Capitani…buongiorno,

Oggi parliamo di,

MANIFESTARE – SCIOPERARE

Quand’è stato che l’Essere Umano ha iniziato a manifestare, scioperare, riunirsi in gruppi per far valere le proprie ragioni?

Fino al 1889, l’ordinamento giuridico italiano considerava lo sciopero un reato, punendo tutti quei lavoratori che manifestando impedivano l’attività lavorativa senza un motivo o una ragionevole causa.

Successivamente con l’entrata in vigore del Codice Zanardelli lo sciopero fu riconosciuto come uno strumento di protesta, purchè svolto senza violenza o minaccia.

Nel 1904 fù proclamato dalla Camera del lavoro di Milano il primo sciopero generale della storia italiana, promosso dai sindacalisti guidati da Arturo Labriola.

Successivamente nel periodo fascista si tornò alla repressione penale dello sciopero in quanto reato, fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, che con la Costituzione Italiana nell’art.40 si sancì e disciplinò il diritto allo sciopero.

Tuttora in questo periodo epocale di cambiamento,assistiamo sovente a manifestazioni di protesta e sciopero di cittadini, di questa o quella categoria di persone che si accomuna e identifica nel proprio gruppo lavorativo, al fine di dare più voce ai propri ideali, affinchè il loro messaggio giunga e sia recepito a chi di dovere, in modo da ottenere il risultato sperato.

Un’altro esempio di questa realtà è l’attuale protesta dell’Ordine dei Tassisti in varie città italiane in merito all’art.10 del nuovo DDL Concorrenza, contro la possibile apertura del mercato del trasporto automobilistico anche a piattaforme digitali come UBER, e anche in merito al sistema delle licenze che i comuni dovranno erogare.

Queste manifestazioni di protesta avevano portato ad indire uno sciopero generale nelle date dell’attuale 20 e 21 luglio; successivamente è stato revocato nell’ultima assemblea nazionale dei sindacati, in attesa di capire se il Governo Draghi sopravvivrà all’attuale crisi…

Da quest’ultima vicenda emerge quanto ancor oggi sia radicata nelle persone l’abitudine di delegare ad altri per ottenere quello che si vuole; chi si riconosce nel cittadino/lavoratore, ecc… aspetta di avere il consenso altrui in merito a quanto chiede, anzichè esercitare individualmente i propri diritti da Essere Umano libero in osservanza di tutte quelle leggi che lo tutelano.

L’accademia ricerca la verità con i suoi percorsi aiuta a riscoprire quella energia creativa propria dell’Essere Umano, affinchè ci si possa liberare da tutti questi limiti senza dipendere da nessuno.

Buona Riflessione a tutti,

Un’Essere Umano, corsista dell’Accademia Ricerca la Verità.

S. V.