Capitani… Buongiorno…
Oggi parliamo di…
LA CONGIURA DELLE POLVERI
Scrivo questo articolo in ricordo del 5 novembre, data in cui nel 1605 venne annunciato il fallimento dell’attentato incendiario promosso da tale Guy Faukes che fu arrestato, interrogato e torturato prima della sua impiccagione avvenuta il 31 gennaio.
A emblema del suo complotto ogni anno veniva bruciata la sua effige su di un falò, a cui facevano seguito spettacoli pirotecnici.
Lo scopo finale del complotto organizzato da Guy era l’assassinio di Re Giacomo I d’Inghilterra, accusato dal popolo di negare agli Esseri Umani di quel tempo,
l’obiettività, la giustizia, la libertà.
Riunitosi con alcuni compagni in una locanda segreta, dopo aver giurato di mantenere il segreto sul loro piano, decisero di far saltare in aria con le polveri il Parlamento, in modo da annientare il Re e il suo Governo. Successivamente, poi, avrebbero rapito la terzogenita Principessa Elisabetta, per impedire una nuova successione al trono, convinti che i primi due figli maschi sarebbero stati presenti in Parlamento e quindi avrebbero seguito il padre, quindi morti nello scoppio.

Purtroppo, come spesso accade, il gruppo fu tradito e la sera del 26 ottobre, una lettera fu recapitata ad un fidato servitore del Re, nella quale avvisavano di non presentarsi in Parlamento il giorno 5 novembre.
Venerdì 1 novembre fu presentata la lettera al Re; sabato 2 novembre il Consiglio si riunì per prendere provvedimenti sulla questione sollevata e fu comunicato al Re che lunedì 4 novembre il lord ciambellano designato avrebbe controllato l’intero palazzo del Parlamento “di sopra e di sotto”. Nella notte tra il 4 e il 5 di novembre venne trovato Guy, di guardia ai barili di polvere e il malcapitato fu arrestato.
La notizia di quello che era successo a Guy Fawkes arrivò ai cospiratori, che iniziarono a fuggire nelle più disparate località del regno. Purtroppo, a causa delle torture subite, Guy fece il nome dei complici, ma riuscì a non svelare i nomi dei preti cattolici corresponsabili. Ammise di essere cattolico e che la sua intenzione era solo quella di far saltare in aria il Parlamento; disse anche che l’unico rammarico che aveva era quello di non esserci riuscito.
Furono arrestati 8 complici e giustiziati in due gruppi di quattro, proprio nel cortile del Palazzo che avevano deciso di distruggere. Ovvio che prima di loro fu giustiziato Guy Faukes.
In ricordo dell’impresa fallita di Guy Fawkes, a partire dai primi anni del Novecento, dieci guardie del corpo della regina controllano i sotterranei del palazzo di Westminster, prima che la sovrana apra ufficialmente il Parlamento.
Simbolo di quel complotto è la maschera con la quale Guy Faukes copre il suo volto, deturpato da innumerevoli cicatrici, che anche nell’ultimo decennio è stata utilizzata da molteplici rivoluzionari, quale simbolo di una nuova rivoluzione.

Nel 2005 è uscito il film “V per Vendetta”, ma come sempre noi appartenenti all’Accademia, non ci soffermiamo mai al primo sguardo. Analizzando nel dettaglio la lettera V del titolo, si apre un mondo sulla numerologia, dal momento che la V può essere interpretata anche come numero 5 romano.
- Giorno 5: fallimento del piano di distruzione del Parlamento.
- La cella in cui V viene rinchiuso a Larkhill è etichettata con un 5 in numeri romani, cioè proprio con una V.
- Nel film si sente quale colonna sonora la V di Beethoven.
- L’introduzione della V di Beethoven corrisponde alla lettera V in morse (· · · —)
Tanti altri collegamenti con il numero 5 sono presenti all’interno del film, ma lascio a voi lettori il piacere di ricercare.
Ricordare anche solo per un attimo, nel giorno 5 di novembre, l’impresa di questo personaggio, fa comprendere come, per ottenere la libertà, alcuni Esseri Umani sono disposti a tutto. Anche ai giorni nostri ci sono Esseri Umani che, aiutati dall’Accademia, percorrono la strada in cerca di anime da liberare, con le solite regole che portiamo orgoglosamete nel cuore:
Onore, Rispetto, Saggezza, Libertà.
Vi congedo ricordando le parole pronunciate, nel film, da questo personaggio:
“Le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della Verità”.
V per Vendetta
Alla prossima ricorrenza, capitani.
C.N.

Scrivi un commento