Buongiorno Capitani,

eccoci al terzo (ma non ultimo) step o percorso dell’Accademia Ricerca la Verità…siamo partiti da Io Sono, navigando attraverso Ricerca la Verità approdando, per chi si è dimostrato “testardo” e comprendendo quale è il nostro percorso individuale, a Uomini e Donne Viventi.

Ora, cosa si fa giunti a questo punto del percorso? Molti potrebbero pensare di poter fare finalmente i tanto nominati “documenti” ma non solo. Qui, in questa classe, si applicano, e non è scontato per tutti, ciò che durante i primi due percorsi abbiamo tirato fuori dai cassetti.. O meglio, prima abbiamo trovato la stanza con i cassetti, poi abbiamo iniziato ad aprirli. Chi con ordine e timore di aprire quello sbagliato, chi non soffermandosi più di tanto sul contenuto, chi invece li ha tirati tutti fino a farli uscire dalle guide scorrevoli e li ha fatti cadere a terra. Mescolando tutto alla rinfusa. Quello che a prima vista può sembrare un ammasso confuso di contenuti, nozioni, articoli, video e ricerche, inizia piano piano ad assumere un altro aspetto. Cosa intendo e anche qui ovviamente (sarò ripetitiva ma non è scontato!!) dipende da noi, vedremo che quel caos che all’apparenza vediamo fuori, attorno a noi, in realtà lo abbiamo dentro, in quella o quelle parti profonde, così profonde che nemmeno noi sapevamo di avere, però secondo la mia visione è una grandissima opportunità.

Mia nonna (figlia del secolo 1900 che ha attraversato Caos che noi conosciamo come Spagnola, Prima e seconda Guerra Mondiale, figli deportati e fatiche fisiche probabilmente ingiuste, attribuite anche allora a POVERTA’) mi diceva spesso che “per fare ordine ci vuole un GRAN disordine”...e non diceva solo disordine, ma GRAN disordine, e quindi eccoci o forse, ri-eccoci. Quando penso a questa frase la mia visione cambia, l’ansia non ha il mio consenso di trasformarsi in paura, l’Ombra acquista il significato ed il ruolo che le competono, permettermi di capire e vedere che c’è anche la Luce e lasciar fare a me il lavoro di com-prendere ciò che mi serve per tracciare quel sentiero. So che quel sentiero dopo la curva, poiché non è sempre un percorso rettilineo, è poco o per nulla visibile, ma so che mano a mano che cammino, che poso un piede dopo l’altro, porto con me ciò che serve a rischiarare quel tanto, o poco, che mi è sufficiente per non inciampare. Se inciampo, vedere su quale ostacolo, rialzarmi e scegliere se ignorare quel sasso che mi ha fatto cadere, spostarlo dalla mia via, usarlo per difendermi o tenerlo da parte e metterlo assieme a tutti gli altri ostacoli ( o sassi) che troverò. Magari costruirci qualcosa, un riparo, un utensile o anche, perché no, un recinto difensivo.

La parola RE-CINTO non deve spaventare, ma come tutti i termini che usiamo, va semplicemente…compresa. Se un recinto decido di costruirmelo IO, osservando quelle regole Maestre di Onore, Rispetto, Saggezza e Libertà ma so che all’interno varranno le mie di regole perché l’interno del recinto è la mia giurisdizione ecco che se decido di uscire, perché come molti credono, l‘UOMO è animale sociale ( concezione sulla quale ho molti dubbi, ma è cosa personale questa…) uscirò con tutto il mio bagaglio e “consapevolezza” di ciò che sono veramente. Avere un mio recinto non equivale ad isolarmi o scappare ma sapere che in questo Piano ho un mio posto ben definito dal quale posso connettermi con Tutto, ma forse sto divagando..

In Uomini e Donne Viventi gli studi e le analisi del Tutto avvengono partendo dal fuori, diciamo da coloro che sono la controparte in questo gioco, e, contemporaneamente da dentro. Quindi se gli Avversari (chiamiamoli così) vogliono applicare il “così fuori così dentro” IO applico il “così dentro così fuori”, ovviamente dopo aver trovato in quel Caos ciò che mi serve. Non getto fuori dal balcone a casaccio le cose inutili, quelle le riconosco, smetto di alimentarle e sbarro loro la strada, o semplicemente le lascio in quei posti laterali del sentiero sapendo che sono la ma non le porto più con me. Ecco che allora, alleggerita ed in grado di camminare senza scossoni e sbandamenti posso portare fuori, con me, ciò che immetterò nel Tutto. E si continua a giocare, io la mia mossa l’ho fatta.

Certo, arriverà per molti, il momento di capire che per uscire dal recinto, devo anche trasformare questo IO in parole scritte, ben visibile su carta bianca e devo fare in modo che quella carta “senza vita” si rianimi prendendo energia e forza dalla mia voce il cui timbro, vibrazione e frequenza saranno gli stessi che impregneranno l’inchiostro che uso. Potrebbe sembrare un discorso contorto, confuso ma è il MIO  e ognuno troverà il SUO di modo e di inchiostro.

Uomini e Donne perché siamo ciascuno un UNO di quella Dualità, a nostra volta Duali. Si può ben dire che il gioco è strutturato bene.

Vivente perché sono in grado di esistere, di Onorare e Rispettare e acquisire Saggezza durante il percorso che si srotola nel Tutto. Sono perfettamente in grado di non rimettere nel cassetto le paure indotte, le manipolazioni ed imposizioni e crearmi quel linguaggio richiesto per inter-agire con gli altri giocatori.

Un linguaggio va studiato, curato e difeso in modo da essere il più comprensibile possibile per non dar luogo a fraintendimenti…perché ne potrebbe andare della mia creazione.

E’ ora di SISTEMA-RE.

Buon percorso a tutti.

C.S