Capitani… Buongiorno,

Oggi parliamo di

FANJING GUIZHOU – CINA

Eccoci in un altro fantomatico viaggio per ripercorrere, attraverso le Meraviglie della Natura, un cammino alla scoperta dei limiti degli Esseri Umani.

Poiché all’interno della nostra Accademia, ci occupiamo di svariati argomenti, oggi parliamo non solo di geografia, viaggi e scoperte, ma punto soprattutto la mia attenzione a ciò che l’Uomo ha fatto per dimostrare in tutti i modi possibili su come sia capace di dominare il mondo che lo circonda. Sembra che abbia fatto di tutto per apparire quale supereroe da osannare e imporsi al centro dell’attenzione dei suoi simili.

Ecco quindi che oggi andiamo alla scoperta del Tempio Buddista di Fanjing.

Il monte Fanjing situato nel sud-ovest della Cina è di fatto la montagna più alta della Catena Wuling, dove troviamo la vetta più alta che raggiunge i 2572 metri s.l.m. Escursionisti provenienti da tutto il Pianeta, dopo aver scalato queste insolite formazioni, godono di uno spettacolo unico nel suo genere.

Questo luogo, per i buddisti, è considerato il luogo dove si raggiunge, più di ogni altro luogo, l’illuminazione spirituale.

Su questa catena montuosa sono stati costruiti molti templi, successivamente alla dinastia Tang, ma pochi sono sopravvissuti fino ad oggi. I due edifici che ospitano tempi dedicati al Buddha, si trovano oltre i cento metri di altezza dal resto delle formazioni rocciose che li circondano. Sono separati da un ponte per raggiungere il quale occorre salire 8000 gradini, che sommati a quelli necessari per ritornare nel mondo terreno fanno 16.000 gradini.

Un dato comune a molte religioni della Terra è l’opinione che vi sia una suddivisione, in base ai meriti, tra il bene e il male, una volta che il nostro contenitore ha esalato il suo ultimo respiro. Sebbene non esista una informazione globale che giustifichi che il bene sia sopra ed il male sotto, appare evidente, nel nostro modo di ragionare che il cielo sia in qualche modo collegato alle gesta degli uomini giusti, mentre il sottosuolo sia dove hanno sede, con ogni forma immaginabile, le punizioni peggiori, nei confronti di chi ha violato i princìpi del Karma e non si è proporzionatamente Pentito.

Probabilmente è da queste considerazioni che per le tre religioni principali esistenti sul territorio Cinese (Confucianesimo, Taoismo e Buddhismo), collocare su alte formazioni rocciose i templi per purificare lo Spirito erano di gran lunga preferiti, in quanto portavano più vicino al Regno del Perdono le Anime in cerca di redenzione. In molteplici raffigurazioni che troviamo su dipinti, ventagli, arazzi entrati ormai anche in occidente di frequente utilizzo, possiamo anche notare come vengano raffigurati questi luoghi di culto, unitamente ad alberi dalle sinuose ramificazioni, sopra linee curve continue capaci di farci supporre la presenza di catene montuose sospese tra le nuvole.

Il territorio conosciuto come la regione del Guizhou, è particolarmente celebre per aver ispirato, col suo paesaggio surreale, il film divenuto cult di James Cameron del 2009, Avatar.

Lascio al lettore interessato di scoprire, attraverso una ricerca personale, nozioni riguardanti i due templi costruiti ognuno sulla cima di questi due speroni di roccia a cui viene attribuito il nome di Vecchia Cima Dorata, considerata un’isola di roccia metamorfica in un mare di formazioni calcaree.

Mi preme considerare la funzione degli uomini che hanno realizzato questa monumentale opera. Hanno forse pensato che il solo sforzo per raggiungere tali vette potesse in qualche modo ripulire la loro Anima dai tanti peccati mortali compiuti in questa, o in un’altra vita?

Tutto può essere e noi, non avendo vissuto in un tempo tanto remoto, o meglio, non ricordando se abbiamo vissuto in un tempo tanto remoto, dobbiamo affidarci alla nostra capacità di immaginare in quale modo questi Esseri potessero pensarla.

Certo è che come per tante altre costruzioni che ci sono state tramandate, domande alquanto lecite e degne di nota possiamo farci. Come hanno fatto a portare tutti i materiali necessari a questa costruzione? Possiamo certamente pensare che ci sia stato riportato un dato falso, circa chi o cosa abbia realizzato questi templi. Il ponte che unisce le due vette è stato messo in sede già costruito e se sì, chi aveva l’attrezzatura adeguata per posizionarlo a quell’altezza? Se è stato costruito nella sede che ammiriamo oggi, quale e quanto materiale è stato impiegato per reggere una eventuale centina?

Studiando attraverso le argomentazioni che ci sono insegnate nell’Accademia, ci rendiamo conto che un bel pezzo di verità ci è stata occultata volutamente dalle lobby di comando e che, attraverso il percorso scolastico, ci hanno fatto credere vere cose che oggi sappiamo essere false.

Cercare risposte alle tante domande che nascono spontaneamente davanti a certe “Meraviglie”, fa sì che diventiamo autonomi nell’acquisire informazioni.

Alle prossime domande, capitani.

C.N.