Capitani… Buongiorno…
Oggi parliamo di…
CARNEVALE
Tante versioni si trovano in rete sulla nascita del Carnevale. Oggi provo di spiegare in questo articolo ciò che mi ha più colpito su questo argomento, tenendo conto del fatto che il Carnevale ogni anno inizia subito dopo l’Epifania e termina 40 giorni prima della Pasqua. Ma a differenza del Natale che ha una data fissa sul calendario, sapete con quale criterio viene stabilita la Domenica di Pasqua? Ora ve lo spiego…
Iniziamo a comprendere come viene deciso in che giorno festeggiare la Pasqua. Deve sempre cadere la prima domenica di luna piena che segue il solstizio di primavera. Quest’anno il solstizio di primavera lo troviamo lunedì 21 marzo e la prima luna piena dopo il solstizio di primavera (la possiamo vedere sul calendario) è Sabato 16 marzo. Ecco quindi che la Domenica di Pasqua è il 17 aprile seguita dal lunedì dell’Angelo il 18 aprile.
Ma torniamo al nostro Carnevale, che inizia la prima domenica delle nove che precedono quella di Pasqua. Abbiamo anche il Giovedì Grasso, culmine del Periodo di Carnevale, che è il giovedì che precede il Martedì Grasso, che precede a sua volta il Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima. Piuttosto contorto come conteggio, ma una volta capito…

Ecco che nel 2022 il Carnevale inizia il 13 Febbraio e termina il primo Marzo. Da consuetudine, consideriamo il Carnevale che inizia il 7 gennaio e termina il martedì grasso.
Vediamo ora una delle teorie sulla nascita di questo lungo periodo di festeggiamenti.
Chiaramente come tante ricorrenze che oggi leghiamo al mondo cattolico e cristiano, si può tranquillamente asserire che il Carnevale ha origini pagane. Infatti nella Roma Antica trae origine dalle feste Saturnali e nel periodo greco classico lo possiamo paragonare alle feste Dionisiache.
Un vecchio proverbio latino recitava che “semel in anno licet insanire” che tradotto nella lingua corrente significa che una volta all’anno è lecito impazzire.
Durante queste festività era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Mascherarsi rendeva irriconoscibili il ricco e il povero, e scomparivano così le differenze sociali. Una volta terminate le feste, il rigore e l’ordine tornavano a dettare legge nella società.
Il nome Carnevale deriva dal latino “carnem” che significa “eliminare la carne” e che si riferiva al giorno che precedeva la quaresima, periodo nel quale si osservava l’usanza di non mangiare carne il mercoledì e il venerdì. Il giorno di Carnevale di quest’anno è Martedì l’otto marzo. In effetti siccome era permesso, prima di un lungo periodo di 40 giorni, quale la quaresima, abbondare con banchetti e festeggiamenti, il Periodo di Carnevale si prolunga per giorni e giorni, nei quali sono permessi ogni tipo di festeggiamenti.
Analizziamo ora l’aspetto del travestimento. Perché ci si maschera?
Secondo Apuleio, il travestimento viene fatto risalire quale omaggio alla Dea Egizia Iside, quando, lui dice, durante le feste in onore della Dea, numerosi gruppi erano mascherati. Stessa usanza venne portata anche nell’Impero Romano in varie occasioni. In altre parti del mondo, soprattutto in Oriente, troviamo ancora oggi molte feste con celebrazioni e processioni in cui gli individui si travestono.
Travestimento a parte, lo spirito di questa festa è quello di eliminare disuguaglianze di ogni genere. Era quello di poter trasformare in realtà una fantasia, ed essere per qualche momento, ciò che si vorrebbe essere, ma non si è.

In Italia ogni regione festeggia il Carnevale a suo modo, ma colori e voglia di divertirsi accomunano le feste di tutto lo Stivale. A Venezia, ad esempio, si festeggia uno dei “Carnevali” più famosi del mondo, dove regnano splendori e costumi bellissimi, lasciti di una tradizione secolare dove i poveri, per qualche giorno, potevano vivere, da dietro una maschera, il sogno di una vita sfarzosa; a Viareggio invece sono i carri allegorici a rendere tutto magico, così come ad Acireale, in Sicilia; a Ivrea poi c’è la celeberrima Battaglia delle Arance, mentre a Sciacca vengono realizzate splendide opere in cartapesta.
Comunque sia e ovunque sia, il Carnevale resta il periodo più falso, più ingannevole ma felice di tutto l’anno. Se però guardiamo gli ultimi due anni dove solo pochi Esseri Umani girano senza maschera, possiamo affermare che viviamo in un costante Periodo di Carnevale. Quello che manca è la consapevolezza di questi mascherati di aver creato una quotidianità falsa e ingannevole, sostituendola ad una semplice vita in totale libertà.
Alla prossima festa. Capitani.
C.N.

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