Capitani…buongiorno,
ultimamente i “burattini” messi in bella mostra per parlare e comunicarci le notizie riguardanti il nostro futuro prossimo, infilano nelle loro frasi, sempre più spesso, la parola “umanitario”.
Corridoio, aiuto, intervento, dialogo ecc..il tutto riferito come prima comprensione agli Umani. E certo, si potrebbe pensare, siamo tutti Esseri Umani e questo è vero, ma dove sta l’inghippo? Nel fatto che bisogna ri-conoscersi tali. Se continuano a dircelo gli altri, classificandoci, ne più, ne meno come si fa con le specie vegetali o altro, rimarremo parte di un elenco. Con determinate caratteristiche sì, ma sempre fissi in un elenco, da correggere o depennare all’occorrenza.
Per RI-CONOSCERSI tali, c’è un percorso, una salita da affrontare, che porta giù nel profondo di chi siamo veramente. Si attraversano pareti, specchi, fiumi e alla fine ci si può finalmente presentare e stringere la mano. Due metà che si riuniscono a danno vita ad una unità. Un vero UNO.
Altrimenti rimaniamo semplicemente ETICHETTE che appiccichiamo su noi stessi.

Quando sentiamo parlare in modo generico e gratuito di Esseri Umani o cogliamo l’aggettivo Umanitario, sono termini, come dire, obsoleti, usati dai filantropi, nei loro salotti o associazioni o fondazioni per fare delle reali raccolte fondi e finte beneficenze. Cinica? No! Realista.
I corridoi umanitari usati per trasportare, o meglio, trasferire, ad esempio minori da tutti quei Paesi definiti in crisi, dove vanno a finire? Ve lo chiedete questo o vi abbandonate al pietismo indotto? Dopo pochi giorni non se ne parla più, eppure dicono che sono arrivati nel nostro paese o in altri, senza i genitori. Avete visto le immagini di Kabul dove facevano vedere che le madri consegnavano i bimbi, anche piccolissimi tra le braccia dei soldati Americani o Italiani? Ve la sarete posta qualche domanda. Bene lo capite che in realtà tutto ciò non è altro che una fabbrica di Etichette, con tanto di codice a barre ed incasso di un bel po’ di dollaroni?
Queste fabbriche non hanno nulla a che vedere con quelle che in questi ultimi anni stanno delocalizzando e lasciano fuori i “dipendenti” a fare le loro belle mani-festazioni. Devo dire che è il Teatro ha un bravo regista, un bravo coreografo ed un preparatissimo gruppo di attori. Ed il pubblico? E’ impegnato a farsi il G-pass.
Tutto è soggetto a prezzo, capitale, scadenza, ma il vero Valore siamo noi a darcelo.
Chiudo qui con i miei pensieri sparsi, stanno vagando troppo, provo a raccoglierli ed ordinarli prima di ri-porli.
Buona riflessione a tutti e…

C.S

Buongiorno! Darsi valore è riappropriarsi di noi stessi,di ciò che veramente eravamo e scoprire chi siamo.Dal nostro valore possiamo tutto…lasci andare le paure,i pensieri limitanti,le convinzioni che ci hanno trasmesso e le etichette che ci hanno messo.Significa ‘rinascere ‘ .
Grazie 🙏 per la riflessione!!! Grazie di cuore
grazie di cuore