Capitani…buongiorno,

questa immagine mi è stata mandata da una carissima amica qualche giorno fa e, come sempre, quando sono impegnata a “fare cose” credendo così di liberare la mente, almeno per un po’, ecco che invece mi nascono spunti di riflessione legati a ciò che magari avevo solo visto tramite il cellulare giorni prima.

In questi giorni si fa un gran parlare, medaglie d’ORO a parte, di partite di pallone. L’Italia sfida questa squadra, l’Italia sfida quell’altra. Poco fa sono andata a vedere l’origine della parola folle…

(da folle, derivato per metafora dal lat. follis “otre, pallone pieno d’aria”).

Ecco magari da dove provengono i vari detti tipo avere la testa nel pallone o altri simili,

 

e subito ho pensato al Cappellaio Matto. Con le sue apparenti stranezze, i suoi comportamenti alternativi e le sue perle di saggezza, ma ovviamente solo se uno è disposto ad ascoltare.

Poi ho pensato al momento, a questo infinito qui e ora, e ancora una volta ho avvertito la possibilità che NON stiamo cogliendo. Quella che dovrebbe essere la più naturale di tutte, ovvero semplicemente uscire dal gioco e liberarci.

Da bocche, mosse da altre mani ben nascoste, tipo i pupazzi dei ventriloqui, stanno uscendo le più assurde proposte, minacce, inviti, rimedi, ricchi premi e cotillon, che io abbia mai sentito e mi chiedo, dopo tutti questi mesi, come facciano gli altri Esseri a non comprendere. Devo anche aggiungere che all’inizio ce l’hanno messa tutta, compresa la pazienza, per darci una mano a capire, evidentemente il gioco che noi chiamiamo LORO ( perché ci fa comodo…n.d.r) ha stancato un po’ tutti e quindi, vista la nostra resistenza alla comprensione, perché menti troppo evolute evidentemente, alle beffe e prese per i fondelli ora non si gioca più. E lo abbiamo deciso noi. Perchè?

Evidentemente siamo diventati troppo seri sulle nostre abitudini, sulle stupidaggini che mai e poi mai ci permetteremmo di usare un pizzico di FOLLIA, quella sana e salutare. Quella a cui attingere quando tutta questa impostazione di serietà (finta oltretutto) non ti permette di vedere ad un palmo oltre il naso, figuriamoci alzare lo sguardo e vedere tutti i recinti e magari l’uscita.

L’IMPERO riportato nell’immagine iniziale da chi gestito, di quale impero si tratta. Che sia ancora quello Romano? Mmhh, che assurdità, quello è decaduto secoli fa… o no?

Se così non è, allora finora ho sbagliato, ma lascio a tutti voi la riflessione.

Questa folle “follia”, malvagia, che nasce con lo scopo di ferire invece che difendere, di umiliare invece che esaltare, non ci appartiene, o meglio, non appartiene a quegli Esseri Umani che hanno compreso ed hanno fatto, o stanno facendo la propria scelta di avere il coraggio, ancora una volta, di affrontare quell’Impero e farlo decadere portandolo sotto la luce del sole in modo che sia visibile a tutti coloro che vorranno vedere. Non parlo di sconfitta perché altrimenti si creerebbe uno sbilanciamento dell’equilibrio, ma capire sì, riconoscerlo sì. E chi, meglio di un Essere equilibrato e centrato lo può fare? Far uscire quell’aria tossica e spalancare le finestre per far entrare aria fresca. L’impero traballa e noi lo stiamo sostenendo!

Lavoriamo oramai da troppo tempo a “metà” ed è ora di cambiare. A metà con tutto, con la mente, con il cuore, con le azioni e le emozioni. Prima di Impero o Impera c’è il “dividi”.

 

Il primo Impero da comprendere è quello dentro di noi, tra sudditi, politici, popolo in miseria e piangente e un finto imperatore che detta le sue leggi. Iniziamo a riabbracciarci, a ritrovare quell’unità in noi, la espanderemo poi anche al di fuori.

Come sempre, mare di pensieri sparsi, che riunisco in parole e trascrivo. Vi lascio un pensiero da guardare per onorare quel pizzico di sana follia che risiede in ognuno di noi, ma che non essendo prevista da nessuna legge, non usiamo.

link al video: Elogio alla follia Buona visione!

C.S.