Capitani….Buongiorno,

Oggi dentro un negozio molto ben fornito, davanti ad uno scaffale pieno di ogni ben di di-Io, per un attimo ho smesso di osservare ciò che avevo di fronte e mi sono osservata dentro e la prima sensazione che ho riscontrato in me è stata di appagamento e di libertà: “che fortuna ho, posso disporre di tutto ciò che desidero e sono libera di scegliere quello che voglio”.

Sicuramente la libertà è la possibilità di scegliere; possiamo misurare il nostro grado di libertà dalla possibilità che abbiamo di scegliere tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo.

Ma siamo davvero liberi quando operiamo una scelta?”

A partire dalle piccole cose, ad esempio per la scelta di un deodorante: lo preferiamo spray, in stick, in crema, senza alluminio? Oppure quando andiamo a comprare un litro di latte: lo vogliamo fresco, a lunga conservazione, intero, parzialmente scremato? O ancora quando ci troviamo a scegliere, per esempio, il corso di studi: scegliamo tra ingegneria o medicina, lettere o giurisprudenza?

In realtà, nel momento in cui veniamo messi di fronte a due o più opzioni, non siamo noi che stiamo scegliendo, ma altri hanno già scelto per noi.

A meno che non diventiamo consapevoli del meccanismo che c’è dietro.

Mi spiego meglio: se qualcuno mi dice preferisci giallo o rosso, destra o sinistra, alto o basso, in pratica ha già deciso lui in quale direzione farmi andare. O l’una o l’altra, non è importante quale io scelga, comunque le mie scelte servono a quel qualcuno per controllarmi e irreggimentarmi.

Ma io non voglio andare né a destra né a sinistra… voglio andare avanti o indietro, per esempio, o anche rimanere ferma e, in ogni caso, voglio andare dove voglio io, dove è più conveniente per me, scelgo quello che è meglio per me.

L’unica cosa saggia da fare quando veniamo messi di fronte ad una scelta è considerare che le possibilità non sono solo quelle che ci vengono presentate, “scegli tra questo o quello”, ma che ce n’è sempre almeno una terza, che potrebbe anche essere quella di non scegliere affatto.

Naturalmente non è detto che tra le possibilità che troviamo preconfezionate non ce ne sia una che è veramente giusta per noi, in quel caso non ha senso fare il bastian contrario, va benissimo scegliere una di quelle.

Però, al di là di tutto, l’unica cosa che conta, la cosa più saggia da fare è scegliere noi stessi, sempre e comunque.

Scegliere significa esercitare il nostro potere, sì, è proprio così, il nostro potere è nelle nostre scelte.

È così facile che quasi mai lo facciamo purtroppo, semplicemente ce ne dimentichiamo. Consideriamo pure che siamo molto aiutati in questa “dimenticanza” da tutto il complesso e minuzioso sistema di “distrazione di massa” al quale siamo sottoposti oramai da decenni. Ma questo è esattamente il momento di riprendere in mano la situazione e rimanere centrati e focalizzati su ciò che è bene per noi in quanto esseri umani.

Questo è il momento della saggezza e dobbiamo tirarla fuori.

Pensiamoci bene, se vogliamo liberarci e uscire da questa enorme farsa della pandemia, ci basta scegliere e il potere torna immediatamente nelle nostre mani: scegliere di disobbedire alle regole dettate, scegliere di non farsi misurare la temperatura, scegliere di non indossare maschere, scegliere di non farsi tamponare, scegliere di non farsi inoculare putridume nel corpo. Ma anche scegliere di cambiare lavoro, ad esempio, o di cambiare vita, visto che quella che abbiamo vissuto finora non è la nostra, ma ci è stata imposta con il giochetto delle “finte scelte”, supportate dalla falsa convinzione che siamo fortunati poiché viviamo in una società evoluta e “democratica”.

Ma per operare le scelte giuste, che vanno nella nostra direzione e non di chi altro non vuole che il nostro male, dobbiamo fermarci e osservarci, osservare la nostra vita, le sensazioni che proviamo di fronte a quello che ci si para dinanzi, osservare le nostre emozioni. Dobbiamo fermarci a riflettere, a pensare con la nostra testa, finalmente, e allora sarà evidente che il nostro potere è nelle nostre scelte e quindi è sempre nelle nostre mani.

Buona riflessione e alla prossima.

C. E.