Capitani… buongiorno…
Oggi parliamo di…
DUBBIA, PARTE 5: Abramo truffaldino bis?
Nell’articolo precedente, abbiamo visto come Lot, degno nipote di Abramo, propone ai cittadini di Sodoma di prendere le due figlie vergini invece di abusare dei due “angeli” che lui ha accolto in casa, per proseguire con il tranello da parte delle due figlie sopra citate ai danni del padre…
Oggi ripartiamo con Abramo, che avevamo lasciato fuori da Sodoma. Ecco la lettura che ci dà Mauro Biglino, l’Essere Umano già citato nei precedenti articoli pubblicati nel giornale dell’Accademia, di quanto succede successivamente:
“(…) In ebraico ‘avere beneficio’ significa acquisire beni materiali (…). Quando [Abramo n.d.t.] viene in contatto con il re di Gerar, Abimelech, il quale anche lui prende Sara; interviene Yahweh e lo ammonisce, gli dice di liberarla ed in effetti anche lì Abramo usa lo stesso giochino, cioè fa in modo che Abimelech pensi che lei sia sua sorella. Quindi in questo modo non lo uccide ed anche lì Abimelech ricopre Abramo di beni ed in più da anche 1000 denari, e lo dice a Sara: ‘ho dato a tuo fratello 1000 denari’. È proprio in questa occasione che Abramo dice: ‘inoltre è vero che ella è mia sorella, quindi non ho detto una falsità: lei è figlia di mio padre ma non figlia di mia madre ed è divenuta poi anche mia moglie’. Quindi lui dice esattamente ‘è vero che è mia sorella’ ed in realtà era sua sorellastra (…). Questo discorso della, in questo caso, vendita o come noi diremmo della prostituzione della moglie / sorella (…), era visto come uno strumento per acquisire beni e ricchezze ed in effetti, se sempre facciamo finta che sia vero ciò che c’è scritto nella Dubbia, Abramo in tutte e due le occasioni ha acquisito un sacco di ricchezze in termini di schiavi, di animali, di greggi, ed in un caso anche di denaro”.
(cit. Mauro Biglino)”
Successivamente, viene detto che d’Io visitò Sara, facendo ‘quanto aveva promesso’ e questa partorì un figlio ad Abramo. È particolare il fatto che viene detto che d’Io visitò Sara che poi partorì, nonostante fino a quel momento lei si fosse rivelata sterile: l’impressione è che d’Io abbia agito ‘fisicamente’ su Sara per aiutarla in questa procreazione, perché altrimenti avrebbe potuto renderla fertile anche senza bisogno di visitarla. Mi tornano in mente le parole di Biglino quando diceva che gli Elohim si univano alle donne umane e queste davano loro dei figli, spesso con parti gemellari: non è questo il caso ma teniamo a mente questo dettaglio perché tra poco capiterà proprio un episodio di questo genere.
Comunque nella Dubbia non viene spiegato, quindi consideriamola una congettura mia ed andiamo avanti: quando il piccolo venne svezzato, Sara vide che Isacco suo figlio, ed Ismaele, figlio della schiava, giocavano tra loro e chiese al marito di scacciare la schiava ed il figlio. Abramo inizialmente è dispiaciuto ma interviene d’Io: ‘non dispiacerti, fai come dice Sara sapendo che entrambi i tuoi figli ti daranno grandi discendenze’. Agar si smarrisce con il fanciullo nel deserto, ma appena prima della morte di entrambi un ‘angelo di d’Io’ intervenne facendo scorgere alla schiava un pozzo, così i due si salvano e la madre in seguito troverà una moglie ad Ismaele, che avrà la discendenza promessa.

Nel frattempo, Abimelech chiede ad Abramo di giurargli di non ingannarlo più, ma Abramo per tutta risposta lo rimprovera per un pozzo che alcuni uomini del re gli avevano usurpato. Il re risponde ‘non lo sapevo e tu non me lo avevi detto fino a questo momento’, quindi Abramo gli restituisce alcuni capi di bestiame e concludono la loro alleanza: Abramo dona anche sette agnelle al re come riscatto per il pozzo da lui costruito.
D’Io poi mette alla prova Abramo con la famosa richiesta di sacrificargli il figlio Isacco, che come abbiamo visto viene considerato il primogenito perché partorito dalla sorellastra. Abramo parte con due servi, il figlio e la legna per il sacrificio e si dirige verso il luogo indicato. Giunto nelle vicinanze, lascia i servi e fa trasportare la legna al figlio, dopo averlo ingannato dicendogli che d’Io gli procurerà un agnello per il sacrificio, poi prepara la pira e lega Isacco, disponendolo per il rituale: interviene un ‘angelo di d’Io’ (ricordo al lettore che questi è in realtà un altro Elohim, almeno secondo la versione ebraica della Dubbia che ci presenta Biglino) che ferma Abramo: ‘ho capito che temi d’Io e non hai rifiutato il tuo unico figlio’ e fa arrivare un ariete, che Abramo usa per il sacrificio richiestogli. Il presunto ‘angelo’ continua: ‘dato che hai fatto questo, sarai benedetto ed avrai una numerosa discendenza, anch’essa benedetta’.
Facciamo un saltino nella terra natia di Abramo per assistere alla nascita di una fanciulla: avevamo lasciato là il fratello di Abramo, Nacor; uno dei figli di quest’ultimo generò Rebecca, futura moglie di Isacco. Tra i due, quindi, c’era una parentela: sono cugini di secondo grado per parte di padre.
Torniamo a Sara: dopo aver vissuto lontana da Abramo per alcuni anni, forse proprio in conseguenza al rischio corso dal figlio Isacco, essa muore all’età di 127 anni ed Abramo la raggiunge per organizzarne la sepoltura. Chiede agli abitanti del luogo (gli Hittiti) di indicargli un luogo dove portare la salma, ma loro lo riconoscono come l’alleato di d’Io e gli offrono di seppellire la donna nel loro territorio, nel luogo che Abramo preferirà: Abramo paga il prezzo del terreno scelto e seppellisce la moglie.
Passano gli anni, ed Abramo incarica il suo servo favorito di recarsi nella sua terra natia per cercare una sposa per Isacco: lo fa giurare di tornare in patria per trovare la donna adatta. Il servo chiede: ‘se la donna non vuol seguirmi, porto con me Isacco?’ ma Abramo subito rifiuta la proposta, ricordando al servo che d’Io lo ha tolto dalla sua casa, e sostenendo che un ‘angelo’ precederà il servo per assicurargli di avere successo, ma se così non fosse stato il servo sarebbe stato libero dal giuramento fatto al padrone. Con 10 cammelli ed ogni sorta di ricchezze, lo schiavo parte: arrivato in Mesopotamia, si apposta vicino ad un pozzo ed attende che qualche fanciulla si avvicini per attingere l’acqua, dicendo all’angelo che la prima fanciulla che avesse attinto da bere per lui e per i suoi cammelli sarebbe stata la sposa prescelta per Isacco.

Ed ecco arrivare Rebecca, vergine, bella, e disposta ad attingere l’acqua per lui e per i cammelli: lo schiavo di Abramo le dona dei gioielli e le chiede se è possibile passare la notte presso la casa del padre di lei. La giovane corre ad avvertire dell’imminente arrivo di un ospite: il fratello di lei, Labano, va a scortare lo schiavo di Abramo; giunto nella casa, questi spiega il motivo del suo arrivo in città, raccontando della grazia concessa a Sara, delle ricchezze del padrone, e del fatto che Abramo lo ha mandato lì in cerca di una degna moglie per Isacco, presa dalla casa del padre di Abramo. Gli uomini di casa acconsentono a dare Rebecca in sposa ad Isacco, dopo aver ricevuto in cambio metalli preziosi, vesti per la giovane, e doni per il fratello e la madre di lei. La fanciulla parte, giunge nella casa di Abramo, indossa il velo che porterà fino alle nozze e viene poi condotta nella tenda appartenuta a Sara, dove Isacco la prende in moglie.
Abramo prende una nuova moglie che gli dà 6 figli che creeranno una nuova discendenza, poi dona tutti i suoi beni ad Isacco e congeda i figli delle sue concubine: l’uomo morirà a 175 anni. I due figli Isacco ed Ismaele lo seppelliscono insieme a Sara.
Rebecca si rivela sterile, quindi Isacco implora d’Io che interviene: Rebecca partorisce i due gemelli Esaù e Giacobbe.
Ecco qui: dopo un intervento di d’Io su una donna sterile, arriva la prole tanto sperata, e questa volta sono proprio gemelli.
Fermiamoci: nel prossimo articolo parleremo dei due fratelli e della questione della primogenitura e seguiremo Isacco a Gerar, dallo stesso re che Abramo aveva ingannato.
Ai prossimi appunti, capitani!
C.M.B.

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