Capitani… buongiorno
Oggi parliamo di…
ARDUINO P. 2
Andiamo avanti con le lezioni di Paolo Aliverti, su Arduino. Come vi ho spiegato anche nell’articolo precedente che parlava sempre di Arduino, sto scrivendo questa nuova serie di articoli prendendo spunto dai video postati nel canale Accademy Lab dell’Accademia. Ricordo inoltre che è stato creato anche Accademy Lab Ragazzi per i più giovani.
Ecco il riassunto del video.

Prima di mettere le mani sulla scheda Arduino, è consigliabile perdere qualche minuto per conoscerla in profondità.
Se prendete una scheda Arduino noterete che c’è un connettore USB, in alto a sinistra proprio sotto la scritta Made in Italy, che serve per 3 cose.
- Caricare il vostro software, il programma che avete scritto, dal computer ad Arduino.
- Per alimentare la scheda stessa quindi fornirgli 5V per far sì che possa funzionare.
- Si può utilizzare, anche durante il funzionamento di Arduino, per scambiare dati quindi mandare informazioni ad Arduino oppure farvene mandare sul computer, per tracciarle, leggerle e sapere cosa sta succedendo.

E’ possibile alimentare Arduino anche tramite un semplice alimentatore o una batteria con un cavetto in un cilindretto nero alloggiato nella scheda In basso sempre a sinistra. In questo cilindretto nero, è possibile inserire una tensione che va da 7V a 20V, non troppo alto di voltaggio, perché c’è un piccolo circuito che regola la tensione applicata e la riduce, in modo che possa andare bene per Arduino. Maggiore è la differenza di voltaggio tra quella che usa Arduino e quella che mettete voi, non si rompe a meno che superiate i 20V, ma verrà trasformata in calore. Quindi scalderà molto.
La tensione applicata al connettore nero, la trovate poi sul pin identificato come Vin.
Quando Arduino è alimentato, vedrete acceso un piccolo led verde e potete prelevare delle tensioni di alimentazione da vari pin che troverete nella parte inferiore contrassegnati con 5V e 3.3V sono tensioni stabilizzate prodotte dalla scheda Arduino.
Troverete poi dei pin contrassegnati con GND, nella parte alta della scheda, sono i Ground che servono per chiudere il circuito; quindi è il negativo di alimentazione. Ce ne sono 3 perché ne servono sempre parecchi e sono tutti e 3 collegati insieme.
Varie schede Arduino hanno un pulsante di reset, serve per riavviarlo e a seconda delle versioni il tasto può essere in posizioni differenti.
Esiste anche un pin, che si chiama Reset, che è possibile utilizzare al posto del tastino, collegando un pulsante o un circuito che vada ad applicare il segnale di Reset.
Nella parte superiore si possono trovare 14 forellini, 14 pin, numerati da 0 a 13 che sono i pin d’ingresso e uscita. Questi pin li potete vedere come dei rubinetti (tanto per fare un esempio idraulico) da cui può entrare o uscire acqua a seconda di quello che è necessario per il vostro prototipo.
Alcuni di questi pin sono contrassegnati con una piccola tilde, una piccola ondina, che sta a significare che sono dei pin di tipo +M.
Approfondirò il significato di +M in un prossimo articolo.
Le tensioni prodotte da Arduino che possono uscire da questi pin, o quelle che potete applicare, devono essere sempre di 0V 0 5V, perché Arduino è un dispositivo digitale, funziona per zeri e uno, accesi e spenti.
Nella parte inferiore a destra, infine, troviamo gli ultimi 6 pin, denominati da A0 a A5, che sono degli ingressi analogici. Su questi pin è possibile collegare dei sensori, per esempio sensori di luce o di temperatura, per rilevare dei parametri ambientali che poi vengono trasformati in un numero che potrete utilizzare all’interno di Arduino.
Anche questa volta abbiamo studiato tante nozioni nuove e per non annoiarvi e per lasciarvi un po’ di curiosità per il prossimo articolo, mi fermo qui.
Alla prossima… Capitani…
C.G.B.

Scrivi un commento