Capitani…Buongiorno,
Continuiamo con la nostra ricerca sulle eclissi che abbiamo ioniziato la volta precedente. Non l’avete letta? Male…ma a questo link potete comodamente recuperare PARTE 1.
Se avete letto e riflettuto attentamente possiamo proseguire con una parte un pò più tecnica.
L’unica spiegazione che è stata data di questo fenomeno (ndr. visto nella parte 1) è la rifrazione causata dall’atmosfera terrestre. Questa, a prima vista, è una soluzione plausibile e abbastanza soddisfacente, ma esaminando attentamente l’argomento si scopre che è del tutto inadeguata, e coloro che vi hanno fatto ricorso non sanno che la rifrazione di un oggetto e quella dell’ombra sono in direzioni opposte.
Un oggetto per rifrazione è curvato verso l’alto, ma l’ombra di qualsiasi oggetto è curvata verso il basso, come si vedrà dal seguente esperimento molto semplice:
prendete una semplice bacinella bianca poco profonda e mettetela a circa 30 cm da una fonte luminosa, in una posizione tale che l’ombra del bordo della bacinella tocchi il centro del fondo. Tenete un’asta perpendicolarmente all’ombra e sul suo bordo per indicare la sua vera posizione. Ora versate gradualmente dell’acqua nella bacinella e vedrete che l’ombra si ritira o si accorcia verso l’interno e verso il basso. Ma, se si posa l’asta (o un cucchiaio) con la parte superiore verso la luce e quella inferiore nel fondo del recipiente, man mano che si versa l’acqua, lo si vedrà curvarsi verso l’alto.
Si dimostra così che se la rifrazione operasse, lo farebbe elevando la Luna al di sopra della sua vera posizione e gettando l’ombra della Terra verso il basso o direttamente lontano dalla superficie della Luna. Risulta pertanto chiaro che l’eclissi lunare generata da un’ombra della Terra è totalmente impossibile.
L’intera superficie della Luna o quella porzione di essa, che si presenta alla Terra, è stata anche vista distintamente durante tutto il tempo forse di un’eclissi lunare totale. Questo è del tutto incompatibile con la dottrina secondo cui un’eclissi lunare è il risultato di un’ombra della Terra che attraversa la sua superficie.
Il signor Walkey, che ha osservato l’eclissi lunare del 19 marzo 1848 vicino a Cullompton, dice che: “Le apparizioni erano come al solito fino a 20 minuti dopo le 9. A quel punto e per la durata dell’ora successiva, invece di un’eclissi o dell’ombra della Terra che era la causa della totale oscurità della Luna, l’intera faccia di quel corpo divenne molto rapidamente e più splendidamente illuminata e assunse l’aspetto del calore incandescente del fuoco della fornace, piuttosto tinto di un rosso profondo. L’intero disco della Luna era così perfetto di luce, come se non ci fosse stata alcuna eclissi. La Luna ha dato positivamente una buona luce dal suo disco durante l’eclissi totale”. Questo è tratto dal Philosophical Magazine n. 220 dell’agosto 1848.
Il caso seguente, anche se non esattamente simile al precedente, vale la pena di essere documentato qui, in quanto dimostra che esisteva qualche altra causa oltre all’ombra della Terra nella produzione di un’eclissi lunare. Egli cita qualcuno qui, dicendo “Fenomeni straordinari durante l’eclissi di sabato sera 27 febbraio 1858 a Bruxelles. L’eclissi è stata vista da diversi filosofi inglesi, che erano presenti per caso. È stata accompagnata da un’apparizione molto notevole, che il Dr. Foster afferma essere del tutto inspiegabile in base a qualsiasi legge della filosofia naturale di cui è a conoscenza. Il momento prima del contatto, una piccola macchia crepuscolare appariva sulla superficie della Luna e durante tutta l’eclissi, una frangia marrone rossastro o penombra si proiettava sopra l’ombra della Terra. Un’altra aspetto ancora più notevole era l’apparente irregolarità del bordo dell’ombra. 3 uomini, uno dei quali astronomo, furono testimoni di questo curioso fenomeno, che nessuna legge di rifrazione può in alcun modo spiegare”. Questa è una citazione dal Morning Star di mercoledì 3 marzo 1858.
L’autore continua: “I diversi casi sopra avanzati sono logicamente in contrasto con la nozione che un’eclissi di Luna nasce da un’ombra proiettata dalla Terra. Come già detto, la Terra è dimostrata essere un piano statico e sempre diverse centinaia di chilometri al di sotto di Sole e Luna e non esiste alcuna possibilità nota che si inserisca tra di loro. Non può quindi intersecare la luce del Sole e gettare la propria ombra sulla Luna. Se una cosa del genere fosse una possibilità naturale, come potrebbe la Luna continuare a brillare durante tutto, o parte considerevole di esso, il periodo del suo passaggio all’ombra scura della Terra. La rifrazione, o ciò che è stato chiamato luce terrestre non aiuterà nella spiegazione, perché la luce della Luna è in quei momenti come il calore incandescente del fuoco tinto di rosso profondo. Rossastro non è la parola per esprimerlo. Era rossa, rovente. La luce rossa che emanava, sembrava essere in fiamme. Sembrava un fuoco che bruciava nella sua cenere. La sua tinta era quella del rame rovente”.
Queste erano tutte citazioni.
La luce del Sole è di un colore completamente diverso da quello della Luna eclissata ed è contrario ai principi ottici conosciuti dire che la luce quando viene rifratta o riflessa o entrambe simultaneamente viene così cambiata di colore.
Se una luce di un dato colore è vista attraverso la grande profondità di un mezzo relativamente denso, come quando si guarda il Sole in inverno attraverso la nebbia o il vapore dell’atmosfera, appare di un colore diverso e generalmente di un colore come quello della Luna durante la sua eclissi totale. Ma un’ombra non può produrre alcun fatto del genere, poiché di fatto non si tratta di un’entità, bensì semplicemente di assenza di luce. In base ai fatti e ai fenomeni già esposti, non possiamo trarre altra conclusione che la Luna è oscurata da una specie di corpo semitrasparente che le passa davanti e attraverso il quale la superficie luminosa è visibile. La luminosità cambia colore a seconda della densità dell’oggetto che interviene. Questa conclusione ci è imposta dall’evidenza, ma implica l’ammissione che la Luna brilla di luce propria. Che non si tratta di un riflettore della luce del Sole, bensì assolutamente di un corpo auto-luminoso.
Sebbene questa ammissione sia obbligatoria da un punto di vista logico, sarà utile e strettamente zetetico raccogliere tutte le prove possibili che la riguardano.
Primo: un riflettore è una superficie piana o concava che emette o restituisce ciò che riceve. Se un pezzo di metallo caldo, o qualsiasi altro oggetto caldo è posto davanti ad una superficie piana o concava, il calore viene riflesso. Se la neve o il ghiaccio, o qualsiasi miscela congelante artificiale è posta in modo simile, il freddo sarà riflesso. Se la luce di un dato colore è posta nello stesso modo, lo stesso colore di luce sarà riflesso. Se un dato suono viene prodotto, lo stesso tono o altezza sarà riflesso. Un riflettore non getterà fuori freddo quando davanti ad esso mettiamo calore, né viceversa. Se riceve una luce rossa, restituirà una luce rossa, non blu o gialla. Se viene suonata la nota DO su un qualsiasi strumento musicale, un riflettore non restituirà la nota RE o FA, bensì precisamente la stessa nota che viene alterata solo nel grado e nell’intensità. Se la Luna è un riflettore della luce del Sole, non irradierebbe o getterebbe sulla Terra altra luce che quella che riceve dal Sole. Nessuna differenza potrebbe esistere nel carattere qualitativo della luce, e non potrebbe differire in nessun altro aspetto se non in quello dell’intensità o della quantità. È stato affermato, in opposizione a quanto detto sopra, che la Luna può assorbire alcuni dei raggi di luce dal Sole e riflettere solo i raggi rimanenti.
A questo si risponde che assorbimento significa saturazione rapida. Un pezzo di carta assorbente, una zolletta di zucchero duro o una spugna, se messi in contatto con una qualsiasi sostanza gassosa fluida, assorbirebbero solo per un breve periodo. Anche la Luna si saturerebbe rapidamente, si riempirebbe fino al limite e da quel momento cesserebbe di assorbire. Dopo potrebbe solo riflettere o rigettare qualsiasi cosa venga proiettata su di essa. Se la Luna è un oggetto senza luce propria, potrebbe all’inizio della sua esistenza assorbire i raggi del Sole e fissandone alcuni potrebbe restituire l’altro, ma come già mostrato, potrebbe assorbire solo fino alla saturazione, che avverrebbe in un tempo molto breve e da questo punto di saturazione fino al momento presente, non potrebbe essere stata altro che un riflettore o un riflettore di tutto ciò che riceve. Quindi, per sapere se la Luna è un riflettore, dobbiamo verificare se la luce che riceviamo da lei è o non è la stessa, nel carattere, di quella ricevuta dal Sole. E a causa della mancanza di tempo che ci rimane in questa trasmissione, non continuerò, probabilmente con vostra grande gioia, nel mio terribile modo di leggere questo autore… egli continua a descrivere le molte differenze nel tipo di luce che viene dal Sole e il tipo di luce che viene dalla Luna. E, come ho detto prima, questo autore è molto preciso nelle sue spiegazioni e nei suoi esperimenti e continua a descrivere varie culture antiche che parlano di un oggetto scuro che fa anche parte del nostro sistema solare.
Per il momento ci fermiamo qui esploratori per far sedimentare le informazioni nei vostri cervelli e far scaturire le vostre riflessioni..
si continua alla prossima puntata!
I Ricercatori dell’Accademia Ricerca la verità




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