Buongiorno… capitani…
Oggi parliamo di..
Arduino P.3
Anche questo articolo, come i precedenti, tratterà di Arduino, una piccola scheda elettronica che permette di far funzionare piccoli dispositivi come: controllori di luci, controllori di velocità per motori, sensori di luce, automatismi per il controllo della temperatura e dell’umidità e molti altri progetti che utilizzano sensori.
Come sempre, non è farina del mio sacco, ma la spiegazione arriva da Paolo Aliverti, fondatore nel 2011 di FabLab Milano. Paolo insegna presso la scuola Cova di Milano e gestisce un laboratorio di riparazioni elettroniche industriali.
Come terzo argomento Paolo ci spiega lo Sketch. Che cosa è uno sketch, come funziona e i due moduli loop e setup molto in dettaglio, così da comprendere il meccanismo di funzionamento di base di Arduino.
Ecco la trascrizione di ciò che potrete vedere nel video:
“Nell’opera di semplificazione generale che è stata fatta dal team di Banzi per rendere Arduino più semplice possibile, si è deciso di non utilizzare termini da programmatore, ecco perché non trovate un listato, ma uno Sketch (schizzo, per indicare qualcosa molto vicina alla realizzazione di un prototipo, qualcosa che può cambiare, perché questa è proprio l’idea della programmazione con Arduino).
Lo Sketch di Arduino è diviso in due parti, ben visibili nel video (questo vi spiega anche il funzionamento della scheda). C’è una parte chiamata Setup e una parte chiamata Loop. Queste due parti sono fondamentali e devono per forza esserci sempre.

Nella parte del Setup si andranno a inserire le istruzioni, i comandi che Arduino deve eseguire all’accensione (si mettono solitamente delle operazioni di configurazione, oppure le configurazioni delle porte d’ingresso e di uscita), quindi queste operazioni verranno eseguite solo una volta, quando si accende Arduino.
Nella parte del Loop, va inserita una sequenza di operazioni che verranno eseguite una dopo l’altra quando Arduino avrà terminato la parte di Setup. Le operazioni all’interno del Loop vengono eseguite di continuo e nel modo più veloce possibile (quando arriva all’ultima ricomincia dal primo Loop e continua a ripeterli finché è alimentato). Quando si preme il tasto RESET, Arduino riparte, come se si spegnesse, quindi riesegue il Setup e poi inizia a ripetere il Loop all’infinito.
All’interno di uno Sketch questi due moduli sono indicati con una modalità da programmatori. Hanno cercato di semplificare il tutto il più possibile, però sono rimaste una serie di spigolosità a cui ci si deve abituare per poterlo utilizzare. Quindi non avrete due semplici rettangoli in cui inserire le istruzioni denominate Loop e Setup, ma ci sarà una struttura da programmatori (in particolare scritto in C++ dove il blocco per il Setup è formato dalla scritta void setup () {inserire le istruzioni che saranno ripetute all’infinito}.
Il blocco del Loop è formato nello stesso modo: void loop () {inserire le istruzioni}.

Le due parentesi graffe servono a delimitare il blocco.
Lo Sketch, una volta che è stato scritto, viene verificato o come dicono i programmatori compilato, (tradotto in un linguaggio comprensibile ad Arduino).
Per molti vedere le scritte void con le parentesi aperte e chiuse sembrerà un geroglifico, però viene semplificato ulteriormente in una serie di bit, di zeri e uno, che Arduino può comprendere.
Il programma viene trasferito su Arduino dove viene scritto all’interno del microcontrollore, in un’apposita memoria che si mantiene nel tempo, anche se Arduino non è alimentato, come fosse un disco fisso.
Ad una nuova accensione, Arduino troverà questo programma e inizierà ad eseguirlo in automatico, non è da riprogrammare nuovamente.”
Anche oggi abbiamo imparato qualcosa di nuovo, io per esempio ho imparato a fare le parentesi graffe sul computer anche se non figurano sui tasti. Paolo lo spiega nel video e io provo a spiegarlo a voi.
Schiacciando insieme Alt Gr + Shift + parentesi quadra aperta o chiusa, si ottiene la parentesi graffa.
Ringrazio Paolo per la lezione nella lezione.
Alla prossima… Capitani…
C.G.B.

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