Capitani… buongiorno,

 

vi è mai capitato di sentirvi schiavi delle vostre abitudini, di sentirvi come se non aveste via di uscita, di sentirvi prigionieri di un meccanismo a cui non riuscite a sottrarvi?

Vi faccio un esempio molto banale, se vogliamo, ma che rende bene l’idea.

Poniamo che vi siate abituati, ogni volta che finite di pranzare, a concedervi un dessert nella vostra pasticceria preferita. Avete preso questa abitudine già da un po’ e le conseguenze cominciano a manifestarsi chiaramente: il girovita che aumenta, rotolini vari e pancetta che diventano sempre più evidenti. E addirittura all’ultimo controllo medico le analisi hanno riportato dei valori un po’ sballati. Cominciate a dare la colpa allo stress, all’età che avanza, ma sapete benissimo che l’abitudine del dolcetto a fine pasto è la causa dei vostri problemi, solo che quell’abitudine oramai vi tiene in pugno e non riuscite a liberarvene. Quando sentite quello stimolo, quella voglia di qualcosa di dolce, non potete resistere.

Non avete scelta.

Non avete scelta? Ne siete proprio sicuri?

Voi avete sempre una scelta!

Potete scegliere di non uscire di casa dopo pranzo e se anche non riuscite a farne a meno, potete scegliere di fare una passeggiata nel parco anziché andare in pasticceria. Se invece, senza che lo vogliate, le vostre gambe si stanno già dirigendo verso il luogo incriminato, potete sempre scegliere di sedervi su di una panchina e distrarre la mente finché non vi dimenticate il dolcetto. E perfino se siete già entrati nel negozio potete optare, ad esempio, per una tisana digestiva al posto del solito bignè.

Dovete solo trovare la forza di fermarvi un attimo, uscire dallo stato di trans, osservare le vostre azioni e le vostre sensazioni e riprendere in mano il controllo.

Ora pensate ad una vostra personale abitudine particolarmente nociva, qualcosa che, magari, presa isolatamente non è poi così grave, ma che ripetuta nel tempo può causare problemi di varia natura e riflettete sul fatto che potete scegliere.

Ricordiamoci sempre che noi possiamo scegliere in ogni momento e scegliendo con consapevolezza aumentiamo anche il nostro potere personale.

È questo il libero arbitrio che ci hanno tolto o, meglio, che ci siamo lasciati sfilare da sotto il naso, diventando, peraltro, complici.

Certo, pensare di colpo di non fare più una cosa alla quale ci siamo abituati può essere davvero molto difficile, ma se decidiamo di non cedere a quell’abitudine solo per un giorno, constateremo che pensare di rinunciarvi momentaneamente ci sembrerà già molto più sopportabile.

Dunque impegniamoci a non farla “solo per oggi”. Domani poi ripetiamo la stessa cosa, cioè non facciamola ancora solo per un giorno e così via, e un giorno alla volta riusciremo a liberarcene del tutto.

Abbiamo sempre una scelta, in qualsiasi situazione e anche quando non possiamo cambiare la situazione esterna, possiamo comunque cambiare il modo di rapportarci ad essa.

Allenarci in questo senso ci tornerà particolarmente utile per togliere le abitudini dannose legate al vecchio mondo e abbracciare più leggeri il nuovo in arrivo.

Nel caso delle abitudini un accorgimento è fondamentale: dobbiamo trovarne una da sostituire a quella che vogliamo togliere che ci dia ugualmente piacere, ma che sia più salutare.

Non è possibile lasciare quel posto vuoto, perché altrimenti, appena abbasseremo la guardia, quell’abitudine rispunterà fuori.

E allora, cominciamo a programmare delle abitudini piacevoli, ma sane. Costruiamo il nuovo ed acquisiamo nuove abitudini legate a ciò che di bello e positivo sta subentrando adesso nelle nostre vite e, quasi senza accorgercene, ci troveremo una realtà completamente rinnovata senza neanche fare tutto quello sforzo che immaginavamo all’inizio.

Scegliere è la vera libertà e noi abbiamo sempre una scelta. Non scordiamolo mai!

Alla prossima capitani !

c.e.