Capitani…Buongiorno,

Oggi parliamo di… «Una favola antica»

La Repubblica di Cospaia

La storia dell’Umbria nasconde vicende insolite come quella di una piccola repubblica indipendente, nel Comune di San Giustino, nata a causa di un errore nel tracciamento dei confini.

Nel 1441 Papa Eugenio IV cedette il territorio di Sansepolcro alla Repubblica di Firenze.
Il confine doveva essere tracciato lungo un torrente (denominato Rio) ma, a soli 500 metri a nord, esisteva un omonimo corso d’acqua.

La Repubblica di Firenze usò come confine il Rio del nord, lo Stato Pontificio quello più a sud: 330 ettari (2 chilometri per 500 metri) restarono e divennero così “terra di nessuno” così, per una svista cartografica, nacque il territorio neutrale di Cospaia.

Gli abitanti proclamarono prontamente di non essere sottomessi ad alcuna autorità dichiarando cosi la propria indipendenza.

I cospaiesi, pertanto, preferirono basare la loro indipendenza sulla libertà totale degli abitanti, detentori tutti della sovranità, non affidandola e delegandola a nessun organo di potere, a differenza di altri Stati.

Cospaia aveva anche una bandiera ufficiale, che viene tuttora utilizzata in alcune occasioni. Il vessillo era caratterizzato da un campo nero e uno bianco, divisi diagonalmente. Nello stemma compariva il paesello tra i due piccoli corsi d’acqua, con due pesci sulla destra e la pianta di nicotiana tabacum a sinistra, sopra era riportato il motto e gli anni di durata della repubblica.

 

Nel 1484 la Repubblica di Cospaia fu formalmente riconosciuta: una forma di governo piuttosto rara prima della rivoluzione Francese (fatta eccezione per le repubbliche Marinare e poche altre realtà).
La Repubblica di Cospaia non aveva esercito né carceri. L’indipendenza si fondava sulla libertà totale degli abitanti: a capo dell’amministrazione c’era il consiglio dei capi famiglia e anziani che si riunivano nella Chiesa dell’Annunziata.
Ancora oggi nell’architrave della chiesa, sede della confraternita, si legge “Perpetua et firma libertas” – Perpetua e sicura libertà.

Quel villaggio in collina divenne un “porto franco”, una repubblica basata sul baratto che continuava economicamente a crescere perché gli abitanti non erano obbligati a versare tributi a padrone alcuno.

Intorno al 1574 il vescovo di Sansepolcro ricevette in dono dal «nuovo mondo» dei semi di tabacco.

L’»erba tornabuona»,-come venne chiamata- proveniente dalle Americhe, era un rimedio per tante malattie ed era considerata «molto buona da fumare»: venne così piantata per la prima volta in Italia nei territori di Sansepolcro e Città di Castello.

Quando Papa Urbabo VIII nel 1642 scomunicò i fumatori, Cospaia, diventò a tutti gli effetti la capitale del Tabacco: ancora oggi un tipo di sigaro viene chiamato Cospaia.

Il piccolo stato resistette nei secoli ai tentativi dello Stato Pontificio e del Granducato di Toscana di imporre dazi alle coltivazioni, resistette anche al periodo napoleonico.

Il Congresso di Vienna (1814) riconobbe solo quattro repubbliche al mondo: gli Stati Uniti, la Svizzera, San Marino e Cospaia.

Nei primi anni dell’800 Cospaia era sede di importanti ditte che scambiavano ogni tipo di merci libere da dazi doganali.

Papa Leone XII combatteva in ogni modo le libertà e Cospaia ne era l’emblema e nel 1826 «costrinse» «i capi di famiglia» ad assoggettarsi al Papato, alla quale volontà purtroppo si arresero capitolando.

Finì così nel 1826 l’incredibile storia della Repubblica di Cospaia la quale storia, romantica, è carica di simbolismi e spunti di riflessione utili per chi ama e anela alla libertà vera: quella dell’affrancamento come Essere Umano, sciolto e liberato da costrizioni vessatorie e liberticide, ma in piena armonia col Tutto e nel rispetto di Sé e degli altri.

Buona riflessione a tutti…

Giancarlo P.