Capitani e Piccoli Marinai… Buongiorno!

Vi proponiamo questo articolo realizzato grazie alla collaborazione tra la SQuola con La Q e la Redazione dell’Accademia Ricerca la Verità.

 

Oggi parliamo di…

I tre doni della morte e lo stato di guarigione in meditazione

 

C’erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole. Dopo qualche tempo i tre fratelli giunsero a un fiume troppo profondo e pericoloso per essere attraversato a nuoto. Tuttavia visto che erano portati nelle arti magiche, gli bastò agitare la bacchetta per far comparire un ponte. Poco dopo averne attraversato metà vennero bloccati da una figura incappucciata, era la Morte in persona che gli apparve. Era
arrabbiata perché mai nessuno era riuscito ad ingannarla, poiché i viaggiatori annegavano sempre nel fiume. Ma la Morte era astuta e finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle.

Così il fratello maggiore, uomo agguerrito, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo, una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duello, una bacchetta degna di colui che aveva battuto la Morte! Così la Morte prese un ramo da un albero di sambuco in riva al fiume e ne fece una bacchetta per il fratello maggiore.

Il secondo fratello decise di voler umiliare ancor di più la Morte, chiedendo il potere di richiamare i morti nel mondo dei vivi! Così la Morte raccolse un sasso dicendogli che aveva il potere di riportare in vita i morti.

Infine toccò al più piccolo dei tre fratelli che era il più umile e il
più saggio e siccome non si fidava della Morte, le chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte con estremo disappunto gli consegnò il proprio mantello dell’invisibilità.

Poi ella si scansò e consentì ai tre fratelli di proseguire il viaggio. A tempo debito i tre fratelli si separarono e ognuno andò per la sua strada.

Il primo fratello viaggiò per un’altra settimana, raggiungendo un lontano villaggio, nel quale viveva un mago con il quale aveva da tempo una disputa. Naturalmente ,grazie alla bacchetta di sambuco, vinse il duello lasciando il nemico a terra. In seguito entrò in una locanda, nella quale si vantò a gran voce della potente bacchetta sottratta alla Morte in persona. Quella stessa notte un altro mago uccise il fratello maggiore mentre dormiva, rubandogli la bacchetta. Così la Morte chiamò a se l’anima del primo fratello.

Nel frattempo il secondo fratello era tornato a casa dove viveva da solo, estrasse la pietra donatagli dalla Morte e la girò tre volte nella mano; con sua grande gioia gli apparve la figura di una fanciulla che aveva sperato di sposare prima della sua morte, ma la ragazza era triste e fredda, non era totalmente viva ma non era neanche totalmente morta. Per quanto vicini erano separati l’uno dall’altra, e alla fine il secondo fratello disperato si tolse la vita per poter stare insieme alla sua amata. Così la Morte chiamò a se il secondo fratello.

Sebbene la Morte avesse cercato per molti anni il terzo fratello non riuscì
mai a trovarlo.

Fu solo quando ebbe raggiunto una veneranda età che il fratello più giovane si tolse il mantello dell’invisibilità e lo regalò a suo figlio. Dopodiché salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, da pari a pari, congedandosi da questa vita.

Il simbolo dei tre doni della morte è costituito da tre figure, che nella realtà rappresentano:


il mantello dell’invisibilità raffigurato con il triangolo rappresenta
un antico metodo egiziano di sepoltura, accompagnato da una “resurrezione” mentale e spirituale.

La bacchetta rappresenta il proprio centro di equilibrio interiore.

La pietra rappresenta il terzo occhio e i 7 chakra

Il significato reale della bacchetta si ricollega ad uno stato di GUARIGIONE in MEDITAZIONE, perché anche nella meditazione bisogna trovare il proprio centro di equilibrio interiore.

Il simbolo dei 3 doni della morte è riconducibile al simbolo della meditazione.

L’Essere Umano per migliorarsi necessita di far morire una parte di se per poi rinascere ad un livello superiore.
La meditazione ha diversi aspetti positivi sull’essere umano:
1) Aiuta a ritrovare il benessere psicofisico;
2) Ha un effetto molto riposante;
3) E’ uno strumento per conoscere meglio se stessi e i propri limiti;
4) Migliora la memoria e la concentrazione
5)Allevia lo stress

Certo questo non è un periodo semplice per nessuno, grandi e piccoli. Personalmente ho provato la meditazione e aiuta molto a gestire i pensieri e le emozioni, aprire i chakra e tenere a bada la mente lasciando aperto il cuore. Quindi ve la consiglio vivamente. Nel praticarla, ho vissuto esperienze molto forti, come ritrovare il contatto con “me stessa.”

S.B. della SQuola con la Q