Capitani… buongiorno,

Oggi parliamo ancora di …

Napoleone, alias Nicola, Bruto e Ali Bonaparte: cosa sappiamo?

Ancora una volta abbiamo un segno di storia rubata, fabbricata o riciclata secondo un copione.

Quindi siamo sicuri che la storia raccontata nelle scuole controllate dagli Stati-Azienda e nei libri finanziati per ottenere un pensiero unico sia solo una bella favola ritagliata e riadattata per tranquillizzare la massa ed accomodare altri obiettivi di controllo?

Di seguito riportiamo la traduzione integrale di un articolo pubblicato nel blog Stolen History (Storia Rubata) dell’Essere Umano ricercatore Korben. Gli unici commenti che abbiamo aggiunto sono il richiamo ai futuri articoli che andremo a tradurre o eventuali informazioni che abbiamo estrapolato dal materiale proposto, prontamente comunicato a Korben. Se qualcuno conosce o possiede maggiori informazioni che vuole condividere, segnalatecelo o lasciate direttamente un commento nell’articolo di Korben il cui link lo abbiamo riportato sotto il titolo.

Riassunto: l’articolo parla di come anche la storia di Napoleone Bonaparte possa non venir descritta per come sia realmente accaduta, molto probabilmente per nascondere altre situazioni che ai giorni d’oggi sarebbero scomode da raccontare, come appunto la Scizia/Tartaria.


Napoleone, alias Nicola, Bruto e Ali Bonaparte: cosa sappiamo? (Parte 3)

LINK all’originale
Parte 1
Parte 2

… continua …

Vediamo ora quanto potrebbe essere “modesta” quella “minore” nobiltà italiana.


Il collegamento trevigiano

+Buonaventura Buonaparte

(ndr “A proposito dell’albero genealogico, Bonaparte si esprimeva così ridicolmente: «L’imperatore Francis, la cui testa è zeppa di idee di nascita elevata, era estremamente ansioso di dimostrare che ero un discendente di alcuni degli antichi tiranni di Treviso: e, dopo il mio matrimonio con Maria Luisa, impiegò diverse persone per fare ricerche tra i vecchi registri ammuffiti della genealogia, in cui pensava che qualcosa potesse apparire per provare ciò che desiderava. Concependo, in fondo, che i suoi sforzi fossero coronati da successo, mi scrisse e richiese il mio consenso affinché il resoconto fosse pubblicato con tutte le formalità ufficiali. Cio’ l’ho rifiutato; ma era così intento sull’argomento preferito, che provo’ di nuovo, affermando: “Lasciami agire”, poiché non avevo bisogno di interferire. Ho risposto che un tale passo era impossibile, perché, se pubblicato, non potevo fare altro che notare lo stesso; e che preferivo essere la progenie di un uomo onesto che da una discendenza da qualche piccolo sporco tiranno d’Italia: che ero il Rodolfo della mia stessa famiglia. C’era un tempo”, aggiunse Napoleone, “un Buonaventura Bonaparte, che visse e morì monaco. Quel pover’uomo giaceva tranquillo nella sua tomba; non si penso’ a lui finché non fossi salito al trono di Francia. Si scoprì allora che aveva potuto attribuire molte virtù, mai prima attribuite a lui; e il Papa seriamente mi propose la sua canonizzazione: Padre santo, ho detto, per amor di Dio, risparmiami il ridicolo di quel passo; essendo in mio potere, tutto il mondo dirà che ti ho costretto a creare un santo dalla mia famiglia.

Quando il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa era alla vigilia della solennizzazione, l’imperatore di Francia, in risposta ad alcune rimostranze fatte in proposito, osservò: “Non dovrei entrare in questa alleanza, se non sapessi che la sua origine è ugualmente nobile come la mia propria”.

La raccolta di documenti, estratti dagli archivi di vari paesi d’Italia, presentata all’imperatore, da cui risultava che la famiglia dei Bonaparte fosse stata, in tempi remotissimi, signori di Treviso, avendo solo dato un’occhiata al contenuto, gettò il foglio nel fuoco, esclamando, con energia: “Desidero che la mia nobiltà inizi solo da me stesso e derivi tutti i miei titoli dal popolo francese””).
Fonte

Nota: Maria Luisa, duchessa di Parma – Wikipedia

Ad essere sincero, trovo questa “Treviso Connection” alquanto discutibile. Questo è un pedigree serio da essere totalmente sconosciuto ai tempi in cui il nostro Napoleone era ancora vivo.

(ndr “Il saccheggio di Roma del 1525 di Jacques Buonaparte. Tradotto dall’italiano, con prefazione, dal principe Luigi Napoleone, rappresentante di Parigi nell’Assemblea nazionale di Francia.

Questa produzione è curiosa dal punto di vista letterario, ed anche per il suo legame con un nome così grande nella storia del mondo come quello di Napoleone. L’opera è rara e J.A.C. Buchon ce ne dà il seguente resoconto: – “Questa relazione storica di Jacques Buonaparte fu stampata per la prima volta in italiano, sotto la falsa rubrica di Colonia, nell’anno 1576. Il principe Napoleone Luigi Buonaparte, giovane uomo di tali brillanti speranze, e condotto in modo così fatale e prematuro, nell’ultima rivoluzione di Romagnia, tradusse in francese l’opera del suo antenato sul saccheggio di Roma. Ha omesso i pezzi sull’assedio di Marsiglia da parte degli imperialisti e sulla battaglia di Pavia. Suo fratello, il principe Napoleone, al quale dobbiamo un Manuale di artiglieria, che lo ha messo così in alto nella stima dei nostri più abili ufficiali, ed alcune pagine politiche, che, non meno di molti atti della sua vita, mostrano alta ragione, ed un carattere nobilitato dalla più pura devozione, è stato gentile da completare per me l’opera di suo fratello. Sono queste due traduzioni che ora pubblico. La traduzione principale è già stata pubblicata sotto l’occhio del suo giovane autore nel 1830. Era dedicata alla principessa Zenaide, principessa di Musignano, sorella della moglie e figlia di Giuseppe Bonaparte. La dedica era la seguente :-

“A Zenaide Bonaparte, principessa di Musignano”

«’La storia del Saccheggio di Roma essendo opera di uno dei tuoi antenati, ho pensato che l’avresti accolta con gentilezza. Dedicare a te una traduzione, che traduce così bene, in un atto di temerità. Lo so; ma nel decidere di offrirti questo lavoro, sono stato portato via dal desiderio di darti una piccola prova della mia sincera amicizia.
‘N.L.B.'””)

(ndr “Non posso perdere questa occasione di parlare di un’iscrizione, incisa su marmo nella chiesa di San Francesco, a San Miniato.

CLARISSIMO SUAE AETATIS ET PATRIAE VIRO
JOANNI JACOBI MOCCI DE BONAPARTE
QUI BIIT ANNO MCCCCXLI DIE XXV
SEPTEMBRIS. NICOLAUS DE BONAPARTE
APOSTOLICAE CAMERAE CLERICUS FECIT
GENETORI BENEMAENTI ET POSTERIS.

Con il ricordo di Nicolas Bonaparte, illustre prelato, questa iscrizione consacra quella del nostro autore, che risiedeva a Roma nel palazzo degli Orsini, al quale la sua famiglia era legata. Ciò che dà un prezzo infinito alla sua relazione è l’esattezza con cui racconta, giorno per giorno, gli eventi accaduti, il giudizio e l’imparzialità che sono caratteristiche della sua narrazione, la cura che si prende costantemente per tenersi lontano dall’odio e dallo spirito di favore. Inoltre, …”)
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La connessione “bizantina”

Allora abbiamo questa connessione con Bisanzio. Secondo la narrativa, Bisanzio fu colonizzata dai Greci di Megara nel 657 a.C. e rimase principalmente di lingua greca fino alla sua conquista da parte dell’Impero Ottomano nel 1453 d.C.

    • Devo chiarire di nuovo. Ho seriamente l’idea che singoli eventi storici siano stati moltiplicati in centinaia di fantasmi eventi pseudo-storici. Tali eventi fantasma sono stati distribuiti cronologicamente.

Traduzione

(ndr “Quando Costantino Comneno sbarcò in Corsica, nel 1676, a capo della colonia greca, ebbe con sé diversi figli, uno dei quali si chiamava Calomeros. Questo figlio lo mandò a Firenze, in missione presso il Granduca di Toscana. Morto Costantino prima del ritorno del figlio, il granduca convinse il giovane greco a rinunciare alla Corsica e a stabilirsi in Toscana. Dopo qualche tempo, un individuo chiamato Calomeros venne dall’Italia, anzi dalla Toscana, e stabilì la sua dimora in Corsica, dove i suoi discendenti formarono la famiglia di Buonaparte; il nome Calomeros, letteralmente italianizzato, significava buona parte o bella parte.* L’unico problema è se i Calomeros che lasciarono la Corsica, e i Calomeros che vi vennero, abbiano una filiazione diretta. Due fatti però sono certi, e cioè la partenza dell’uno e l’arrivo dell’altro. È una circostanza singolare che i Comneni, parlando della famiglia Bonaparte, li designino sempre con i nomi Calomeros, Calomeri o Calomeriani, secondo che alludono a uno o più collettivamente. Entrambe le famiglie erano unite dalla più intima amicizia.

*Napoleone omise la u in Buonaparte mentre era generale in capo nel maggio 1796.”)
Fonte

Coloro che conoscono la trama conforme alla narrativa di Napoleone Bonaparte, potrebbero trovare alcune bizzarre somiglianze tra Napoleone e Niceforo III Botaniates. Anche Alexios I Komnenos dovrebbe essere preso nell’equazione.

ndr (“Una delle persone così impiegate da Napoleone per svegliare i Greci nel 1798 si chiamava Stephanopoli; ed uno degli argomenti che usava era che Napoleone stesso era un greco di sangue e un Mainot di nascita, essendo discendente da uno degli esiliati che si rifugiarono ad Ajaccio nel 1673. Il nome di questa famiglia, disse, era Calomeri, Καλομερισ, che i Corsi adattarono al proprio dialetto traducendolo in Buonaparte”)

Il paragrafo precedente proveniva da questo libro del 1884. Contiene alcuni dettagli divertenti, incluso il nostro Napoleone che potrebbe essere imparentato con l’Uomo con la Maschera di Ferro.


Demetrio Stefanopoli

Demetrio Stefanopoli (1749 – 1821) è stato un notabile Corso ed ufficiale militare al servizio della Francia. Membro della comunità greca della Corsica, nel 1782 ricevette lettere di brevetto da Luigi XVI che lo riconoscevano come discendente ed erede di David Komnenos, ultimo imperatore di Trebisonda, da cui fu conosciuto in francese come Démétrius Stephanopoli Comnène.

    • Demetrio Stefanopoli

    • Potrebbe essere che questo gentiluomo sia servito come una sorta di prototipo?

Quello che trovo interessante, la sua pagina wiki non dice una sola parola sul suo parente… Nicolò. Mi correggo, dice esattamente una parola su questo Nicolò. Lo trovi nella sezione Scritti.

    • Voyage de Dimo et Nicolo Stephanopoli in Grecia

    • Viaggio di Dimo e Nicolò Stephanopoli in Grecia: negli anni V e VI (1797 e 1798) … secondo due missioni, una delle quali del governo francese e l’altra del generale in capo Buonaparte. [Volume 1] / scritto da uno dei professori del Prytaneum.

Quello che otteniamo nell’articolo wiki è questo:

    • Morì senza figli a Parigi l’8 agosto 1821. Suo fratello minore Giorgio e poi suo nipote, Adolphe de Geouffre, furono suoi eredi.

Allora… chi era questo Nicolò? Non ne ho idea, ma diamo un’occhiata ai frontespizi di diversi libri. Questi libri sono stati pubblicati nel 1854, 1860 e 1848, ma le linee temporali possono creare confusione, come sai. Ho usato Google per tradurre i titoli.

    • Le due grandi perturbazioni sociali ripresero in Oriente e in Occidente

    • Avvertenze a francesi, greci e italiani

    • dal principe Nicolaos Steph. Comneno

 

    • Le guerre empie degli usurpatori iniziarono in Oriente nell’anno 1853 sotto la maschera della religione e dell’ordine

    • Segue Appello ai Greci, con la 3a edizione del Manifesto dell’immensa desolazione pronta a esplodere sulla società

    • del principe N. Stephanopoli-Comneno

 

    • Storia accurata della casa imperiale di Comnéne preceduta da una filiazione diretta dal principe Étiénne George Nicephore Comnéne che prende il soprannome di Stephanopoli fino a Niccolò George Garidacci Stephanopoli Comnéne, figlio dell’autore di quest’opera.

    • Fonte

Domanda: chi erano questi tizi?

Ci sono molte discussioni su Internet sul fatto che Napoleone sia di origine greca. Queste discussioni, per ovvie ragioni, non considerano alcuna possibilità di ingerenza nella linea temporale. Io invece si.



Commento di
Korben: Che cosa ho in mente? Stesso vecchio pensiero, stesso vecchio…

    • Potrebbe essere che qualcosa come 20 individui storici e 50 eventi siano stati trasformati in migliaia di individui ed eventi?

      • E più estremo… potrebbe essere che la nostra storia rifletta un singolo evento?

    • E se i nostri Comneno, Attila, Nabucodonosor, Alessandro Magno, ecc., non fossero vissuti centinaia e migliaia di anni fa?

      • E se quelle distruzioni del 19° secolo fossero state travisate al di là delle nostre più selvagge credenze?


Per quanto riguarda il signor Napoleone… cosa sappiamo?

    • Che aspetto aveva davvero?

    • Qual era il suo nome?

    • Chi erano i suoi antenati?

    • È mai esistito?

Chi, o cosa fu sepolto sotto questa cupola?…

…e all’interno di questo sarcofago a Les Invalides.

Il sarcofago è stato eretto su un piedistallo di granito verde e contiene un nido di sei bare.

    • 1. ferro dolce

    • 2. mogano

    • 3, 4. due di piombo

    • 5. ebano

    • 6. quercia

Correlati: 1840: Carrozza funebre di Napoleone (ndr altro articolo che tradurremo)

È un elmo fatto per la testa di un gigante.

(ndr “In questo magnifico sepolcro dorme ancora. Duroc e Bertrand giacciono su entrambi i lati dell’ingresso della camera, proteggendolo nella morte come in vita; e a destra e a sinistra dell’ingresso della chiesa sono le tombe dei suoi fratelli Girolamo e Giuseppe. Sulle pietre intorno a lui sono scritti i nomi che ha reso glorioso; su di lui sono drappeggiate decine di trofei; lo frequentano i veterani degli Invalidi.

“Lascialo riposare in pace sotto questa cupola.
C’è un casco ben fatto, senza dubbio,
per la testa di questo gigante””)
Fonte

Quanto tempo fa è stata la Guerra degli Dei e degli Uomini?

Buona riflessione e ricerca a tutti

I Ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità