Capitani… buongiorno…
Oggi andiamo a:
FORTE DI BARD
In uno dei miei viaggi alla scoperta del territorio Italico, sono approdata ai piedi di una collinetta che mi ha lasciato senza fiato per la progettazione, nonché realizzazione, di questo grandioso bastione, un tempo presidio militare, oggi sede di musei e mostre.
Si narra di questa fortificazione già dal 1034 d.c., che apparteneva al visconte di Aosta Boso e i suoi discendenti rimasero i signori indiscussi di Bard fino al 1242 circa. Il forte passò sotto il controllo sabaudo quando, proprio in quell’anno, venne espropriato da Amedeo IV di Savoia.
La collocazione di tale opera pone il Forte di Bard in un punto molto strategico per la piccola regione della Valle d’Aosta ed aveva la funzione di impedire l’ingresso delle truppe provenienti da oltralpe. La costruzione che possiamo ammirare oggi ha sostituito una fortificazione molto più antica, che fu distrutta dall’esercito napoleonico nel 1800. In quella occasione, dopo aver resistito ad un assedio durato 15 giorni, la guarnigione si arrese, con l’onore delle armi, all’Armata Francese, composta da 40.000 soldati, giunti sul luogo dopo aver valicato le Alpi. La costruzione stessa è stata ricostruita con mura massicce, dotate di cannoniere.
Una delle parti più visitate di questo monumento, sono le Prigioni. Al visitatore che entra per immaginare la vita dei prigionieri che vi erano rinchiusi, non possono sembrare che anguste celle. Come in tutte le fortezze che si possono visitare sul nostro territorio, anche queste prigioni erano corredate da ampie e fornitissime sale di tortura, pozzi a rasoio ecc…, nei quali i malcapitati prigionieri ricevevano il peggior trattamento concepibile.
Attraverso un percorso multimediale del sito il visitatore, mediante filmati, documenti e ricostruzioni 3D, può scoprire l’evoluzione architettonica della fortezza e scoprire personaggi e racconti che ne hanno segnato i principali avvenimenti storici dall’anno Mille alla sua ricostruzione nel 1830, sino ad arrivare ai giorni nostri.
Perfettamente conservata, la Fortezza è stata trasformata oggi in un centro culturale con musei permanenti e mostre temporanee di grande livello. Il museo più importante del sito è Il Museo delle Alpi. Tale museo è suddiviso in oltre 20 sale che trattano i molteplici aspetti della montagna: dalle vicende geologiche a quelle umane, dai popolamenti tradizionali alla vita contemporanea, dall’alpinismo agli sport invernali, senza tralasciare la flora, la fauna, le lingue, le tradizioni, ecc.
Un altro museo, molto visitato è il Museo delle Fortezze e delle Frontiere, dedicato all’evoluzione delle armi e delle fortificazioni e alla militarizzazione delle Alpi. Al suo interno possiamo ammirare riproduzioni di cannoni e altre armi, filmati e immagini supportate da estese informazioni.
Dalla sommità del Forte di Bard si ammira una vista aerea sulla bassa Valle d’Aosta.
Una volta risalita la scalinata o approdati in vetta al colle anche attraverso funicolari, che ne facilitano l’accesso, occorre dedicare almeno buona parte della giornata alla visita di questa Fortezza, senza dimenticare che, ai piedi del forte, percorrendo la via Francigena, possiamo trovare e visitare il magnifico e antico borgo medievale che conserva, nelle numerose case, antichi rudimenti architettonici di prestigio, che testimoniano la vitalità di questo borgo in epoca medioevale.
Il borgo di Bard si sviluppò in età medievale lungo l’antica via romana di cui si riconoscono, ancora oggi, alcune strutture. In passato il paese era fortificato e chiuso da due porte. La chiesa è del 1868, ed è stata ricostruita sopra una molto più antica, come testimonia il campanile romanico. Bard conserva in diversi edifici di pregio, affreschi e decorazioni esterne e interne. Anche le costruzioni meno prestigiose mostrano tuttavia elementi architettonici di rilievo. Il passaggio di nobili, mercanti e pellegrini rese necessaria la realizzazione di vari servizi, di taverne e di due ospizi, uno dei quali ancora riconoscibile. Bard perse il suo ruolo di borgo di strada nel 1857 quando venne realizzata la nuova strada che aggira il centro abitato sul lato della Dora.
Al prossimo viaggio, capitani.
C.N.





Che meraviglia ma che orrore ciò che facevano
Grazie di Cuore