Capitani…buongiorno,
alle volte, quando dobbiamo risolvere un problema che sembra schiacciarci oppure dobbiamo fare dei grossi cambiamenti sapendo che, anche se questi ci porteranno a migliorare la nostra vita, ci sembra che il prezzo da pagare sia troppo alto. Allora, in quel momento, dobbiamo fermarci un attimo, prendere un bel respiro e provare a cambiare il nostro punto di vista.

Quasi sempre ci basta cambiare il punto di osservazione e ciò che ci sembrava negativo, difficilissimo o, addirittura, impossibile, può prendere un’altra luce e svelare nuove opportunità che prima semplicemente non riuscivamo a vedere.
Se solo cominciassimo a considerare che ogni singola cosa che ci accade non succede a noi ma succede per noi, per aiutarci nella nostra vita e nella nostra evoluzione, cambierebbe radicalmente tutto.
Quanto è potente questa affermazione: ciò che ci accade non succede a noi ma succede per noi!
Come tutto si trasforma se solo cominciamo a pensare in questo modo.

E ce ne accorgiamo subito. Se riesaminiamo la nostra vita fino ad ora ci apparirà chiaro quanto tutto questo sia vero. Pensiamoci: quante volte qualcosa che al momento ci sembrava assolutamente negativo, talvolta a distanza anche di anni, si è rivelato una vera benedizione. Qualcosa che in passato ha intralciato il nostro tragitto, ci accorgiamo adesso che invece era lì solo per segnalarci che stavamo seguendo una strada sbagliata e per correggere la nostra rotta, per aiutarci a farci arrivare esattamente dove dovevamo andare e cioè dove era meglio per noi.
Dunque, da questa nuova prospettiva potremo finalmente rivalutare ogni singola cosa per accorgerci, infine, che abbiamo sempre vinto anche passando attraverso tutti i nostri “fallimenti”. E poi, siamo davvero sicuri che i fallimenti esistano veramente? Se cominciamo a pensare in questo modo diventa chiaro che ciò che ci hanno insegnato a chiamare e a ritenere fallimenti, sono esattamente il contrario.
Quindi la prossima volta che ci troveremo ad un bivio senza sapere che strada scegliere, fermiamoci un attimo e proviamo a guardare la situazione che dobbiamo affrontare da un’altra angolazione, rimaniamo centrati e ascoltiamoci: da dentro di noi verrà il miglior suggerimento possibile e troveremo la soluzione più adeguata.
Alla prossima!
C.E.

Quello che descrivi tu, io lo chiamo punto di vista divergente. Siamo così abituati alla visione acuta nel senso di angolo acuto, cioè visione stretta, convergente e sezionante delle cose. Una visione in un certo senso analitica e maschile. È utilissima in alcuni casi ed è anche ad alto potere risolutivo rispetto al singolo dettaglio, che viene messo a fuoco in modo preciso. D’altra parte, però, questo tipo di visione ci fa perdere il contatto con il contesto più ampio delle cose. E qui ci viene in supporto la visione ottusa, nel senso di angolo ottuso, cioè ampia e che tenga in considerazione anche ciò che ruota attorno al dettaglio. Se vogliamo questa è una visione più femminile. Sono piuttosto persuasa che il bilanciamento di questi due approcci: il convermgente e il divergente ci aiuta a tenere in considerazione tutto a 360 gradi, senza pregiudizio e senza condizionamento. Diventando in un certo senso giocolieri della dualità, che la usano come metro di conoscenza, avulsa da giudizio, di se stessi e della realtà che ci circonda e da noi stessi creata.
GRAZIE DI CUORE
Grazie. In questo momento storico, si ha bisogno di sapere che nn si è soli.. ed è vero !!! I fallimenti sono cambi di prospettiva, uscire dalla zona confort può essere faticoso..può fare paura! .. ma affrontando la paura si arriva alla libertà.. grazie grazie grazie
grazie di cuore