Capitani…Buongiorno,
Oggi parliamo di…..
Banconote
Oggi facciamo un piccolo esercizio ed analizziamo tre carte moneta della storia d’Italia, con una premessa importantissima:
tutto ciò che viene scritto sulla “banconota” non è scritto a caso, anzi ha un significato giuridico specifico e ne identifica la condizione giuridica.
Andiamo subito alla prima: le vecchie banconote da 500 LIRE del 1976, i meno giovani fuori forse se la ricorderanno…

Cosa c’era rappresentato sopra?
Su quelle monete vi era il Mercurio alato, le scritte “REPUBBLICA ITALIANA”, “BIGLIETTO DI STATO A CORSO LEGALE” e l’indicazione del ruolo, con relative firme, di 3 funzionari di Stato (rappresentanti del popolo).
Questa banconota, o cartamoneta, così come si presenta, non genera debito pubblico perchè prodotte direttamente dalla zecca di stato.
Sarebbe logico pensare di continuare a stampare queste… E invece no, che dite?!
Fu a causa di questa banconota che Aldo Moro venne ucciso: lui conosceva il significato di queste frasi, e la loro valenza giuridica, per questo aveva creato una lira che non creasse debito e ne stampò a miliardi per finanziare i servizi a costo zero: ospedali, strade, scuole, ecc…
Il denaro è creato dall’uomo, ed è stampato dall’uomo;
Aldo Moro stampava il denaro del popolo, sapeva infatti che attraverso il denaro si possono rendere schiavi gli uomini e voleva probabilmente dare al popolo italiano uno spiraglio di libertà, ma come sappiamo le cose sono andate diversamente.
La seconda banconota che analizziamo è quella delle 100 MILA LIRE con l’immagine di Caravaggio, la famosa “100 mila” che fu in in circolazione dal 20 giugno 1984 fino al 28 febbraio 2002.

questa banconota ebbe una trasformazione giuridica importantissima, a cui però pochi diedero attenzione: le scritte erano “BANCA D’ITALIA” e “PAGABILI A VISTA AL PORTATORE”. Le firme erano di funzionari di banca (NON rappresentanti del popolo) e sul retro c’era la scritta “LA LEGGE PUNISCE I FABBRICATORI E GLI SPACCIATORI DI BIGLIETTI FALSI”.
Sparita la “Repubblica Italiana”, appare “Banca d’Italia”, che non è la banca della Repubblica, è una banca di privati. Fate attenzione: privato, cioè che toglie al pubblico.
La moneta non è più del popolo della Repubblica, o meglio lo è solo in parte.
Ovvero quella parte che non è pubblica e che genera debito; ed ecco che si vede crescere in quel periodo il debito pubblico.
Nell’utima banconota cioè l’EURO attuale non c’è più nulla, né davanti né dietro:

nessuna scritta, nessuna qualifica, nessuna firma per esteso… C’è un autografo come nei quadri, “MDraghi”, ed una piccola C racchiusa in un cerchio: il simbolo del copyright. L’autografo è di colui che rappresenta i proprietari (privati) che stampano la moneta che noi utilizziamo.
Ecco spiegata in poche righe come siamo passati dalle prime lire, denaro del popolo emessa NON a debito, agli attuali euro, carta privata protetta da copyright utilizzabile su permesso di chi la stampa e che crea debito quando viene acquistata.
A proposito di debito: se la moneta che usiamo è privata, tutte le monete che abbiamo in Italia sono il debito! Tutto il denaro che abbiamo in tasca, in banca o in posta è debito, non è ricchezza.
Di che cifre da capogiro stiamo parlando?
L’Europa intera (quindi anche i cittadini italiani) è indebitata con i banchieri della BCE per tutto il denaro che circola: facciamo un esempio semplicissimo… Se chiedo un prestito di € 1.000, dovrò restituire i 1.000 più gli interessi, perchè la stampa di ogni banconota costa solo pochi centesimi, ma poi i banchieri li prestano al valore che c’è scritto sopra. giusto?
Ma se ho un debito pari a tutti i soldi che circolano in Italia, i soldi degli interessi dove li prendo??
Buona Riflessione a tutti.
I Ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità

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