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Oggi parliamo di …

Il Riccio

Il riccio è un anima-le famoso per i suoi aculei pungenti e per un’incredibile capacità difensiva che lo rende davvero speciale.

E’ sicuramente un essere da cui c’è molto da imparare e che da sempre ha convissuto con gli esseri umani e del quale sono stati presi molti esempi e simbolismi. Ma andiamo un pò a vedere più da vicino cosa possiamo imparare dal suo comportamento.

In caso di pericolo, infatti, i suoi muscoli dorsali si attivano in modo da consentirgli di appallottolarsi su se stesso e drizzare tutte le spine fino a diventare quasi invulnerabile.

da qui il detto – ‘chiudersi a riccio’ – ispirato proprio alla straordinaria capacità di questo animale.

Il riccio è un piccolo mammifero insettivoro dalle abitudini notturne e solitarie. Non è in grado né di arrampicarsi sugli alberi né di scavare gallerie. Il suo ambiente ideale è rappresentato dalla vegetazione bassa, ad esempio il prato o il margine di aree boschive.

Nell’orto si trova molto bene, perchè goloso di insetti e molluschi, come lombrichi e gli basterà anche un piccolo varco sotto la rete per entrare facilmente a patto di riuscire poi a ritrovare la strada per il ritorno.

Anche se ultimamente se ne vedono sempre meno, è frequente osservarlo al crepuscolo, mentre in pieno giorno è più difficile vederlo nell’orto. In estate il riccio costruisce un nido di foglie secche sotto cespugli o cataste di legna mentre da novembre a marzo, trascorre il letargo.

Si tratta di un animale molto timido che fa degli aculei e del mimetismo le sue uniche difese. In ambiente urbano capita spesso che si avvicini al cibo lasciato per i gatti randagi, che apprezza molto.

La gestazione dei ricci cuccioli avviene tra i 34 e i 39 giorni ed è solo la femmina che si occupa della prole.

Nell’antichità, e in base alle diverse culture il riccio assume diversi simbolismi.

A causa della forma arrotondata e delle spine è stato considerato un simbolo della dea-madre babilonese Ishtar.

In altre tradizioni, invece, è considerato un simbolo solare a causa della sua forma a raggi.

Nella tradizione Cristiana rappresenta invece l’avidità, l’ingordigia, la rabbia, infatti essi lo paragonavano a satana che rubale anime agli uomini.

Inoltre si pensava che una pelle di riccio appesa alle viti fosse in grado di allontanare la grandine.

In oriente invece è simbolo di ricchezza.

Laciamo a voi il resto degli approfondimenti e degli insegnamenti che da queste osservazioni possono portarvi insegnamento e future ricerche.

Buona Riflessione….

I ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità