Capitani…Buongiorno,

Oggi parliamo di…

Mito delle proteine, Farine proteiche e insetti

Da qualche anno ormai sta divampando una vera mania per le proteine. Pare che tutti si preoccupino di mangiarne il più possibile. Il problema è che quando se ne prendono di più rispetto a quante ne servono fanno più male che bene. Quindi vale la pena pensarci due volte prima di seguire questa moda ed è anche questo uno dei motivi percui in accademia si insegnano abitudini come il ridurre le quantità e il digiuno all’interno del percorso della salute.

Il mito delle proteine è tra i più diffusi tra coloro che si interessano di nutrizione, soprattutto nel periodo precedente e successivo alle vacanze, per la diffusa convinzione che gli alimenti proteici facciano dimagrire… questo è il livello medio di ragionamento della massa… Basterebbe fermarsi qui per valutare la fondatezza del presupposto che la quantità di proteine contenute in un alimento sia direttamente proporzionale alla sua salubrità e/o funzionalità per l’organismo umano…

Senza dilungarci su questo argomento che necessita di una trattazione a parte, possiamo aggiungere che la maggior parte di alimenti cosiddetti “proteici” sono compresi tra farine e derivati, panificati, barrette, e derivati del latte, in particolare yogurt.

Oltre agli alimenti di origine animale, vi sono alimenti proteici per loro naturale composizione, come o legumi e i semi, oppure si trovano in commercio altri tipi di alimenti “addizionati” di proteine, i più comuni dei quali sono gli yogurt.

Restringendo ancora il campo andiamo a focalizzarci sulle farine.

Secondo la normativa vigente, 100 g di farina di grano tenero, il veleno forse più comune e pià diffuso nelle tavole, dovrebbe contenere almeno 9 g di proteine per la farina 00, 11 g per la farina 0, 12 g per le farine 1, 2 e integrale.

Fermiamoci un attimo… non ci preoccuperemo in questa sede di descrivere l’effetto della farina di frumento con tutto il suo bel glutine nell’intestino umano (…), ma guardiamo solo le proteine e ragioniamo… Se effettivamente le proteine sono i mattoni del nostro corpo, in particolare della struttura muscolare, in quale fase della sua vita l’essere umano medio ne richiederebbe di più? Sicuramente, nella fase della crescita, a partire dai primi giorni di vita, giusto?

Ebbene, nei primi 5 giorni di vita la nuova creatura viene nutrita dalla madre con una di “latte” chiamata colostro, che ha un aspetto più denso del vero e proprio latte e contiene numerosi nutrienti che favoriscono il rimo transito intestinale e lo sviluppo del sistema immunitario del bimbo. Da 6° al 10° giorno al colostro si sostituisce il “latte di transizione”, dal 10 giorno in poi la madre produce il vero e proprio ”latte”. Il colostro contiene il 2,8% di proteine, sotto forma per lo più di enzimi per il sistema immunitario, mentre il latte materno vero e proprio contiene…udite udite… lo 0,9% di proteine…beh avete presente quanto cresce un bimbo, tanto più se allattato dalla madre, nei primi mesi di vita? E da dove li prende i mattoni? Lascio questo dubbio aperto per iniziare a riflettere…

Fatto sta che nelle semplici farine di grano tenero abbiamo già un 9-12% di proteine…

Anche secondo la comune “Scienza” della nutrizione, un abuso di proteine determina numerosi danni a reni e fegato, a cui vanno incontro soprattutto gli sportivi, soprattutto “fai da te”, che si fanno di beveroni proteici anche dopo una seduta di stretching statico…

Passiamo quindi alle farine proteiche. Le più diffuse sono quelle derivate dalla macinazione di legumi, pseudocereali, frutta secca, semi.

Le farine proteiche di legumi più diffuse sono: farina di soia, farina di ceci, farina di lenticchie, farina di lupini, farina di piselli, farina di fave e farina di fagioli. Quelle di pseudocereali sono la farina di quinoa e di amaranto. Le farine proteiche di frutta secca più usate sono quelle di nocciole e mandorle, Infine soprattutto nelle diete “healty” sono molto rinomate le farine proteiche di semi quali canapa, lino, girasole e sesamo, molto apprezzate per l’alta percentuale di acidi grassi buoni.

Cosa accade però quando ci addentriamo nel termine generico “farina proteica”? Che cosa contiene effettivamente?

In questo caso non si tratta propriamente di un macinato vegetale diverso dal frumento, come accade per le farine citate precedentemente. Si tratta invece di farine cosiddette “addizionate” con proteine isolate ricavate da altri alimenti, per lo più soia e piselli.

La normativa vigente prevede che sia specificata l’origine delle proteine con cui viene addizionata la farina, soprattutto per evitare la problematica delle allergie e delle intolleranze alimentari… però…

Negli ultimi anni, gli anni delle “emergenze”, l’emergenza delle “problematiche ambientali”, delle “emissioni di CO2”, del “fabbisogno alimentare” per la popolazione mondiale in aumento, l”emergenza idrica” (a cui poi sono seguite a catena l’emergenza sanitaria, l’emergenza bellica, quella energetica… e scusate se ne ho persa qualcuna per strada…), si è fatta avanti una fantastica panacea che tra pareri contrastanti si sta diffondendo sempre di più:

Gli Insetti

Diffusi da sempre nella cucina dell’estremo oriente, in occidente, all’inizio, eramo presenti solo per l’alimentazione ittica, dato che alcuni pesci si nutrono naturalmente di insetti. Successivamente si è introdotta la farina di insetti in determinate percentuali per l’alimentazione di avicoli e di suini… e infine il mercato degli insetti ha raggiunto anche il pubblico umano, regolamentato in Europa a partire dal 2021, in particolare con 3 specie di insetti: la tarma da farina, la locusta, e, da pochi mesi, i grilli domestici, disponibili interi, congelati, interi essicati e in polvere, quindi anche come farina.

L’alimentazione a base di insetti è sostenuta, pubblicizzata e incoraggiata da diverse motivazioni, sempre più pompata dal mainstream: alta percentuale di proteine, basso impiego di acqua e basse emissioni, ampia produzione… creato il problema, ecco la soluzione a tutte le “emergenze”, come una bacchetta magica.

Le farine di insetti sarebbero quindi altamente proteiche, povere di grassi e di carboidrati e avrebbero un’enorme resa… e poi vengono dall’oriente,.. la cui cultura è sempre più apprezzata e rivalutata… anche qui giochiamo a generalizzare e buttare nel calderone tutto, tanto da non distinguere più il buono dalla …fuffa.

Tornando alla farina, la normativa vigente, come già detto, prevede che sia specificato l’alimento da cui provengono le proteine addizionate, anche perché grilli e cavallette determinano reazioni gravi nel caso della comune allergia ai crostacei.. tuttavia sappiamo che le industrie alimentari non sono degli enti di beneficenza e…potendo risparmiare…mah.

Ma.. oltre a queste motivazioni prevalentemente pratiche … perché gli insetti? Perché proprio in questo momento?

Guardiamo gli agglomerati umani dell’età cosiddetta moderna: accozzaglia di celle una accostata all’altra dove lo spazio vitale è ridotto ad un quadratino insufficiente … proprio come un alveare o un formicaio…

Guardiamo a come “ragionano” gli insetti: accumula, accumula, accumula, perché c’è carenza e domani..non si sa.

Guardiamo a come si comportano le colonie di insetto: colonizzano un’area, la depauperano, spesso la distruggono e poi si dirigono altrove…

Guardiamo alla gerarchia… La REGINA decide e tutti eseguono

Guardiamo alla “psicologia sociale”… non c’è una mente individuale ma una RETE diffusa, non esiste il singolo, ma solo il collettivo

Vi ricorda qualcuno??

Ora si spinge l’introduzione nel corpo umano di questi insetti… simbolicamente si cerca di assorbirli in toto…

Ci sarà qualche collegamento?

Non lo sappiamo e di certo se così fosse non ci verrebbe detto… però…

Buona Riflessione a tutti. www.accademiaricercalaverita.net

F.B.