mente e si possono fare ogni genere di cose straordinarie; intendo che si può bere l’acqua attraverso il proprio retto e fare le cose più fantastiche. Ma questo è come essere in grado di correre le 100 Iarde in 9 secondi o qualunque altro tipo di realizzazione in cui ci si voglia impegnare. Assolutamente niente a che vedere con la realizzazione del Io.

La realizzazione del Io fondamentalmente dipende dal venirne fuori, qualcosa del tipo quando alle persone che fanno delle sceneggiate si dice “Oh lascia perdere!”.
E qualcuno riesce a piantarla. Ridono e dicono che tutto ad un tratto hanno realizzato che si stavano prendendo gioco di se stessi e ridono su se stessi e la smettono.
Quindi nella stessa maniera, il guru, l’insegnante cerca di farti smettere. Se trova che non può farti smettere ti farà fare tutti questi esercizi in modo che alla fine quando avrai disciplina a sufficienza, sofferenza a sufficienza e frustrazione a sufficienza mollerai tutto e ti renderai conto che eri li per l’inizio e non c’era niente da rendersi conto.

Quindi questa tremenda schizofrenia negli esseri umani del pensare di essere fantino e cavallo, anima al comando del corpo, o volontà al comando delle passioni, in lotta con loro, tutto quel tipo di pensiero diviso semplicemente aggrava il problema e diventiamo man mano sempre più divisi. E quindi abbiamo ogni sorta di gente impegnata in un conflitto interiore che non risolveranno mai e poi mai.
Perché il vero Io o lo conosci o non lo conosci. Se si sa che è l’unico, l’altro, il cosiddetto Io inferiore, cessa semplicemente di essere un problema. Diventa qualcosa come un miraggio. E non vai in giro a colpire i miraggi con un bastone o cercare di mettergli le redini. Sai soltanto che sono dei miraggi e gli cammini direttamente attraverso.
E quindi quella divisione è impiantata in tutti noi e, a causa dell’essere “divisi mentalmente”, vacilliamo sempre: è la scelta che sto per fare dell’Io superiore o dell’Io inferiore? E’ dello spirito o è della carne? La parola che ho ricevuto è del signore o del diavolo? E nessuno può decidere perché se sapevi come scegliere, non avresti scelto.

Nel cosiddetto movimento “Moral Re-Armament” (ndr Ri-Armamento Morale), si mette alla prova i propri messaggi ricevuti da Dio nei propri momenti intimi comparandoli con degli standard di assoluta onestà, assoluta purezza, amore assoluto, e così via. Ma senz’altro, se si sapesse cosa siano quelle cose non ci sarebbe bisogno di metterle alla prova. Lo si saprebbe immediatamente e si saprebbe quali sono quelle cose.

Un ultimo pensiero alla domanda “Cosa l’amore assoluto sia”.
Supponendo che potessi pormi l’ideale di essere assolutamente amorevole con tutti, cosa implicherebbe in termini di condotta? Bene. Si può pensare a questo fino a che tutto diventi blu (ndr. Corrisponde a “fino allo sfinimento”) perché non si otterrebbe mai la risposta.

I problemi della vita sono così impercettibili tali che, provare a risolverli con vaghi principi come se questi vaghi principi sono specifiche istruzioni è completamente impossibile.

E’ importante superare la divisione mentale! Ma qual è il modo? Da dove incominciare se si è già “divisi”? Un daoista dice “è quando un uomo sbagliato usa i mezzi giusti e i mezzi giusti lavorano nella direzione sbagliata”. Quindi cosa fare? Come poter scendere da ciò e muoversi?

Se vi dico “Buongiorno” voi dite “Buongiorno. Bella giornata, non trovi? O se vi colpisco, tipo “BOOM!!” voi dite “OUCH!!” e non vi fermate ad esitare a dare queste risposte. Non vi fermate a pensarci su quando vi dico “Buongiorno”. Quindi esattamente allo stesso modo, quel tipo di risposta, che non ha bisogno di essere una risposta deliberata, una risposta di una mente non deliberante, è una risposta di una mente Buddica o di una mente staccata. Ma non bisogna credere che debba essere necessariamente una risposta rapida perché se rimani bloccato all’idea di rispondere rapidamente, l’idea della rapidità diventerà essa stessa una forma di ostruzione.

Quando si è perfettamente liberi di sentirsi bloccati o non bloccati, allora si è sbloccati. Perché in realtà niente può attaccarsi alla vera mente e lo si scopre se si osserva il flusso dei propri pensieri. E questi pensieri sorgono e vanno come le onde dell’acqua. Per tutto il tempo, vengono e vanno. E quando vanno via sono come se non fossero mai state qui.

C’è un processo. C’è il flusso dei pensieri. Il flusso dei pensieri non deve succedere a nessuno. L’esperienza non deve prevalere su uno sperimentatore. C’è, in ogni istante, semplicemente l’unico flusso che va e va, e siamo convinti che siamo in disparte e lo osserviamo perché siamo stati educati in quel modo.

E’ veramente importante sbarazzarsi di quell’illusione di dualità tra il pensatore e il pensiero. Quindi bisogna scoprire “chi è il pensatore dietro al pensiero?”, “Chi è il vero, genuino Te?”.

 

I ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità