Capitani… Buongiorno,
Oggi parliamo di…
CONVENZIONE DI OVIEDO P.2
Proseguo con gli articoli che formano questa Convenzione di cui ho iniziato a raccontarvi al mio precedente articolo.
CAPITOLO 2
CONSENSO
ARTICOLO 5
Regola generale
Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.
Qui parla specificatamente riguardo alla salute, ma questa regola è da utilizzare in ogni ambito della vita ovvero quando chiedono i dati personali, quando obbligano a certi trattamenti, quando ….
Il fatto è che come abbiamo visto nell’articolo 2, il primato spetta sempre all’ESSERE UMANO. L’ESSERE UMANO non deve dare nessun consenso, l’ESSERE UMANO è sopra a tutto questo.
Il consenso lo chiedono alla persona, al cittadino, al paziente, a colui che si presenta con il pezzo di carta o plastica. Infatti l’articolo specifica “questa persona”. Viene in soccorso alla persona l’ultima parte dell’articolo che dice che in qualsiasi momento è possibile ritirare il consenso.
Naturalmente il consenso viene richiesto, o così dovrebbe essere sempre, per iscritto, e il cittadino cosa fa? Firma e accetta tutto quello che c’è scritto, il più delle volte senza leggere e senza fare domande. L’Accademia insegna che è possibile ribaltare quello scritto facendolo diventare il nostro.
ARTICOLO 6
Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso.
- Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacitò di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.
- Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere del minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.
- Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità, di una persona o di un organo designato dalla legge. La persona interessata deve, nei limiti del possibile, essere associata alla procedura di autorizzazione.
Il rappresentante, l’autorità, la persona o l’organo menzionati ai paragrafi precedenti ricevono, alle stesse condizioni, l’informazione menzionata all’art. 5. L’autorizzazione menzionata ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata.
Nelle prime due righe è specificato quello che succede quando noi entriamo in ospedale.
Anche se entriamo sani di mente e capaci di intendere e volere, nel momento in cui, entrando, consegniamo il C.F. e firmiamo le carte dell’accettazione per essere visitati, in quel preciso momento, posiamo la veste di ESSERE UMANO e diventiamo una “persona”. Da lì in poi siamo nelle loro mani, e come ho già detto, lo facciamo sempre di nostra spontanea volontà.
Qui entra in ballo tutto ciò che la finzione giuridica, nella quotidianità, si lascia scivolare addosso. Al contrario l’ESSERE UMANO, quello centrato e cosciente in
Onore Rispetto Saggezza e Libertà
del suo contenitore, questa operazione la fa a priori, prima ancora che gli altri glielo dicano.
Nelle righe successive si entra nell’ambito dei minori, ma ricordiamo che è applicabile anche su maggiorenni con scarse capacità di dare il proprio consenso. Va tenuto presente che un bambino di 8 anni non ha lo stesso grado di decisione di un bambino di 14. Se un ragazzino o ragazzina di 14 anni dice NO, devono ascoltarlo.

Questo articolo ci dice chiaramente che se io non sono in grado di firmare il consenso (sono svenuto) o di rispondere a domande, loro sono obbligati a procedere a salvaguardia della mia vita, in quanto hanno fatto un giuramento, ma quello che fanno lo sanno solo loro.
Io, Essere Umano, mi sono premunito, ho scritto una carta di mio pugno dove scrivo chi sono e come voglio che si agisca in merito al mio contenitore e giro con questa carta sempre con me.
In questo caso, trovando uno scritto firmato da me, la sanità è costretta a sottostare a quello che ci è scritto, quindi io ci scrivo semplicemente che non devo essere toccato senza il consenso informato di un parente, famigliare o amico preventivamente consultato e che ha accettato di essere il mio tutore in caso di necessità.
Questo nella mente di una Persona, non centrata, non passa nemmeno per la testa, perché non gli è stato insegnato, o perché vive alla giornata pensando solo al denaro, o semplicemente perché magari pensa che altri lavorino solo in virtù della sua salute. Lo vediamo ogni giorno. E’ più importante il posto di lavoro che la vita.
Tutti si fanno il baccino per non perdere il posto di lavoro. Perché i posti di lavoro scarseggiano mentre di vite ne possiamo comprare tante, vero?
ARTICOLO 7
Tutela delle persone che soffrono di un disturbo mentale.
La persona che soffre di un disturbo mentale grave non può essere sottoposta, senza il proprio consenso, a un intervento avente per oggetto il trattamento di questo disturbo se non quando l’assenza di un tale trattamento rischia di essere gravemente pregiudizievole alla salute e sotto riserva delle condizioni di protezione previste dalla legge comprendenti le procedure di sorveglianza e di controllo e le vie di ricorso.
La maggior parte di noi pensa che un disturbo mentale sia un handicap, ma anche il coma cerebrale è una forma di disturbo mentale, in quanto la mia mente è da un’altra parte.
Su un ESSERE UMANO, non possono assolutamente intervenire, ma come faccio a far capire che sono un ESSERE UMANO? Come vi ho detto prima, devo girare con uno scritto in cui dichiaro chi sono e le mie volontà.
ARTICOLO 8
Situazioni d’urgenza.
Allorquando in ragione di una situazione d’urgenza, il consenso appropriato non può essere ottenuto, si potrà procedere immediatamente a qualsiasi intervento medico indispensabile per il beneficio della salute della persona interessata.
Di nuovo, non parla di ESSERE UMANO.
Riguardo a questo articolo, possiamo ripetere quello che è scritto nel precedente. Se come persona arrivo in ospedale con un infarto in corso, dovrebbero chiedere il consenso informato che dovrebbe essere firmato, ma essendo una situazione d’urgenza, potranno procedere a qualsivoglia intervento.
Se potessimo andare a vedere i trattati di procedura professionale dei medici o chirurghi non è mai menzionato l’ESSERE UMANO, c’è scritto il paziente, la persona, l’utente, il malato e altre finzioni simili.
ARTICOLO 9
Desideri precedentemente espressi.
I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.
Questo articolo ci dice chiaramente che se si arriva in ospedale, incapace di intendere e volere, di parlare o esprimersi in qualunque maniera, e si possiede uno pezzo di carta con scritto di propria mano le proprie volontà e firmato, questo scritto deve essere tenuto in considerazione in qualsiasi caso. Se ti identifichi come ESSERE UMANO, sei al di sopra di ogni cosa e devono fare tutto quello che vuoi tu.
Se esprimi i desideri come persona, anche in questo caso, come abbiamo detto negli articoli precedenti, devono tenere conto di quello che tu hai scritto precedentemente, ma sei paziente e hai già sottoscritto l’accettazione a sottostare e tutto quello che loro ti faranno.
Alla prossima puntata, capitani.
C.G.B.

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