Capitani…Buongiorno,
Oggi parliamo di…
La Macchina di Anticitera: una tecnologia perduta e ritrovata, a dir poco sorprendente
Prima Puntata: la cronistoria del ritrovamento
Dalla cronaca della settimana di Pasqua del 1900 si può apprendere del ritrovamento casuale (?) di un relitto antico, del cui carico faceva parte uno strano meccanismo metallico.
La vicenda vuole che un gruppo di pescatori di spugne, per ripararsi dal mare in burrasca, abbiano attraccato nei pressi dell’isola greca di Anticitera e che uno di loro, abbia effettuato il ritrovamento durante un’immersione effettuata per il recupero del carico di spugne, caduto
in acqua.
E qui la prima stranezza: perché il capitano del peschereccio non ha messo subito in sicurezza il carico di spugne? Per esempio nella stiva…domanda troppo difficile…
Sembra che la presenza del relitto antico, non fosse notizia del tutto ignota e allora forse l’immersione si potrebbe spiegare non con la ricerca del carico di spugne perso, ma con quella di eventuali reperti di valore…sto ipotizzando.
E in effetti, secondo i rilievi fatti, il relitto corrisponderebbe a quello di una corbita di epoca romana, carica di argento e altri beni preziosi, naufragata nel’80 a.C. lungo la rotta da Rodi a Roma.
Il luogo del naufragio, è lontano dalla rotta da Rodi a Roma e l’ipotesi è che il capitano abbia scelto di non doppiare Capo Melea e attraversare lo stretto tra le isole di Citera e Anticitera per restare in un braccio di mare si, più protetto dalle incursioni pirata, ma più soggetto a correnti e vortici.
Dopo la segnalazione del ritrovamento, iniziano le operazioni di recupero e nel settembre del 1901, il governo greco manda le squadre di palombari sul posto.
Tra bronzi, sculture, vasellame e altri manufatti pregiati, viene ritrovato un blocco metallico dall’aspetto insolito.
Nel maggio del 1902, iniziano gli studi su questo strano pezzo di metallo e uno dei ricercatori, Spyridon Stais nota che questo oggetto è formato da frammenti che sembrano essere ingranaggi e scale graduate, forse contenuti all’interno di una cassa di legno.
L’ipotesi di Stais è che quegli ingranaggi facessero parte di un astrolabio: strumento per la navigazione, ma i conti non tornano perché quest’ultimo entrò in uso solo nel 625 d.C. almeno stando alle presunte cronache del tempo…ma come al solito noi non ne abbiamo certezza.
L’attenzione di Stais fu attratta dalle iscrizioni presenti su questo oggetto; Benjamin Dean Maritt un suo collega esperto in epigrafi, analizzò il frammento e sulla base della forma delle lettere affermò che l’oggetto non era databile a date precedenti al 100 a.C. e neanche a date più vicine alla presunta epoca di Cristo. A supporto di questa ipotesi, secondo Meritt c’era il contenuto del testo e in particolare l’argomento di tipo astronomico.
Per oltre cinquant’anni il meccanismo di Anticitera viene dimenticato tra i reperti del Museo Archeologico di Atene e solo nel 1959, il fisico Derek De Solla Price, esperto nella costruzione di astrolabi antiche, dopo otto anni di studio, giunse a concludere che il meccanismo faceva parte di un orologio astronomico.
Price, venne preso per pazzo e la sua ipotesi fu fortemente avversata da tutti gli studiosi suoi contemporanei, che stavano lavorando su quell’oggetto. Il mainstream dell’epoca era convintissimo che si trattasse di un meccanismo moderno, caduto accidentalmente nei pressi del relitto antico.
Nel 1971, Price ed un suo collega, Charalampos Karakalos, effettuarono una serie di radiografie ai raggi X e gamma agli 82 frammenti del meccanismo e dopo quattro anni, pubblicarono un lavoro di circa 70 pagine, in cui è riportata una ricostruzione parziale della macchina e una ipotesi del suo funzionamento.
Il lavoro di Price e Karakalos apre la strada allo studio approfondito su questa macchina e alla fine degli anni ‘80, le nuove immagini radiografiche, aiutarono Allan George Bromley e Michael Wright ad interpretare quanto era sfuggito a Price.

Bisogna aspettare i primi anni 2000 per vedere ricostruita una copia fedele e funzionante della macchina di Antichitera. E solo nel 2012, i ricercatori Tony Freeth e Alexander Jones riescono a comprendere come, questo meccanismo, sia in grado di riprodurre le anomalie osservate nel ciclo solare.
Poco più di un secolo per vedere confermata l’ipotesi di Price e per riuscire a comprendere la complessità meccanica, la raffinatezza ingegneristica e l’eleganza della matematica su cui si basano i calcoli effettuati da questo super computer antico, per calcoli astronomici molto articolati.
Chiunque abbia costruito la macchina di Antichitera, possedeva conoscenze avanzatissime di matematica, di astronomia, di ingegneria, oltre a capacità e tecnologie di costruzione estremamente raffinate. Conoscenze e tecnologie che sono state occultate per secoli da certi poteri, che hanno sempre voluto l’Essere Umano schiavo.
Alla prossima puntata vi racconterò come funziona questo super computer e ne resterete stupiti della sua eleganza.
Alla prossima
C.T

È sempre molto interessante leggere i vostri articoli, quando finirò il mio percorso di digiuno e le ricerche esoteriche che sto facendo spero di collaborare con voi.
Gabriele Grazie molto bene
Grazie a te