Capitani e Piccoli Marinai… Buongiorno!

Vi proponiamo questo articolo realizzato grazie alla collaborazione tra la SQuola con La Q e la Redazione dell’Accademia Ricerca la Verità.

LENTICCHIE

Alcune informazioni dal passato

Le lenticchie vengono utilizzate sin dall’età preistorica e, da sempre, sono considerate la CARNE dei poveri, proprio come i FAGIOLI ed i LEGUMI in genere.

Si ha l’usanza di consumare lenticchie a Capodanno, come augurio di fortuna e ricchezza per l’anno appena iniziato.

Descrizione

In botanica, la pianta delle lenticchie appartiene alla categoria dei dicotiledoni, appartenente alla famiglia delle Leguminose: si tratta di una specie vegetale attualmente coltivata in tutte le zone a clima caldo temperato. La pianta, annuale, raggiunge altezze poco elevate, di appena 30 o 40 centimetri; presenta un fusto eretto, esile, ramificato ed angoloso e piccoli fiori a corolla blu o biancastri, raggruppati a due o a tre, lungo peduncoli di lunghezza variabile. Nonostante la radice della pianta di lenticchie sia fittonante (un unico tronco, tipo le carote), il fittone non penetra in profondità molto elevate (si spinge sino a 35-40 cm).
I frutti sono baccelli, legumi a forma di rombo, contenenti pochi semi rotondi, schiacciati (lenticolari, per l’appunto) ed estremamente nutrienti. La grandezza delle lenticchie varia in base alla specie: alcune sono molto piccole (2mm di diametro), altre più grandi (9mm). I semi presentano un colore variabile dal giallo scuro all’arancio; alcune specie di lenticchie presentano una tinta tendente al verdastro, altre addirittura risultano quasi nere alla vista.

Varietà e caratteristiche principali

Esistono moltissime varietà di lenticchie, differenziate principalmente in funzione del colore. Inoltre, si ricordano le lenticchie di Onano (Viterbo) e le lenticchie di Villalba (Caltanissetta): le prime sono note per il gusto particolarmente delicato ed il colore grigio-nerastro. Quelle di Villalba, invece, sono ricordate no n solo per le proprietà straordinarie e per gli apporti proteici molto elevati, ma anche per la capacità di migliorare la fertilità del terreno in cui sono coltivate, grazie all’azoto che rilascia nel terreno la lenticchia.

Cura e prevenzione della salute

Le lenticchie sono particolarmente indicate per chi soffre di carenza di ferro, affaticamento fisico e mentale. Inoltre, sono ricche di fibre, dunque facilitano il transito intestinale e di antiossidanti, utili per contrastare l’attività di invecchiamento delle cellule del nostro contenitore. Contengono tante fibre e sono poco ricche di grassi. Sembra che le lenticchie siano indicate anche per i diabetici, perché rallentano l’assorbimento di zuccheri a seguito di un pasto.
Da ultimo, ma non per importanza, alle lenticchie è attribuita la proprietà di stimolare la produzione di latte nelle mamme che allattano la propria creatura al seno e a mantenerla costante nel tempo.

Esistono tanti tipi di lenticchie:

  • La lenticchia verde di Altamura.
  • La lenticchia rossa.
  • La lenticchia di Colfiorito.
  • La lenticchia di Castelluccio di Norcia.
  • La lenticchia di Ustica.
  • La lenticchia di Villalba.
  • La lenticchia di Mormanno.
  • La lenticchia di Onano.
  • La lenticchia di S.Stefano di Sessiano.
  • La lenticchia dell’Armuña.

Ho pensato di scrivere anche una ricetta: lenticchie in umido.

Ovviamente ho rivisitato la ricetta alla maniera vegetariana, perché come ci insegna l’Accademia non abbiamo bisogno di cibarci di cadaveri per assumere proteine e, nel rispetto degli altri esseri viventi, troviamo nei frutti della Madre Terra tutti i nutrienti per un sano alimentarci.

 

INGREDIENTI

  • 250 g di lenticchie
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 foglia di salvia
  • 400 g di polpa di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe nero

 

PREPARZIONE

La prima operazione da compiere per realizzare le l‌enticchie in umido è mettere le lenticchie secche a bagno in acqua fredda per alcune ore. Eliminate quelle venute a galla, sgocciolate tutte le altre e raccoglietele in una casseruola. Copritele con acqua fredda e lessatele per 1 ora. Mondate le verdure e riducetele a dadini molto piccoli. Scaldate tre cucchiai d’olio in un tegame, insaporitevi la foglia di salvia con la dadolata di verdure. Dopo 10 minuti aggiungete la polpa di pomodoro tritata, oppure tre pomodori freschi, rossi e maturi, spellati, privati dei semi e tagliati a cubetti. Regolate sale e pepe, cuocete per 15 minuti.

Sgocciolate le lenticchie lessate, trasferitele nel tegame del soffritto, mescolate e lasciatele insaporire per almeno 10 minuti.

Togliete dal fuoco, trasferite su un piatto da portata e servite subito le lenticchie in umido.

 

Buon appetito, capitani!

 

A.B. della SQuola con la Q