Capitani…Buongiorno,

Oggi parliamo di,

GLIFOSATO

L’esecutivo del Governo Italiano nel 2017, era contrario a rinnovare la licenza d’uso quinquennale sull’impiego di questo erbicida; le istituzioni Europee avevano il compito di vagliare più attentamente report sulla nocività e cancerogenicità di questa sostanza, tuttavia la concessione di altri 5 anni fu approvata grazie ai voti determinanti della Germania.

Il prossimo 15 dicembre 2022 scadrà la concessione per l’utilizzo di questo erbicida; l’esecutivo Italico da una recente votazione si è schierato a favore della proposta di concedere un rinnovo temporaneo di un altro anno; si sono invece opposte Croazia, Lussemburgo e Malta, mentre Francia, Germania e Slovenia hanno rifiutato il voto e i restanti Stati hanno espresso parere favorevole.

La Bayer, multinazionale capofila nella produzione di glifosato dopo l’acquisizione della Monsanto, ha espresso con un comunicato la sua fiducia sulla possibile proroga all’utilizzo di questo erbicida. Varie ONG e altre associazioni (fra cui Wwf, Legambiente, ecc…

), non hanno tardato nel far sentire il loro dissenso avvalorando parecchi report, dossier scientifici e testimonianze sulla pericolosità per la salute verso l’uomo e la natura, derivanti da questi prodotti ancora così largamente impiegati.

Il glifosato è l’ingrediente di base di molte tipologie di erbicidi, la sua messa in commercio risale al 1974 ad opera della Monsanto; dopo la scadenza del brevetto nel 2000 molte altre aziende hanno sviluppato prodotti a base di glifosato contribuendo a ridurre notevolmente il suo costo, tanto che viene impiegato anche per la pulizia dei margini delle strade e del verde pubblico, ma è soprattutto in agricoltura che trova largo impiego ; le sementi OGM di piante come soia, mais, colza, ecc sono state modificate per essere resistenti a questo erbicida, purtroppo però rientrando nella catena alimentare tra i mangimi animali e anche tramite prodotti di consumo come ( pasta, pane, legumi, cereali, ecc ) il rischio di tossicità anche a lungo termine non è del tutto comprovato; spesso viene usato come disseccante prima del raccolto e nonostante degradi con una certa facilità, motivo per cui è ancora molto impiegato, non è esente il rischio di tracce di questo erbicida se nei processi che coinvolgono tutta questa filiera non vengono rispettate rigorosamente le norme d’impiego, per non parlare poi degli effetti suo corpo umano riguardo al consumo a luogo termine di prodotti OGM.

Dopo la liberalizzazione del brevetto è stato impiegato in formulazioni anche con altri ingredienti, ne consegue che la tossicità è aumentata rispetto al prodotto originario commercializzato dalla Monsanto, il “ Roundup “. la IARC (International Agency for Research on Cancer ) nel 2015 ha definito l’erbicida come probabile cancerogeno per l’uomo, e in studi pubblicati sul “ The Lancet Oncology “sembra agire come interferente endocrino.

Da uno studio francese conosciuto col nome di “ Studio Seralini “ sul mais OGM NK 603 della Monsanto, usato negli USA fin dal 2000 anche per l’alimentazione umana, questo tipo di mais grazie al gene aggiunto può essere seminato assieme al diserbante e non richiede 4 – 5 interventi con altri erbicidi come accadeva per mais non OGM. Secondo test della Monsanto, approvati da Enti Pubblici Americani ed Europei, le varietà di piante OGM resistenti all’erbicida “ Roundup “ tra cui ( soia, colza, barbabietola ) sono sicure per la salute umana. In questo studio condotto su ratti solo esposti al mais NK 603 il 30% delle femmine aveva sviluppato tumori, mentre nel gruppo nutrito appositamente con questo tipo di mais la cifra saliva dal 50% all’80% nelle femmine; per i ratti maschi invece la crescita dei tumori è stata più contenuta, però sono state rilevate alterazioni ormonali e danni a fegato e reni.

Vi anche da dire che lo “ Studio Seralini “ durò 2 anni mentre i test tossicologici della Monsanto solo 90 giorni.

Ancora una volta ci si chiede se prevarranno gli interessi privati delle potenti multinazionali dell’Agrochimica o piuttosto il buonsenso.

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Buona riflessione.

I Ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità