Capitani.. buongiorno…
Questa che sto per raccontarvi non è una di quelle storie che mi raccontava la mia Creatrice, ma la storia di Uomini che arrivati ad un certo punto della loro vita, dopo anni e anni di soprusi e di sopportazione, decisero di ribellarsi alla monarchia della loro epoca, che opprimeva, sottometteva le loro Anime, la loro intelligenza e schiacciava il loro Io. Uomini che erano stati anche soldati dell’esercito del Re, di quella che era la Sua Maestà dell’epoca. E che qui al Sud, dove Io vivo, hanno compiuto una mattanza anche grazie a quei volontari con la camicia rossa, ma che di indossare quel rosso non erano degni. Sappiamo per chi è indicato il colore rosso: gli Esseri Umani. E quei 1000 di Umano non avevano proprio nulla!
Non starò qui a raccontarvi nei dettagli, come è nato il Brigantaggio. Forse le motivazioni le conosciamo tutti, o almeno qualcosa abbiamo certamente imparato in quei luoghi di indottrinamento, laddove ci è stato concesso sporadicamente di chiedere ai nostri indottrinatori, di parlarci di quegli Uomini che pur di sopravvivere a quello stato di malessere generale, a quella vita fatta di soprusi di ogni genere, sottomissioni di ogni sorta, di continue umiliazioni, si sono ritrovati nel giro di breve tempo ad essere etichettati come Briganti. Le informazioni che abbiamo acquisito a scuola, certamente sono poche. Io ho capito molto attraverso testi cantati ( Brigante se more, Ninco Nanco, Vulesse addiventare nu brigante), che mi hanno incuriosita e portato a farmi qualche domanda: Chi erano i Briganti e perché erano così temuti?
Fino a prima del 1860, possiamo dire che questi Esseri Umani (perché Io li ritengo tali), non avevano interesse a passare per malfattori, traditori, focolai del disordine del Meridione (questa è un’espressione che non avevo mai letto, né sentito), erano stati Uomini sempre sottomessi ma, fino a quando era possibile sopportare e cercavano di evitare ogni forma di violenza. Finché nel 1860 la fame, la povertà, forme varie di repressione e di privazione alla Libertà personale, diedero fuoco a quella miccia che fece venir fuori ciò che erano davvero: Esseri Umani stanchi e oppressi.

Questo fenomeno di risveglio e di presa di coscienza, di fronte ad una cattiveria che si andava pian piano innestando nella mente di coloro che si dimostrarono in seguito facili al tradimento, non era ben visto e così questi Uomini in poco tempo e per molti anni, divennero quelli che oggi sono chiamati terroristi, ma che nulla avevano in comune con loro! Non avevano nulla a disposizione, se non la volontà di difendere ciò che avevano di più caro: la Libertà e la volontà di voler cambiare il mondo per lasciare alle generazioni future, un mondo migliore. Hanno dato la loro vita e non hanno esitato a combattere fieramente fino all’ultimo respiro che il loro cuore gli ha permesso. Tutto questo per uscire da quella schiavitù che anche loro, secondo me avevano capito, ma che non avendo le giuste armi per combatterla (la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sarebbe comparsa circa 1 secolo più tardi e la Convenzione di Oviedo, ancora più tardi), potevano usare solo armi da fuoco. Non avevano tutto quel tempo per aspettare queste leggi!
Ma quello era il loro tempo. Tempo di vivere, tempo di stare in compagnia, tempo di innamorarsi, tempo di amare e di essere Creatori e Creatrici. Erano Uomini e Donne in Carne, Ossa, Sangue e Spirito e avevano anche loro diritto di essere felici, erano Briganti e Brigantesse e al tempo stesso amanti e combattenti.
Forse non sapremo mai dove riposano i loro Vascelli, la loro Coscienza Universale ma potrebbero essere presenti in ognuno di noi Esseri Umani, che oggi come allora ci stiamo risvegliando da questo sonno profondo, messo in atto da un Sistema che ci opprime e limita le nostre libertà forse anche peggio di allora. Ma abbiamo a disposizione per combatterlo, quelle armi potentissime, che indirettamente grazie al loro sacrificio possiamo utilizzare. Armi che fanno più rumore di una bomba, che utilizzeremo per difendere il nostro Vascello, sballottato in questo momento da un mare in burrasca, ma che se ci teniamo ben saldi a quel timone, lo difenderemo anche a costo della nostra vita.
Non so se sono esistiti Briganti in tutta la Penisola Italica, ma nella mia Basilicata ce ne sono stati parecchi. Nel mio Vascello, potrei ospitare un Eustachio Chita il Brigante di Matera, un Giuseppe Nicola Summa detto Ninco Nanco, una Michelina de Cesare la più bella tra le brigantesse, oppure un Carmine Crocco Donatelli, colui che si fece Generale dei Briganti. Le sue parole qui di seguito sono molto attuali…

Buona Riflessione.
C.G.

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