Capitani…Buongiorno…

alla luce di quanto sta succedendo ai nostri giorni, sto riconsiderando tutte le convinzioni che ho sempre avuto (o meglio, che mi sono state inculcate) su altri “periodi bui” della storia dell’uomo.

No, non voglio riabilitare né Hitler né nessun altro dittatore o spietato assassino sia dei giorni nostri che del passato.

 

Ma, vedendo e analizzando quello che sta accadendo da quando siamo precipitati in questo regime dispotico e nell’escalation di restrizioni, minacce, ricatti e obblighi più o meno palesi, mi è sempre più chiaro il fatto che non ci si sveglia una mattina e ci si ritrova catapultati in una dittatura, ma ci si incammina verso di essa un po’ alla volta, a piccoli passi e che a percorrere questa strada, che altri unicamente si limitano ad indicare, sono esattamente i “cittadini”, affetti da sindrome di Stoccolma più che da fantomatici virus.

Eh già, quello che sta accadendo è colpa e responsabilità di ogni singola persona che prende per buone e applica regole inapplicabili, inaccettabili e che schiacciano per primi gli stessi che le mettono in pratica.

E tutto questo perché? Per non fermarsi un attimo ad osservare quello che accade, ad informarsi da più fonti, a ricercare autonomamente per provare a capire. Insomma per non voler fare lo sforzo di pensare con la propria testa, abituati come siamo a delegare qualsiasi cosa, dai nostri pensieri fino alle nostre stesse vite.

Sì, è vero, ci sono tutte le attenuanti possibili e immaginabili: tutte le strategie messe in atto affinché la gente abbia sempre meno tempo, sia sempre meno intelligente, sia sempre più egoista ed egocentrica, più distratta, più ignorante, sia soverchiata da mille preoccupazioni e paralizzata da mille paure. Però finora la pistola alle tempie non è stata puntata a nessuno (…anche se qualcuno comincia ad “essere suicidato”). Ma tutto questo non è sufficiente a giustificare ciò che una parte della popolazione sta nei fatti imponendo a tutti gli altri. “Altri” che, però, in qualche misura si fanno imporre talune cose e, quindi, sono correi.

Mi sono ritrovata a considerare che probabilmente anche in passato sia stato così. D’altro canto, si sa, la storia si ripete sempre e noi stiamo recitando lo stesso copione che in altre epoche hanno interpretato i nostri avi.

Per esempio, durante il periodo nazista, iniziato nel ’33 e terminato con la disfatta bellica del ’45, la gente ha cominciato a non reagire e ad obbedire a regole assurde. In quel caso contro gli ebrei (oggi contro i cosiddetti “no-vax”), prima accettando che i personaggi incriminati avessero l’obbligo di cucire sui propri abiti la stella di David (<<ma cosa vuoi che sia…>>). Poi, che gli insegnanti ebrei non potessero più insegnare nelle scuole (<<e vabbè, saranno dei sovversivi…>>). Poi ancora che i ragazzi ebrei non potessero più frequentare le scuole (<<mah, fintanto che se la prendono solo con loro…>>) e, via via, fino ad arrivare ai campi di sterminio.

Probabilmente in principio, complice la propaganda di regime, si pensava solo al proprio “orticello” fregandosene di ciò che capitava ad altri, magari ai propri vicini di casa. O pensando che questi obbrobri sarebbero stati riservati solo agli ebrei e ad altre minoranze, quindi illudendosi di rimanerne immuni e, invece, presto si è precipitati tutti in un incubo senza fine.

E quando poi ci si è ritrovati in piena dittatura era ormai troppo tardi per fare ciò che con una certa facilità si sarebbe potuto fare all’inizio, non ubbidendo e non applicando quelle regole liberticide e contrarie alla specie umana, semplicemente essendo tutti più uniti e più solidali.

E, allora come ora, è stata fondamentale la complicità dei mezzi d’informazione, di una parte degli “intellettuali” e, dulcis in fundo, di una parte di medici e sedicenti scienziati.

La storia ci insegna che le categorie che si schierano con i governanti psicopatici di turno sono sempre le stesse, purtroppo, e questo ci dovrebbe far riflettere. Ma qui si aprirebbe un altro capitolo che non è il caso di affrontare ora.

Quindi penso proprio che nessun dittatore avrebbe mai potuto affermarsi senza la complicità fattiva e la connivenza di buona parte della popolazione, almeno nella fase iniziale.

Ma nessuno di noi è senza colpa in quello che sta accadendo per questo è fondamentale che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e, ognuno studiando una propria strategia, agisca quotidianamente avendo come fari i quattro principi base di questa Accademia: onore, rispetto, saggezza e libertà.

Forse noi siamo ancora in tempo per cambiare il finale una volta per tutte, ma dobbiamo darci da fare, SUBITO!

 

C.E.