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L’ INDUMENTO “BANDANA”…ORIGINE, USI, SIGNIFICATO

Questo indumento che contraddistingue le nostre giornate estive vacanziere, ha tuttavia origini ed usi molto diversi, in base alle circostanze e ai diversi periodi storici assume vari significati.

L’origine di questo indumento è indiana, ed è legato al consumo di tabacco da fiuto;

la passione per il tabacco da fiuto aveva però una spiacevole controindicazione; al momento di liberare il naso sgradevoli macchie nerastre sporcavano i puliti fazzoletti in voga dal perido rinascimentale.

Per arginare questo problema si cominciarono ad importare dall’ India tessuti leggeri dai colori accesi con disegni variopinti, erano perfetti per nascondere le macchie scure dei residui di tabacco; questa necessità contribuì a rendere questo indumento un articolo necessario e di successo, che contrassegnò e influenzò molti stili di vita nel tempo.

In origine il mercato di questi tessuti era in mano a compagnie navali mercantili inglesi e olandesi, il nome bandana deriva da una tecnica di tinteggiatura chiamata “BANDHANI” usato da millenni per colorare anche altri tipi di tessuti e indumenti. Il termine bandhani deriva dalla parola sanscrita “BANDH”, che significa legare, ed è una delle più antiche forme d’arte praticate su tessuto in India.

Il processo è abbastanza complicato e necessita di artigiani con esperienza; la procedura prevede la tintura del tessuto con fili legati in diversi punti ad intervalli particolari e specifici schemi, in modo da produrre una certa varietà di disegni caratteristici, lo scopo di legarli è quello di far si che il colore non si diffonda e aiuti a mantenere l’origine della tonalità; i principali colori adottati per la tintura sono “rosso, giallo, nero, blu e verde”. Nella maggior parte dei casi i colori utilizzati sono di origine naturale e ciò consente una migliore combinazione dei colori.

Ci vogliono anche diversi anni prima che un artigiano perfezioni le sue abilità, essenziale in questo processo è l’abilità di legatura, nonchè una vasta conoscenza delle combinazioni di colori, che abbinata all’abilità di tintura da pregevoli risultati.

Anche in Francia diverse industrie tessili successivamente si specializzarono nella produzione e colorazione di questi tessuti; in particolare la colorazione “ROSSO TURCHIA”, ancora oggi uno dei colori più diffusi tra le bandana, era ottenuto con un procedimento segreto che fù persino oggetto di spionaggio industriale; curosamente alla base di quel rosso c’era sterco di pecora mescolato a radici ed olio d’oliva.

Questo capo leggero e pratico che protegge il collo, la nuca, la testa dal sole e ripara dalla polvere, nel tempo è diventato anche un indumento simbolo di libertà e ribellione che caratterizzò diverse epoche, da quella dei cowboy con la bandana al collo, ai gangster dagli anni 20, ai pirati, ai motociclisti, ai cantanti, agli sportivi, ecc.

In questo folle periodo legato al covid, c’è chi l’ha perfino usata come mascherina fai da te!

Buone considerazioni a tutti…

S.V.