Capitani…buongiorno,

Oggi parliamo di,

Blatte da Latte…

Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato alle farine proteiche, Sembra esserci in atto un’inquietante tendenza a voler imporre al nostro regime alimentare ingredienti che non ci sono decisamente familiari. Parliamo ovviamente dei tanto decantati insetti. Tutti ci dicono che la nostra ripugnanza ad ingurgitarli è solo un blocco mentale, che c’è chi li mangia da secoli e sta benissimo, eccetera eccetera… Fatto sta che se troviamo una mosca nel piatto è probabile che smettiamo di mangiare.

Ciononostante già nel 2018 girava la notizia nelle testate ufficiali che gli scienziati stessero lavorando a quello che veniva definito il nuovo super food: il latte di scarafaggio.

Se state cercando di immaginare come si faccia a mungere uno scarafaggio fermate immediatamente il pensiero: in alcune isole del Pacifico vive una specie di scarafaggio, la Diploptera Puntata, che non produce uova, ma partorisce direttamente i figli e li allatta. Durante lo sviluppo, le piccole larve di scarafaggio vengono nutrite con una secrezione prodotta dalla madre. Quasi tutti i mammiferi sono vivipari, mentre per gli insetti è decisamente un’eccezione.

Questo latte è ciò che si definisce un “superfood”. Infatti secondo le ricerche che sono state divulgate è molto più proteico e nutriente del latte vaccino e inoltre è a lungo assorbimento. Insomma rilascia maggiori elementi nutrienti in un più lungo arco di tempo. A detta dei ricercatori, questa secrezione sarebbe più nutriente del latte di bufala, tanto da garantire ai piccoli una crescita così rapida da essere etichettata come “aliena” (ma guarda un po’)…

Inoltre, secondo l’azienda che si occupa dello sviluppo e della commercializzazione del prodotto, esso permetterebbe di ridurre del emissioni di gas serra rispetto agli allevamenti bovini e il consumo di acqua rispetto al latte vegetale. Insomma, un vero toccasana per l’uomo e per il pianeta, aggiungendo anche il suo utiizzo per ridurre la piaga della fae nel mondo. ù

E come al solito scatta il meccanismo problema-reazione-soluzione.

Diciamo però che la secrezione miracolosa non è così semplice da ottenere, infatti per ottenerne una tazza è necessaria una giornata, bisogna tagliare a metà lo scarafaggio ed estrarre il liquido dal cristallo presente nel suo intestino… appetitoso, vero?

I ricercatori hanno ottenuto la sequenza genetica del latte e sperano in bree tempo di riuscire ad ingegnerizzare geneticamente un lievito per fargli produrre lo stesso latte del diploptera Punctata in quantità molto maggiori, rendendo così la produzione più efficiente e meno grossolana…bene, così arriviamo anche alla copia del latte di scarafaggio…

Gli scienziatihhh stanno studiando un metodo per estrarlo più velocemente e produrlo più rapidamete con l’utilizzo di particolari lieviti sembra intravvedersi la soluzione per lasua creazione in laboratorio… aggiungiamo il tocco magico alla prelibatezza. L’azienda che si occupa della sua commercializzazione sta studiando inoltre addirittura un gelato allo scarafaggio per renderlo più appetibile…tuttavia sempre scarafaggio rimane..

Peccato che non si abbiano dati certi sull’effettiva compatibiità con l’apparato digerente umano, dato che non è mai stato testato sugli esseri umani… ma il miraggio delle proteine è sempre all’orizzonte… e poi il latte ricorda tanto la MAMMA.

Abbiamo già in parte sviluppato la questione del fabbisogno proteico dell’essere umano, per cui vi rimando al link dell’articolo in questione, vai qui.

Un ulteriore spunto di riflessione viene dal film Snowpiecer, , in cui emerge una forte distinzione e divario tra le diverse cassi sociali e, mentre ai ceti più abbienti erano destinati cibi per lo più esotici, i poveri si nutivano di barrette proteiche… i nutrimento degli schiavi insomma. A questo si aggancia la cosiddetta mitologia sumera, per cui quando fu creato l’essere umano furono introdotti alcuni animali e piante utili a renderlo più adatto a lavorare per gli”dei”… e la pianta in questione era i frumento, con il suo contenuto proteico che rende la parte materiale dell’individuo più forzuta e resistente… ma anche più intossicata e la mente più ottusa, perché non pensasse neppure di porsi al di sopra dei creatori.. un leitmotiv, questo, che compare anche nella Genesi biblica, guardacaso.

Passiamo quindi al fattore latte… come è risaputo l’uomo è l’unica (sotto)specie animale che si nutre di latte anche dopo lo svezzamento…per di più non della sua specie.

Guardando il quadro d’insieme, azzardo una piccola deduzione: dal lato pratico si aggiunge contronatura al contronatura arricchito di modifiche genetiche, sul piano mentale si cerca di ingozzare l’essere umano di alimenti da schiavo, fatti, oltre che per intossicarlo, per ancorarlo ancora di più al piano materiale…

Ed è ancora questione di con-senso. E di buon-senso.

Buona riflessione

F.B.