Capitani…Buongiorno,
Oggi parliamo di….
Gatto Sacro di Birmania
Questa razza di gatti, poco conosciuta ai più, o forse conosciuta solo di nome, in realtà ha ben più di un bel mantello e due occhi di zaffiro nel suo DNA. Questi gatti infatti hanno le unghie profondamente radicate nelle leggende più antiche.
Una leggenda narra che nel monastero di Lao Tsun in Birmania veniva venerata una Dea dorata con occhi di zaffiro. I monaci pregavano e vivevano accanto ad un gruppo di 100 gatti sacri di colore bianco candido.

Durante un violento attacco di un manipolo di infedeli, il Gran Sacerdote venne ucciso mentre meditava con un gatto di nome Sihn. Il gatto salì sul corpo del monaco ed immediatamente il suo manto divenne color oro, ad eccezione del muso, le orecchie e la coda, che divennero color terra. Gli occhi divennero color zaffiro, proprio come quelli della Dea. Le zampe, che erano a contatto con il corpo del monaco, rimasero bianchi in segno di purezza. Come lui, tutti gli altri 100 gatti ebbero quella miracolosa mutazione.
L’arrivo di questi gatti in Europa non è meno avventurosa della sua leggenda: i primi due esemplari giunsero in Francia nel 1918, ma soltanto la femmina sopravvisse mettendo al mondo una cucciolata, da cui ebbe origine l’intera razza.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la razza quasi si estinse: restarono solo due coppie in tutto il mondo, e da queste si partì per ottenere il riconoscimento ufficiale nel 1966.
Il Birmano deve la sua bellezza al contrasto tra il colore del mantello, di solito chiaro con muso ed estremità scure, ed i suoi occhi blu zaffiro.
Il gatto sacro di Birmania ha corporatura media e longilinea, che gli conferisce un portamento elegante, un’ottima muscolatura e la testa è a forma di cuore: non troppo tonda, non troppo spigolosa. Le orecchie piccole ed arcuate fanno da cornice agli occhi, di un blu netto, senza striature né sfumature di verde. I piedi piccoli ed ovali, il cui pelo ha un colore diverso da quello del corpo, sembrano mostrare dei guantini banchi, caratteristica principale che permette di distinguere questa razza dal siamese o dal persiano.
In realtà questo gatto nasce bianco, la sua colorazione particolare si definisce durante il primo anno di vita e nella stagione invernale. I gattini infatti cominciano a scurire il mantello sul muso, sulle orecchie, sulla coda e sulle zampe, lasciando comunque inalterati i guantini, che negli arti posteriori presenteranno la forma di una V con la punta verso l’alto.
I colori vanno dal seal-point (grigio scuro tendente al nero) con variante blue-point (grigio più chiaro tendente al lilla), al chocolate passando per il red e cream.
Il carattere e le cure
Il loro carattere si distingue profondamente dalla maggior parte degli altri felini: a renderli unici è il loro costante desiderio di compiacere il padrone, che li rende l’animale domestico ideale per tutti coloro che non hanno voglia di fare i conti con il carattere ostinato di molti gatti domestici. Il gatto sacro della Birmania è facile da addestrare ed è particolarmente obbediente; è raro che decida di combinare pasticci in casa e risponde positivamente all’addestramento col clicker.
Questo non vuol dire che è un gatto noioso o passivo: adora esplorare luoghi che non conosce, segue il suo padrone come un’ombra ovunque vada e potrebbe trascorrere un’infinità di ore a giocare con qualsiasi oggetto animato, inoltre non ama vivere nella solitudine, quindi se gli umani di casa stanno spesso fuori per lavoro o per la scuola, ha bisogno di un compagno di gioco. Il suo carattere amabile lo rende un gatto perfetto per le famiglie, va molto d’accordo con i bambini e con gli altri animali domestici, inclusi i cani socievoli.

Non necessita di particolari cure, se non quelle per la manutenzione del mantello, che dovrà essere mantenuto liscio e lucido. Il pelo del gatto sacro di Birmania deve essere infatti spazzolato almeno due volte a settimana, prestando attenzione alla maestosa pelliccia intorno al collo. Dato che il sottopelo di questo gatto non è particolarmente folto, è raro che si infeltrisca; tuttavia, è importante spazzolare il manto regolarmente per garantire il benessere dell’animale e sviluppare un rapporto di fiducia. La coda del gatto sacro di Birmania, molto folta e a pelo lungo, non necessita di cure speciali.
Al prossimo amico a quattro zampe, capitani.
C. A.B.

Bellissimo questo articolo, mi complimento
C. A.B.
Esempio perfetto per l’Essere Umano che in questo periodo ha solo bisogno di essere coccolato (spazzolato) con amore e rispetto.
Non abbiamo bisogno di cure particolari, ma solo mantenuto, ribadisco, puro e integro il nostro contenitore.
Siamo speciali noi Esseri Umani.
Grazie di cuore