Capitani… Buongiorno…

Oggi parliamo di…

ASSEMBLEA SOCI DI MALAFFARE

 

Faccio una piccola ma doverosa specifica per quanto mi sto accingendo a scrivere. Dovrò storpiare i nomi dei personaggi di cui parlo, e relative aziende, in questo articolo, ma solo per prevenire attacchi da chi controlla la stampa, sia pubblica che privata.

Mi sono imbattuta in una notizia che sento il dovere di condividere con i lettori di questo Giornalino dell’Accademia, sempre attenti a ricevere informazioni relative ad argomenti attinenti la quotidianità.

Un giornalista provvisto dei giusti attributi, è entrato in possesso del Verbale dell’ultima Assemblea degli Azionisti della Pfi:zer, tenutasi il 22 aprile 2021.

Prima di riportare quanto scoperto in questo articolo, tengo a far presente che se un gruppo di azionisti si riuniscono, non è per conoscere lo stato di salute dei loro clienti, ma quanto hanno raggranellato quale utile sulla pelle dei loro clienti, colpevoli “solo” di essere leggermente distratti.

Riporto di seguito, le testuali parole di Alberto Burla, presidente ed amministratore delegato di Pfi:zer.

“La pandemia? Ci sarà ancora per buona parte del 2022 più o meno come nel 2020 e nel 2021, anche se probabilmente con diversa intensità nelle varie aree del mondo. Il vacchino del Coronavairus ha portato nelle casse di Pfi:zer 15,000,000,000 (quindicimiliardi) di euro di fatturato destinato a crescere, grazie agli ordini appena arrivati dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal Giappone”.

Questa stima è di Alberto Burla!

Visto con gli occhi degli azionisti, il problema è l’esatto opposto rispetto a quello di tutto il resto del mondo, in quanto il vacchino oggi fa lievitare i fatturati. Ma potrebbe avere assai più margine di guadagno, solo che in piena pandemia il prezzo, ai loro occhi, è calmierato. Non potrebbero mai approfittarsi del bisogno del “malato”: appena 39 dollari per la doppia dose fornita a tutti i paesi ad alto reddito come Europa e USA, la metà di quel prezzo per le forniture per tutti i paesi a medio reddito pro capite ed a zero o comunque molto meno per i paesi poveri.

Di fronte ad una rete di organizzazione cattolica, intervenuta in assemblea per chiedere un maggiore sforzo per fornire dossi al programma CO.VAC dell’ONU, non a caso caldeggiato anche dall’omino vestito di bianco, che sovente appare ad una finestra la domenica mattina, Burla non ha lasciato aperta nessuna disponibilità:

Abbiamo sottoscritto un accordo per fornire 40,000,000 di dossi in tutto il 2021 e questi numeri rispetteremo”.

Quel prezzo fisso resterà in vigore anche per tutto il 2022 perché “sarà ancora un anno di pandemia”! Pfi:zer nel 2021 pensa di arrivare alla produzione di 2,5 miliardi di dossi e nel 2022 addirittura a 3 miliardi di dossi!

E poi che accadrà al vairus COVIDDI-quasi20?

Quando le esigenze pandemiche finiranno e l’epidemia magari sarà ancora forte in alcuni continenti, ma assai meno nel mondo ricco, il prezzo del vacchino Pfi:zer diventerà di mercato, assai superiore a quello attuale e dipenderà allora da chi offrirà di più.

Perché nei piani di Pfi:zer c’è una sicurezza: il vairus sarà tenuto buono anche grazie a loro, ma non sarà sconfitto, e restando in vita con le sue mutazioni avrà bisogno di continui richiami.

Burla, rispondendo all’azionista Antoni ???, ha spiegato

di non essere in grado di dire se il richiamo dovrà essere effettuato a 6, 7, 8, 9 o 12 mesi dalla seconda dose Pfi:zer, perché è proprio quello che stiamo studiando in questo momento, insieme alle autorità sanitarie internazionali, ma continuare a vacchinarsi è una barriera sicura contro qualsiasi variante del vairus. Fin qui è evidente che l’efficacia del vacchino per sei mesi è ancora molto alta”.

Tuttavia, abbiamo visto che c’è una leggera riduzione col passare del tempo, ed è certo che all’interno dei sei mesi l’efficacia è altissima nei primi due, molto più alta in ciò che si rileva nei successivi due bimestri”, e poi continua “L’ho già detto pubblicamente, ci sarà bisogno di un richiamo e ci sarà bisogno di rivacchinazioni annuali o comunque periodiche negli anni successivi”.

Sia Burla che la co-fondatrice di BioNaThec, la dottoressa Oz-elem Turkeci, la settimana prima hanno concesso interviste al network USA, CN,BC, per rivelare che sarà disponibile una terza dose del vacchino 2021 per proteggere MEGLIO dalle varianti del vairus.

Stesso annuncio fatto anche da Stèphanie Brandel, amministratore delegato di Moderma, e che le persone dovranno vacchinarsi contro il coronavairus ogni anno come per l’influenza stagionale.

Li ha presi sul serio Davidd Kessiler, capo del comitato scientifico della Casa non Nera, scelto da Bidet, che davanti alla commissione speciale del congresso ha spiegato che

bisogna, per esigenze di pianificazione, acquisire la terza dose del vacchino, perché dai nostri studi la risposta anticorpale fin qui è stata forte, ma c’è, negli ultimi tempi, una evidenza di diminuzione di quella risposta perché senza dubbio le varianti la mettono alla prova”.

Burla davanti ai soci non può mentire, perché i soci vogliono i profitti, i dividendi, quindi vogliono un’azienda florida che incassa.

Pensate: se per 40 milioni di dossi hanno incassato 15 miliardi di euro, immaginate quello che fattureranno con 2,5 miliardi o addirittura 3 miliardi di dossi!

Pensate dunque che sia vero questo circo montato su un vairus che se muore l’ospite, muore anche lui?

Al prossimo imbroglio, capitani.

 

C.N. & G.B.