Capitani…buongiorno,

OGGI PARLIAMO DI…

SMARTPHONE! UTILE, MA PER CHI?

L’indifferenza e l’ apatia sono diventati due dei più grossi problemi che affliggono il vivere quotidiano.

Due estremizzazioni che permettono al sistema di raggiungere il punto di controllo che si sono prefissati di attuare ed a cui, fino ad oggi, sono arrivati.

Il problema è che le persone, nel mondo moderno, non si rendono conto di vivere una vita come fosse una soap opera, in cui loro sono comparse. Se solo potessero rendersi veramente conto che invece sono i veri protagonisti della loro vita! In fondo dobbiamo essere coscienti che l’unica cosa che perdiamo ad ogni secondo che passa, è proprio il tempo, e dovremmo cercare invece di trarne il meglio per noi e per nostri cari ogni secondo che passa.

Molte persone pongono maggiore attenzione alle loro vite virtuali piuttosto che alle loro vite reali.

Sono più interessate a ricevere i pollici in su nei vari social e avere tanti iscritti, anziché porre attenzione a quello che succede nel mondo attorno a loro.

Penso che la causa di questa indifferenza generale arrivi anche dall’aumentato utilizzo della tecnologia in generale, ma soprattutto con l’aumento sia del numero che del tempo giornaliero di utilizzo degli smartphone.

L’utilizzo indiscriminato di quest’oggetto crea realmente una certa indifferenza automatica nelle persone, poiché sono troppo occupate a controllare maniacalmente la loro vita ipotetica e questo è forse uno dei maggiori ostacoli che dobbiamo superare come specie.

Sicuramente usano i loro pollici, ma non interagiscono col mondo reale. In realtà interagiscono con un mondo virtuale, che è un mondo fatto di zero e di uno, senza alcun contatto fisico. Tutto quello che fanno è ricevere e ripetere stimoli mentali, ma nella  realtà non fanno NIENTE.

Come ha detto Platone:

“Il prezzo che pagano le buone persone per l’indifferenza negli affari pubblici, deve essere governato da uomini malvagi”.

E questo si vede con chiarezza nel mondo odierno.

Un’altra cosa assai lugubre riguardo il mondo virtuale, è che quello che si vede, essenzialmente, sono simulazioni di quello che esiste nel mondo reale.

E più sono realistiche queste simulazioni, più la gente ci prende gusto. Ma, mentre fanno questo, perdono di vista il mondo vero che è attorno a loro.

E’ veramente molto bizzarro se ci pensiamo.

La ragione per cui, ogni giorno sempre di più, siamo imprigionati dentro questo mondo, è la scarica di Dopamina di cui sono destinatari. E questi dispositivi sono stati appositamente  progettati affinché ciò avvenga.

Ogni volta che clicchiamo sugli smartphone, questi automaticamente fanno rilasciare dopamina nel nostro corpo. Un po’ come si fa con l’addestramento dei cani. Esercizio fatto bene = successiva ricompensa.

Abbiamo una società che soffre di questa dipendenza massiccia da dopamina, specialmente fra i giovani, causata appunto da questa dipendenza dalla tecnologia.

La maggior parte delle persone sono coinvolte in situazioni dove misurano le loro vite e la loro intera esistenza sul grado di piacere che sono in grado di ricevere in ogni momento. La stimolazione continua di questi meccanismi psico-emozionali porta chi ne abusa ad uno stato di indifferenza. Se non addirittura dipendenza.

Ormai quasi tutte le persone portano con loro questa tecnologia ovunque vanno, e la usano per coinvolgere loro stessi nelle attività del mondo reale, come fare acquisti al supermarket, per prenotare hotel, ristoranti e per tutte le altre cose dove queste tecnologie, in passato, non venivano mai usate.

Le persone semplicemente compilavano dei moduli e pagavano in contanti.

Ovviamente voi direte, se non utilizzassimo più i nostri dispositivi non potremmo trovare quello che invece troviamo utilizzandoli. Ma se smettessimo di abusarne,  forse tutti sarebbero  costretti a smettere di abusare della tecnologia, poiché diversamente non avrebbero scelta.

Non dobbiamo pensare che il  telefonino faccia tutto per noi. In realtà ci fa perdere le nostre capacità, il controllo di noi stessi. E tutto ciò a ben pensarci è veramente ridicolo!

Quello che facciamo ogni volta è portare con noi questo dispositivo di sorveglianza, di tracciamento anche vocale e di violazione della privacy. Provate a dire a voce alta che volete acquistare una chitarra, a cellulare spento. Come per incanto, una volta riacceso,  verrete sommersi di così tanta  pubblicità di chitarre fino a sfinirvi.

Siamo costantemente sotto controllo, nel conto bancario, nelle utenze di casa, nei rapporti umani (se ancora ce ne sono), nei locali che giornalmente frequentiamo e chi più ne ha… si accomodi pure!

Questo è quello che il sistema è in grado di perpetrare, perché siamo noi che lo permettiamo e non ci passa neanche per l’anticamera del cervello che questo oggettino in realtà sia un mezzo per tenerci sotto controllo.

Quando ci troviamo nel mondo reale e lasciamo da parte la tecnologia, sperimentiamo la vera vita, vediamo le persone veramente per quello che sono, cioè ESSERI UMANI.

Ogni tanto, per non dire sempre, lasciamo a casa il virtuale per partecipare al 100 % al mondo reale!

Alla prossima considerazione, capitani!

 

C.G.B.