Capitani….Buongiorno,
Oggi parliamo della,
TRIARTICOLAZIONE
DELL’ORGANISMO SOCIALE VIVENTE
DI RUDOLF STEINER
Viviamo in un’epoca in cui anche a chi non è abituato a porsi domande vien fatto di chiedersi :” Dove sta andando questo mondo? Dove andremo a finire?
Vi è un sentire comune riguardo alla follia che stiamo vivendo, e l’esigenza diffusa di dare un senso a tutto questo.

Si dice che, toccato il fondo, non si può che risalire. In molti avvertono il materialismo e il nichilismo che affliggono questo mondo sempre più globalizzato, ma sempre più frantumato e diviso, segnato da profondi conflitti e da lacerazioni mai viste prima all’interno del tessuto sociale, ma è solo un’esigua minoranza di Esseri Umani ad aver intrapreso una ricerca di un nuovo paradigma per rifondare la società, una società in cui lo sfrenato neoliberismo venga rimpiazzato da un’economia con un’anima, in cui i pregiudizi nella politica capitolino di fronte ad una seria ricerca della verità, in cui l’altruismo trionfi sull’egoismo, in cui l’individualismo lasci il posto al collettivismo, in cui, infine, l’utilitarismo e l’edonismo vengano sconfitti dallo spiritualismo.
Guardando indietro, troviamo un intellettuale la cui lungimirante opera potrebbe fornire soluzioni reali ai grandi problemi della nostra epoca, un intellettuale di nome Rudolf Steiner, vissuto a cavallo tra il XIX e XX secolo, per il quale l’incasellamento nelle varie etichette di filosofo, antropologo, sociologo, e via discorrendo, sarebbe riduttivo, poiché la sua opera abbraccia ogni ambito – compreso quello politico ed economico – inglobandolo in un messaggio spirituale universale che ha saputo ben interpretare quel passaggio epocale caratterizzato dalla disgregazione dei vecchi modelli di conoscenza e di ordini costituiti, dalla crisi delle certezze e dalla conseguente angosciosa ed affannosa ricerca di nuove coordinate, di nuovi punti di riferimento e di un nuovo sistema di valori attraverso la sperimentazione in tutti i campi che ha portato ad una serie di rivoluzioni: nella fisica, nella chimica, nella medicina, nell’industria, nella psicologia con l’ingresso della psicanalisi, nella pedagogia, e così via.
La sua antroposofia – la scienza dello spirito – coniuga la scienza con l’interiorità, la dimensione spirituale con la realtà fisica, in una entità cosmica in cui tutti gli Esseri Umani e la loro “casa comune” (espressione – ahimé – abusata e snaturata da parte dei cosiddetti globalisti) sono profondamente connessi, riflettendo l’energia vibrazionale dell’universo.
Nella sua ricerca di informazioni al fine di una comprensione ad un livello più profondo di tutti quei dubbi esistenziali, egli indicò in maniera non dogmatica quella che poteva essere la strada da seguire per il recupero della centralità dell’Essere Umano nella sua forza creatrice di una società nuova che riflettesse le leggi della natura.
Si tratta NON di un’idea astratta, ma di una concezione fondata sulla realtà, NON di un traguardo da realizzare postulato da una determinata asettica ideologia, bensì di un cammino da intraprendere se l’Uomo vuole comprendere ed interpretare il suo divenire in uno scenario personale e sociale qualitativamente voluto, una direzione che sola può evitare che si rimanga tagliati fuori da qualcosa che ci appartiene di per sé, perché l’Essere Umano è fondato su quello.
Nel delineare la sua idea di società come organismo vivente, Steiner parte proprio dall’ Essere Umano come organismo vivente, nel quale agiscono tre forze, che si esplicano nei processi legati al pensare (la testa), alla volontà (la zona metabolica e gli arti) e al sentire (la sfera mediana, rappresentata dall’azione ritmica tra cuore e polmoni, che svolge un’azione equilibratrice rispetto alle altre due sfere). Questa tripartizione è propria di ogni organismo vivente, differenziandolo dal mondo minerale, e risponde a forze cosmiche che nascono a partire dalle più profonde origini cosmiche spirituali.
La pianta si presenta come un organismo umano rovesciato: i processi che avvengono nelle radici sono assimilabili a quelli che vivono nella testa dell’uomo, i fiori e i frutti sono equiparabili ai processi della sfera metabolica, mentre le foglie esplicano una funzione ritmizzante ed equilibrante analoga a quella espletata da cuore e polmoni.
Quando le tre sfere non funzionano secondo le proprie leggi e in simbiosi tra di loro, subendo invece invasioni reciproche, l’organismo vivente non risulta più armonioso, e lo si vede bene nel nostro contenitore, di continuo sottoposto ad alterazioni e sollecitazioni che ne perturbano il meraviglioso equilibrio, con conseguente sviluppo di patologie, quali ad esempio quelle tendenti a sclerosi e devitalizzazione – legate ai processi del pensare – e quelle tendenti all’infiammazione – legate al funzionamento della sfera mediana.
Si tratta di una tripartizione non rigida e schematica, ma dinamica e funzionale. Anche l’organismo sociale deve essere concepito come un organismo vivente, le cui tre sfere: economica, culturale-spirituale e politica-giuridica, devono lavorare in sinergia, ma senza assunzione arbitraria di compiti che non appartengono loro: per così dire, senza invasioni di campo.
Tracciando la rispondenza tra organismo dell’Essere Umano e organismo sociale vivente, Steiner individua nei processi che si svolgono nella sfera economica, intesa come territorio e risorse naturali di un Paese, le facoltà individuali che l’Essere Umano porta con sé dalla nascita – il terreno fertile che rende una pianta rigogliosa; la sfera culturale-spirituale rappresenta la zona metabolica della società, fornendo ad essa nutrimento attraverso arte, scienza, spiritualità, ecc…, il sistema di ricambio dell’uomo rappresentato nella pianta dai fiori, dai frutti, e soprattutto dai semi, che ne determinano il futuro; la sfera politica-giuridica, infine, dovrebbe svolgere un’azione equilibrante delle altre due sfere, come fa nell’organismo umano la sfera mediana, il rapporto ritmico tra cuore e polmoni che garantisce il sano equilibrio tra i processi sclerotici e quelli infiammatori.
Democrazia, fraternità e solidarietà sono alla base di questa tripartizione dinamica e funzionale, la sola che può permettere all’Essere Umano di esprimere e manifestare le sue attitudini, il suo talento individuale, la sua capacità di agire in perfetta libertà, in saggezza, in onore e rispetto.
Non si tratta, sia ben chiaro, di una triarticolazione della società in una sorta di caste di appartenenza, come in fin dei conti è sempre avvenuto da che mondo è mondo; l’Uomo partecipa a tutte e tre le sfere, è l’Uomo stesso a riunirle in sé, in quanto attivo in tutti e tre gli ambiti: l’Essere Umano, attivo e cosciente dell’organismo in cui si trova e delle sue caratteristiche, è per così dire il centro gravitazionale di ambiti che devono essere e rimanere separati tra di loro.
L’importanza di questo concetto è evidente ad esempio nella sfera economica, che si ammala quando l’amministrazione politica statale allunga la sua mano su produzione, circolazione e consumo dei beni, condizionando l’attività del singolo imprenditore, che non verrà così lasciato libero di esprimere all’interno della stessa i suoi talenti e le sue capacità. L’amministrazione della sfera economica dovrebbe essere solo appannaggio di associazioni di produttori, commercianti, e consumatori nel regolare i rapporti tra domanda e offerta, l’immissione del denaro e la sua circolazione, reindirizzando costantemente l’esistenza verso il sociale.
L’errore è consistito nella mercificazione dei fattori della produzione: lavoro, terra e capitale, meccanismo che genera logiche parassitarie e antisociali assolutamente contrarie alle esigenze qualitative della nostra vita. Se il prodotto del lavoro è merce, la terra invece appartiene a tutti, andandone quindi solo regolato il diritto di utilizzo secondo il principio del minimo vitale. Il denaro stesso, simbolo di potere e quindi stimolo all’egoismo e generatore di squilibri sociali, può essere invece visto semplicemente come mezzo che aiuta il fluire vivente dei vari rapporti economici. Il capitale (nell’accezione “costruttiva” del termine) deriva dall’attività dello spirito individuale, ed è quindi a ben vedere un prodotto della sfera culturale-spirituale. La patologia scaturisce dal suo diventare merce, ricadendo nel potere della vita economica ed innescando la logica del più alto rendimento. L’introduzione del denaro a scadenza e la sua non scontata trasmissione ereditaria ai discendenti ne impedirebbe, secondo Steiner, la sua trasformazione in mezzo di potere e di sopraffazione sociale. Lo stato politico deve limitarsi a creare le condizioni per uno scambio vivace tra vita economica e vita culturale-spirituale, cioè una realtà in cui ognuno collabori per l’intera comunità, con pari dignità ed importanza, a prescindere dal ruolo svolto.
Questo senso di comunità trova un nemico nei partiti politici, creati per dividere gli Esseri Umani sulla base di ideologie astratte che alienano il pensiero della vita reale, precludendo così un approccio di conoscenza dell’organismo sociale vivente secondo le sue reali e concrete leggi spirituali e naturali, il che porta ad una nuova concezione di democrazia, in cui i diritti pubblici scaturiscono da deliberazioni prese a maggioranza di voti e si esprimono sotto forma di leggi. Ma se il singolo deve far valere il proprio diritto, il terreno non è più quello politico-giuridico, bensì quello culturale spirituale, perchè l’attività giudiziaria deve necessariamente affrancarsi dalle istituzioni statali e scegliersi autonomamente i giudici tra le varie “classi” di professionisti spirituali, per un periodo di tempo determinato, affiancati da esperti in materia di legge sempre scelti dall’organizzazione spirituale-culturale, affinchè la loro attività sia più simile a quella di educatori, mentre lo stato politico si occuperà solo di far eseguire i giudizi emessi.
All’interno della sfera culturale-spirituale – caratterizzata fondamentalmente dalla libertà tra singoli individui e basata sui talenti e le capacità creative individuali – la scienza, intesa come ricerca della verità, quindi non basata su intellettualismo e materialismo (un approccio questo adatto solo al mondo minerale e inanimato), e la religione, intesa come venerazione del sovrasensibile, come religiosità nell’accostarsi alla conoscenza del mondo spirituale partendo dalla propria individualità, avranno come trait d’union l’ARTE, non intesa come imitazione della natura, non come astrazione intellettuale, ma come manifestazione dello spirito che si rivela all’Uomo, il perno della sfera culturale-spirituale in cui anche l’educazione si fonderà su di una conoscenza completa dell’Uomo in divenire, assumendo la connotazione di un’autentica arte umana.
L’IO individuale con le sue sensazioni e i suoi sentimenti si fonde col suo pensiero nell’universale, e la presa di coscienza di una propria partecipazione ad una più alta realtà, di essere il terzo arto dell’organismo sociale, garantisce la protezione per la società civile dal rischio di divisione e coptazione da parte delle altre due sfere.
Ed arriviamo qui allo scenario attuale, caratterizzato appunto da divisione, frammentazione, prevaricazione, autoreferenzialità, sovvertimento dei valori e snaturamento dell’Essere Umano. Il futuro distopico ipotizzato da Steiner è già qui, una realtà post-moderna e post-umana completamente disarmonica e disorganica caratterizzata da una società tecnocratica ipertecnologizzata in cui sta andando perso il seme spirituale nell’Uomo, il quale ha delegato il controllo della sua esistenza al potere politico ed economico.
Il pensiero ecologico, principale bandiera del mondialismo, potrebbe essere invece declinato in un pensiero di forza di volontà dell’IO umano che crea un’economia basata sull’integrazione organica del tutto e della parte, imperniata sulla cura dell’ambiente sociale, umano e naturale e volta a soddisfare i veri bisogni, un’economia sociale che nasce da istanze associative presenti in tutti i settori dell’organismo sociale vivente. La tematica ambientale, punto d’arrivo dell’agenda globalista mirante a porre fine alla libera Umanità, deve invece rappresentare un punto di partenza per la rifondazione della società sui veri valori di solidarietà e fraternità, su una coscienza ecologica planetaria che porti alla comprensione globale della società come organismo vivente, così come postulato da Rudolf Steiner.
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Cap. S.
