Capitani…buongiorno,
Oggi parliamo di,
IL SISTEMA DEL DEBITO
Il sistema che ingabbia l’Essere Umano inconsapevole attraverso il sistema Economico che con il denaro, lo rende schiavo. Ma basterebbe veramente poco per renderlo libero e cioè la ricerca dei fatti, la forza di dire no ed infine agire nel verso opposto in autoderminazione.
Vediamo insieme la prima parte, il resto lo potete trovare sul sito www.accademiaricercalaverita.net che vi aiuterà ad agire per la vostra libertà.
Rassegnarsi, accettare passivamente quello che il destino ha in serbo per noi, prendere atto dell’impossibilità di lottare contro qualcosa di più grande di noi, ma soprattutto non ribellarsi a questa continua colpevolizzazione, a questo scarico di responsabilità sulle nostre spalle…e questo sia che si parli di economia, che di ambiente, sanità, società.
In qualsiasi ambito il cittadino (in quanto servo) deve farsi carico di questo fardello, al quale, attraverso l’informazione, la comunicazione, la propaganda, la pubblicità, esso si è assuefatto.
Alla base di questo sistema c’è l’idea dell’ Essere Umano che consuma energia e risorse, inquinando, senza produrne di nuove, che è stato “viziato” dal sistema dei potentati economici, e che da sempre a questo sistema lo convincono a pagare pegno…. un sistema che ha sapientemente tessuto questa finissima ragnatela dalle maglie tanto strette da intrappolare mani, piedi e mente.
E’ la stessa logica perversa alla base del debito estero dei Paesi in via di sviluppo, che ha cambiato forma alla schiavitù.
Di questo sistema predatorio la Federal Reserve è sicuramente il cuore pulsante, vista l’egemonia monetaria che vanta – per quanto ancora non si sa – il dollaro statunitense.
Per risalire alle origini di questo sistema bisognerebbe tornare indietro di più di un secolo, ma vorrei qui citare solo un episodio riportato su vari siti internet e raccontato nel libro di Claudio Bossi “Gli Enigmi del Titanic”, pubblicato nel 2016, emblematico del modus operandi dei poteri occulti che determinano il corso degli eventi.
Mi riferisco al naufragio del Titanic nella notte del 14 aprile del 1912, in particolare ad alcuni passeggeri di prima classe, tra cui il gesuita J.P. Morgan (che avrebbe funto da esca), fondatore dell’omonima banca e finanziatore dell’International Mercantile Marine Company, la compagnia che controllava la White Star Line, di cui il Titanic era la nave ammiraglia.
Si trattava del viaggio inaugurale, e molti grandi nomi della finanza internazionale ed in particolare americana furono invitati a partecipare. Ma all’ultimo momento alcuni di essi, tra cui Morgan, inspiegabilmente rinunciarono, mentre altri, tra cui gli oppositori al progetto fondativo della FED, concretizzatosi due anni prima – B. Guggenheim, I. Strauss e J.J. Astor – andarono incontro al loro destino. Un anno dopo la FED veniva privatizzata.
Nella frase del capitalista M. A, Rothschild “Datemi il controllo della moneta del Paese, che è molto più importante della funzione legislativa” è racchiuso il senso di tutto quello che stiamo vivendo: banche private, che stampano moneta dal nulla, prestano denaro agli stati con interessi usurai, rendendoli eterni debitori, anche perché il debito è intrinsecamnente inflazionistico e quindi in perenne crescita.
Il sistema è continuamente alimentato dai conflitti – mondiali prima e regionali di seguito, e forse un nuovo conflitto globale nel prossimo futuro. La crisi (pilotata) del 1929 indusse la trasformazione degli stati in corporazioni, e di conseguenza dei loro cittadini in beni a titolo di garanzia, consistente nella loro capacità produttiva quale strumento di recupero del debito – quindi, schiavi a vita.
Nonostante l’Essere Umano nasca libero di godere appieno del diritto naturale, attraverso un artificio esso diviene cittadino, proprietà e contribuente di una corporazione commerciale. Si è calcolato che ciascun neonato italiano nasca con un debito sulle spalle di circa 900 euro, con interessi per circa 30000 euro.
Questo debito è cresciuto esponenzialmente a partire dal famoso divorzio tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro, che inaugurò la stagione delle speculazioni sui mercati ai danni dei nostri titoli di stato.
La successiva adesione dell’Italia allo SME, antesignano della moneta unica, il Trattato Unico Europeo dell’86, che gettava le basi per il mercato unico, i nuovi parametri stabiliti a Maastricht nel ’91 in seguito agli sconvolgimenti provocati dalla caduta del muro di Berlino, arrivando alla creazione dell’UE nel ’93, hanno determinato una lenta ma costante cessione della sovranità nel quadro di un europeismo austero che ha raggiunto la sua esplicitazione nel ’97 col famigerato Patto di Stabilità, che ha di fatto compromesso la possibilità dei Paesi membri di attivare meccanismi di crescita delle loro economie. L’ingresso nell’euro a cavallo del millennio ha rappresentato un cappio al collo che va stringendosi sempre di più, mentre a Bruxelles si continuava a perseverare sulla stessa strada, con il MES nel 2011, nominalmente nato per soccorrere i Paesi in difficoltà, ma pieno di condizionalità molto pesanti, seguito nel 2012 dal fiscal compact, finalizzato a contenere il debito pubblico nazionale….tradotto: austerità.
Il carattere ideologico assunto dal tema del debito pubblico nell’ultimo decennio fa sì che si apra una discussione in via assolutamente prioritaria, una discussione che investa la visione della società e non rimanga confinata su questioni di scelta politica ed economica.
Nel 2017 è nato un comitato costituito da organizzazioni sociali per l’annullamento dei debiti illegittimi, che chiede la costituzione di una commissione indipendente e popolare per l’audit sul debito publico nazionale, visto che il debito è pubblico e tutti devono essere edotti sulle origini, la legalità e le modalità con cui esso è stato contratto, sulla legittimità e sostenibilità degli obiettivi e degli interessi a cui è finalizzato, onde evitare di continuare a delegarlo a indici di Borsa. L’obiettivo preliminare è quello di una sensibilizzazione popolare al debito, formando una rete di alleanze tra le più svariate componenti, associazioni, comitati, economisti, giuristi, ricercatori, mondo accademico.
Il tema centrale però è la mancanza di consapevolezza di questa forma di schiavitù da parte di noi cittadini, che, in quanto tali, non percepiamo i confini del recinto, la gabbia mentale in cui viviamo fin dalla nascita e che ci induce a dare per scontato ciò che invece non lo è affatto, e cioè il dover rimanere per forza all’interno di questo gioco e seguirne le regole, magari cercando il modo di modificarle e aggirarle.
Basterebbe prendere coscienza, o meglio, acquisire consapevolezza del fatto che se ne può uscire attraverso la conoscenza del proprio IO SONO, attraverso lo studio e la ricerca, per poter finalmente gridare “JUMANJI”!
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Buona Riflessione a tutti,
C. S.

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