Capitani..buongiorno.
Da sempre chi illumina la vita e rende le giornate di noi Esseri Umani adulti più liete, più allegre, talvolta più movimentate sono loro…i bambini! Da sempre sono considerati la gioia della casa, il completamento di quel nucleo di individui, che con amore (sentimento che dovrebbe appartenere all’ Uomo per natura), li accudisce e impartisce loro regole educazione, nella speranza di fare e dare sempre il meglio che possiamo nelle nostre possibilità. Ma quel sentimento di cui parlo, che è proprio dell’Essere Umano, spesso viene dimenticato, soprattutto durante la crescita di queste creature che spesso arrecano fastidio a quegli umani che hanno dimenticato di essere stati a loro volta dei bambini. E che, come tali, avranno anche loro certamente animato le strade delle loro città, con i loro giochi, i loro schiamazzi, le loro urla, le loro scorribande, i loro litigi, i loro pianti. Io me li ricordo quei tempi felici, quando ci si chiamava per andare a giocare per strada a nascondino, ad acchiapparci, allo scatolino, a palline o con le figurine dei calciatori (per i maschietti soprattutto). Erano davvero molti i modi per passare i pomeriggi dopo la scuola. Il gioco che tutti, proprio tutti preferivamo era il pallone, quel pallone che andava da una parte all’ altra della strada e che faceva letteralmente impazzire di gioia quando si riusciva a segnare il famigerato goal!
Non parliamo poi di quando quel pallone finiva in qualche recinto o balcone e si faceva la conta per chi doveva andare a recuperarlo beccandosi le urla del padrone del luogo! Non solo, che ci addossavano anche le colpe di quei mal di testa che avevano soprattutto coloro che abitavano ai piani bassi ed erano per così dire, più soggetto a subire i nostri schiamazzi. Ci divertivamo in ogni modo possibile…anche con il più fastidioso degli scherzi, come andare a suonare ai citofoni delle case e poi si scappva via!

A nulla servivano i rimproveri dei nostri genitori accompagnati da duri ceffoni, che ancora ricordo con dolore, non servivano proprio a nulla. Eravamo bambini e dovevamo crescere per capire che c’è un tempo per ogni cosa ed il rispetto per tutti e tutto. Rispettare gli orari, non infastidire gli anziani e molte altre cose di cui tener conto. Oggi lo capisco, ma capisco anche i bambini che sporadicamente si vedono per strada, a fare le stesse identiche cose che facevo io con i miei coetanei e cresceranno anche loro. Colpevolizzarli perché fanno i loro giochi nelle strade, nelle piazze, sinceramente lo trovo un po’ esagerato, come esagerato è il provvedimento del sindaco di una città laziale. Questo sindaco ha emanato un’ordinanza che vieta ai bambini del paese di esprimere la loro creatività (essendo quest’ultima ormai, l’unica cosa che hanno lasciato loro dopo averli derubati di tutto un pezzetto alla volta), perché danno fastidio i loro schiamazzi! Questi piccoli Esseri Umani,a cui viene impedito di essere bambini. Si sono visti dalla sera alla mattina stravolgere tutta la loro infanzia, che nessuno renderà indietro, segnata soprattutto in quest’ ultimo anno e mezzo in cui si sono dovuti adattare a un nuovo modo di vivere. E’ stato impedito loro il rapporto con i compagni di scuola, allontanati l’uno dall’ altro, ma si sa i bambini si abituano a tutto e subito, senza curarsi dello scotto che stanno pagando. Spero che una buona riflessione faccia rinsavire il sindaco citato e fare in modo che tutti i bambini possano ritornare a giocare con il pallone in quella piazza e in tutte le piazze d’Italia.
Buona riflessione.
C.G.

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