Capitani… Buongiorno.

Ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza in Piemonte, nella città di Asti, ma non ho mai visitato in modo capillare la città di Torino.

Soffermandomi sul concetto e significato di magia bianca e magia nera, ho ripensato ad alcune discussioni fatte in Accademia riguardante le linee energetiche che attraversano tutta l’Italia e quando si parla di queste forze, non si può non menzionare il suo legame con Torino. Il capoluogo piemontese, infatti, soprannominato “la città magica”, è l’unica città al mondo nota per essere non solo una delle punte del triangolo della magia nera con Londra e San Francisco ma è anche una punta del cosiddetto triangolo della magia bianca, insieme a Praga e Lione.

La leggenda narra che la città sia parte integrante dei due triangoli, in quanto costruita nel luogo in cui confluiscono il Fiume Po, che indicherebbe il Sole, e la Dora, che sarebbe invece la Luna che formano un anello d’acqua intorno alla città. Lo stesso avviene a Praga con la Moldava e l’Elba e a Lione con il Rodano e la Saona. Inoltre il 45° parallelo nord, linea che marca l’equidistanza dal Polo Nord e dall’Equatore, passa per il centro della città, accumulando una grande quantità di magia positiva. Torino sarebbe sede di un’incessante lotta tra la luce e le tenebre e fulcro di forze del bene e del male insinuate tra le strade, presenti nei suoi monumenti e percepibili nelle sue piazze

Il luogo dove sorge Torino e il suo orientamento non furono scelti in maniera casuale, ma basandosi su fattori magico-religiosi. Presenta una pianta romana con 4 porte d’accesso sui 4 punti cardinali. Le 4 porte sono collegate tra loro da due assi viarie ortogonali tra loro e la via principale segna la linea ascendente del sole.

 

Secondo gli esperti dell’occulto, numerosi sono i simboli esoterici legati al triangolo della Magia bianca di Torino. Vediamo i principali:

 

1. La Chiesa della Gran Madre

Uno dei luoghi più importanti della magia bianca e una delle chiese più affascinanti di Torino, si trova ai piedi della collina torinese ed è considerata il punto di massimo interesse esoterico positivo, in cui si dice sia sepolto il Sacro Graal.

Maggi, Giovanni Battista (183..-18…)

Si narra sia sorta su un antico tempio egizio dedicato al culto di Iside e del dio toro Api (curioso il nesso con il simbolo torinese per eccellenza). Davanti alla chiesa vi sono due statue: una presenta sulla fronte il triangolo con l’occhio divino, rappresentazione della religione, l’altra invece incarna la fede con in mano un calice. Si dice che lo sguardo della prima indichi il percorso da seguire per trovare il sacro Graal, e molti credono che porti alla Mole Antonelliana la quale sarebbe una enorme antenna che tende al cielo e irradia l’energia positiva presa dal sottosuolo sulla città di Torino.

Brogi, Giacomo (1822-1881)

La Mole era stata inizialmente concepita come tempio israelitico.

 

2. Piazza Castello

Simbolo positivo della città, proprio sotto questa piazza, dove si snodano molte gallerie sotterranee, vi sono tre grotte Alchemiche, luoghi con la massima concentrazione di energia. A Piazza Castello sorge inoltre il Palazzo Reale, epicentro dell’energia positiva che segna il confine tra la città bianca e quella nera. In particolare il cancello del palazzo, con le due stature dei Dioscuri, separa la zona est da quella ovest, la zona dove il sole muore e dove venivano crocifissi i condannati in epoca romana.

La Piazza ospita poi un oggetto molto importante per la religione Cristiana, la Sacra Sindone. Il lenzuolo nell’antichità, veniva esposto tra le statue di Castore e Polluce presenti in piazza Castello. La leggenda narra che, attraversando il punto in cui veniva esposta la Sindone, si veniva ricaricati di energia positiva e di fortuna.

 

4. Piazza Solferino e la Fontana Angelica

Uno dei simboli esoterici più conosciuti di Torino è sicuramente la Fontana Angelica di Piazza Solferino, di ispirazione massonica. Le quattro sculture della fontana infatti rappresentano le quattro stagioni. Le due figure femminili rappresentano allegoricamente la Primavera e l’Estate mentre le due figure maschili, l’Autunno e l’Inverno.

L’Inverno volge lo sguardo verso Est, dove sorge il sole, simbolo di energia positiva. L’acqua che viene versata dalle otri (che rappresentano i segni zodiacali dell’Acquario e dell’Ariete) rappresenta la conoscenza data agli uomini (ancora una simbologia fortemente positivista). Allontanandosi leggermente per ammirare la fontana è possibile notare che tra le due figure maschili si apre un varco dalla forma perfettamente rettangolare. Autunno e Inverno sono, infatti, i guardiani della strada che porta alla conoscenza.

Monumento ai Caduti del Frejus

I luoghi simbolo del triangolo della magia nera sono:

1. Piazza Statuto

È considerata il cuore nero della città per due motivi. Primo, perché si trova ad occidente, in prossimità della Porta Decumana. Quest’ultima nella tradizione del mondo antico rappresentava il quadrante dell’oltretomba, la porta del regno dei morti. E poi perché qui vi era la Val Occisorum (dal latino, Valle degli Uccisi) da cui prese il nome l’attuale quartiere, luogo di uccisione e sepoltura. Ne è testimonianza l’antica necropoli che al tempo degli scavi per la costruzione della ferrovia, fu rinvenuta nel sottosuolo della città. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono nel luogo conosciuto dai torinesi come Rondò della Forca.

La piazza ospita altri due simboli delle forze oscure. Per primo troviamo il Monumento del Frejus, omaggio ai minatori caduti durante i lavori del traforo. Secondo alcuni l’ Angelo che si trova sulla cima del monumento è Lucifero. Il diavolo che con il volto rivolto verso est guida le forze dell’oscurità che sfidano la luce. Si trova nella piazza anche l’obelisco geodetico, detto anche “Guglia Beccaria”, sulla cui sommità sorge un astrolabio. E che secondo gli esperti di magia indicherebbe il cuore delle potenze maligne della città, dove si aprirebbe la porta dell’Inferno.

Una città come Torino non poteva, poi, non essere legata al nome di Nostradamus, uno dei personaggi più ambigui della storia, medico, astrologo e veggente del sedicesimo secolo. Pare che quando costui venne chiamato presso la corte sabauda per curare la sterilità della moglie di Emanuele Filiberto di Savoia egli abbia alloggiato proprio dalle parti di Piazza Statuto. Un altro luogo del triangolo della magia nera di Torino è via Bonelli. Una strada stretta e quasi mai illuminata dal sole dove abitava il boia di Torino. Quest’ultimo, sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i suoi ferri del mestiere.

 

2. Il Portone del Diavolo

Tra i simboli del triangolo della magia nera di Torino oscura il portone di Palazzo Trucchi di Levaldigi, meglio conosciuto come il Portone del Diavolo, sede della Banca Nazionale del Lavoro . La particolarità del portone che ha contribuito al nome che oggi porta, è il batacchio centrale che raffigura il diavolo che scruta i visitatori che bussano alla porta. La parte che si prende con la mano per bussare è composta da due serpenti le cui teste si uniscono nel punto centrale. La leggenda vuole che il portone sia comparso all’improvviso in una sola notte. Si narra che, quella notte, un apprendista stregone avesse invocato le forze oscure e lo stesso Satana. Il Diavolo, scocciato da questa invocazione, decise di punire lo stregone imprigionandolo dietro il portone che il malcapitato non riuscì mai più ad aprire.

 

3. Il Museo Egizio

Il Museo Egizio riveste notevole importanza per gli esperti di magia bianca e nera. Sembra infatti che il museo custodisca numerosi oggetti dotati di cariche positive e negative, divenendo così un enorme campo energetico di forze delle luce e delle tenebre. Tra gli oggetti a cui sono attribuite le cariche negative ci sono quelli del Faraone Tutankamon (maestro nelle discipline esoteriche che regnava in Egitto proprio quando la città di Augusta Taurinorum venne fondata) e la piccola testa mummificata del malefico Seth, fratello e assassino di Osiride, dio dei morti e dell’oltretomba.

Gli oggetti di Thutmosi III contengono una forte carica di energia positiva che si contrappone a quella negativa racchiusa negli utensili del Faraone Tutankamon conservati nei sotterranei del Museo.

 

4. Gli occhi del Diavolo

Un altro luogo simbolo di magia nera si troverebbe in via Lascaris. Qui, dove oggi sorge una banca, c’era in passato una Loggia Massonica. Alla base di questo palazzo si trovano delle strane fessure a forma di occhi, che dovevano essere dei punti di sfiato e/o d’illuminazione per i locali sotterranei. Negli anni, a causa della loro strana forma, si è diffusa la credenza che si tratti degli occhi del diavolo e che questo sia un altro luogo fortemente intriso di cariche negative.

5. Il Rondò della Forca

Questo luogo simbolo della Torino esoterica si trova tra corso Regina Margherita e corso Valdocco. In questo punto esatto, scelto dai francesi per la vicinanza all’antica prigione in via Corte d’Appello, si trovava il patibolo dove venivano uccisi i condannati a morte fino al 1863.

Non so quando potrò tornare nella mia città e rivedere i miei famigliari, che purtroppo sono due anni che non riabbraccio in presenza, ma di certo quando accadrà, una giornata la dedicherò a questa magica, misteriosa e meravigliosa città, con una nuova consapevolezza e curiosità per percepire, chissà, la sua potente energia.

Torino vista dal cielo

amdf