Capitani…Buongiorno,
prendo spunto dall’ultima serata Zoom con l’Ammiraglio, dove si ri-marcava la possibilità, la necessità ed il cor-aggio di iniziare finalmente a vivere, pardon, esistere da Essere Umano Vivo.
Qualche giorno fa, parlando appunto con gli Esseri Umani del “Direttivo”dell’Accademia, dissi che da un paio di giorni mi risuonava in testa il titolo del film “IL MIGLIO VERDE”. Tra me e me pensai: ecco il verde che si ripresenta, chissà se è collegato alle varie “sfumature” di questo periodo ( il pass, il super pass, il valido, il falso…) e poi mi soffermai su quell’UOMO MORTO CHE CAMMINA.
Uomo morto che cammina verso dove..? Quale è la sua meta, la sua destinazione? In genere la meta è una stanza dotata di attrezzature che causano la “morte fisica” del contenitore, contornata di spettatori che assetati di chissà quale sete, assistono all’esecuzione.

Ma, come può un morto camminare?
E’ morto perché ha commesso crimini atroci? Perché ha violato le leggi dei cittadini o, ha violato, le Leggi Superiori?
E’ morto, secondo le leggi delle tenebre, perché venduto e trasformato in “persona”..ma come succede lo sappiamo già, vero? Rimane il fatto “reale” che se “qualcuno” mi trasforma in un essere morto senza il mio consenso il contratto non è valido, e solo IO ho il Potere ed il Dovere di uscire da questa condizione, semplicemente dichiarandomi VIVO.
Perché è così importante che ogni Essere Umano che viene alla luce su questo piano debba essere, attraverso un contratto, dichiarato e considerato morto…non solo perché gli sono applicabili tutte quelle “etichette” che con orgoglio indossiamo, ma perché…in quella determinata condizione…fa breccia LA PAURA.
Io credo fermamente che il contrario di Vita non sia Morte ma..Paura!!
Cosa è più gestibile, manovrabile e sfruttabile di un Essere in preda alla paura? Credo nulla.
Il velo è la Paura.
La catena è la Paura.
In entrambi gli esempi che ho usato (magari banali) si tratta di una cosa impalpabile, invisibile, ma al tempo stesso densa come una nebbia umida e malsana; come un fumo acido e tossico che impedisce di respirare e che fa lacrimare gli occhi, come una malattia che paralizza ed impedisce ogni movimento. Questo è il velo da togliere e credo che, se comprendiamo ed agiamo, vedremo tutti gli altri veli dissolversi immediatamente. Ed anche li, in quel preciso momento, dovremo essere pronti. Nel tempo di un lampo, del qui e ora, a vedere, a discernere, accettare quello che si manifesterà. Il tutto in un battito di ciglia, che dura un eterno brevissimo attimo.
Quel QUI diventerà..E’ ORA nell’esatto momento in cui succederà!
Sarà buio profondo? Apriamo gli occhi.
Sarà luce accecante? Facciamo in modo che sia il riflesso della nostra Luce.
Quel Qui è Ora ci avvolgerà e si scioglierà, fino a lasciare solo l’Essenza. E’ li che saremo tornati, all’origine. Come la cenere dell’Alchimista che contiene i residui della combustione e la piccola brace pulsante che può dare vita ad un nuovo fuoco vitale. Quella piccola brace, se non considerata si spegnerà, ma, con un piccolo “soffio” può ri-animarsi e far ricominciare il ciclo. Sta a noi fare in modo di ottenere una brace pura, pulita da scarti, dal superfluo.
La gran quantità di cenere è la Mente, la piccola brace pulsante è il Cuore (da li si passa al CORAGGIO, agire con il cuore n.d.r). E’ tutto li!! TUTTO. Nel cuore, l’inizio e la fine. La prosperità o l’aridità, lo stare o l’andare avanti, il paralizzarsi o il camminare. UOMO VIVO CHE CAMMINA.
Il cuore è quel portale, verde oltretutto, dal quale passa e si accumula, come una folla rumorosa di gente, la nostra Essenza. E’ l’origine. Il Bene ed il Male. La Luce ed il Buio. Forze uguali e contrarie. Unica condizione (la Q)? Sempre e solo una: il CONSENSO all’uno o all’altro.
Ed invece ancora una volta è il momento, il qui è ora, di dare il consenso all’Io Sono. Ecco la variante!!
Questo insieme di pensieri l’ho intitolato Donna viva che cammina e come al solito ho divagato, non me ne vogliate.
Donna facente parte del genere umano, si. Ma c’è di più.
Le Donne ancora una volta, in quella che chiamiamo Storia, dovranno riscoprire la Vecchia Saggia che dimora in loro, sepolta sotto strati di cenere, (di sfida, di competizione, di quote rosa e di continue richieste di aiuto e di protezione, di femminismo) per ritrovare ed alimentare quella brace di creatività, di Amore, di comprensione, di connessione e di spietatezza. Spietatezza non lo intendo in senso negativo, punitivo, anzi lo ritengo sinonimo di Giustizia Superiore Assoluta Universale, come quella che mette in atto Madre Terra.

Magari sarò fraintesa su quanto ho scritto, ma onestamente arrivata a questo punto, non è un problema mio.
Alle donne, creatrici e detentrici di antichi saperi (compresi i lati oscuri e negativi, sia chiaro n.d.r.) nel più profondo del loro Essere il compito di ri-sorgere e di ri-animare quella minuscola brace che sta rischiando di spegnersi. Ad esse il compito di ri-unirsi al maschile e generare Esseri purificati. A loro il compito di impossessarsi del ruolo di sorveglianti della “fiamma”. Perché in base alla sua intensità, “ciò che è nascosto, sarà manifesto”.
DONNE VIVE CHE CAMMINANO…per “continuare” a tracciare il sentiero di Vita. 
I morti subiscono, i Vivi Creano.
I morti idealizzano, i Vivi amano.
Quel sentiero è già dentro di noi, regoliamo bene il fuoco, la fiamma e questo si manifesterà.
Buon passaggio attraverso il Verde.
C.S
Ps: il Verde va studiato, va compreso, va ri-cercato, non subìto!

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