Capitani e Piccoli Marinai… Buongiorno!

Vi proponiamo questo articolo realizzato grazie alla collaborazione tra la SQuola con La Q e la Redazione dell’Accademia Ricerca la Verità.

Oggi parliamo di…

BEFANA

Proprio ieri sera, tre gennaio 2022, in occasione del consueto Zoom live dedicato al percorso “Io Sono SQuola”, corso tenuto dal nostro Ammiraglio Marco, fondatore dell’Accademia, noi piccoli marinai, ma soprattutto piccoli Esseri Umani, abbiamo affrontato il tema del 6 gennaio.

ORIGINE:

La storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche precristiane. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie.

PERCHÉ LA BEFANA?

Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.

La Befana è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che, viaggiando su di una scopa in lungo e in largo, porta doni a tutti i bambini.

Happy Epiphany

Nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio, infatti, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), la Befana vola sui tetti e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini.

Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchina, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo, oltre ai regali e al carbone, per chi è stato un po’ più cattivello, i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere, sparsa nel piatto.

Come dice la famosa filastrocca “La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, col cappello alla romana, viva viva la Befana!”. La Befana indossa un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

 

FILASTROCCHE SULLA BEFANA

Da autore sconosciuto:

Zitti, zitti presto a letto
la befana è su tetto,
sta guardando dal camino
se già dormono i bambini
se la calza è già appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende è sola sola,
svelti, svelti sotto le lenzuola!

 

di seguito la filastrocca di Gianni Rodari:

Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
La Befana sai chi è?
La befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
Si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po di carbone mi ha lasciato.

La prossima di Monica Sorti:

LA BEFANA
Nella notte fredda e scura,
quando il buio fa paura,
una figura un po’ sdentata
vola tutta trafelata
su una scopa di saggina
senza motore né turbina.
Porta un sacco grande e grosso
di colore verde e rosso,
in ogni casa dentro balza
per appendere un calza
che contiene dolci e doni
per i bimbi bravi e buoni.
Non è una strega né una fata,
è una signora un po’ attempata,
ha calze rotte e scarpe vecchie,
un foulard sopra le orecchie,
grande scialle e vestito di lana,
tutti la chiamano la Befana.

 

A.B. della SQuola con la Q