Buongiorno Esseri Umani,

devo dire che mai come in questi ultimi giorni, quella scatola nera che chiamiamo Tv, offre spunti di riflessione che attirano la mia curiosità , come non succedeva da tempo. Eh si, in fin dei conti ci avviciniamo alla “discesa” che accompagna inesorabilmente e senza fretta apparente, verso l’inverno-inferno. In effetti noto una sorta di aumento di buffonate ed assurdità che farebbero rizzare i capelli o ridere a crepapelle la maggior parte degli ascoltatori…ma son convinta che lo spettacolo continuerà. Malgrado tutto, malgrado le nuove “mani-festazioni” che vedremo nelle piazze, malgrado le lamentele mostrate come dei reality-show ma rigorosamente divise per categorie.

Quindi mentre una categoria si lamenta e dispera ed accusa il verbo al passato che è lo Stato, altre per il momento tireranno un sospiro di sollievo perché crederanno di essere vicine ad una risoluzione definitiva, dove questa volta sì…ci si avvicina verso la fine di questo pessimo incubo. Ho le traveggole? Mi sto forse immaginando tutto?

Da mesi tutti stanno aspettando la tanto acclamata “ripartenza” che farà sicuramente seguito alla “riapertura” che abbiamo diligentemente saputo aspettare dopo aver fatto domanda per ottenere i “ristori”…troppe “R” forse.

Saremo ancora una volta, eh si perché gli “altri giocatori”, non sembra, ma sono dotati di una pazienza infinita, a salire a bordo di questa nuova realtà, di questa nuova normalità che tanto ci è mancata negli ultimi dici-otto (18) mesi vero? E come se non bastasse, giusto per tentare di far vacillare quell’esile equilibrio ottenuto con tanto lavoro, sono stati assoldati esseri che hanno il compito (seppur comprensibile) di far vacillare quel sottile filo dove noi, nuovi equilibristi o giocolieri principianti, ci stiamo concentrando passo dopo passo, ad attraversarlo cercando di evitare di cadere, ancora una volta, di sotto…o nell’acqua. Certo la tentazione di salire è tanta, intendo in quella nuova realtà. In fondo, non manca proprio nulla. Ci ritroveremmo tutte le cose, tutte le emozioni di prima. In quel prima potevamo nascere, crescere, studiare e quindi salire…salire…salire. E se invece provassimo a scendere? E se invece di studiare provassimo a ri-cercare? Andremmo veramente controcorrente?

Oppure potrei fare le stesse cose ma “cosciente” di farle. Potrei allora dare nuovo smalto e colore a ciò che “ap-prendo”. Potrei scoprire che tutto…TUTTO lo conosco già, ma chissà come e perché, lo avevo scordato. Lo avevo sconnesso da tutto e quindi anche da me. Consegnato a sconosciuti che dopo averlo ripulito e manipolato me lo rendevano a piccole dosi in modo che nulla andasse perso. Che ogni nozione ed emozione trovasse, anche se modificata, il giusto incastro dentro di me.

Beh, come sempre, dipende solo da me. Se decido di riappropriarmi di ciò che mi appartiene, di ciò che mi serve, di ciò che è esperienza, allora esiste un solo modo…iniziare seriamente a ri-cercare. A ri-connettermi e smetterla di continuare a ri-ncogl……. oopss scusate!

Potrei provare, piano piano, ad incastrare tutto ciò che ricerco. Potrei con-dividerlo con altri. Potrei capire che più ricerco e più abbatto muri che impediscono alla luce e all’aria fresca di passare. Quei muri che mi impediscono di vedere i sorrisi e sentire l’energia degli altri, quei muri che mi isolano da quel verde al quale, nudi e umili ma infinitamente potenti, dobbiamo ritornare ed affidarci. Quel VERDE è li per noi, ci chiama…e noi? Siamo troppo occupati a studiare fin nel minimo dettaglio ciò che ci circonda. Siamo troppo impegnati a salire la scala sociale della normalità, a salire la classifica dell’omologazione, a salire come in una arrampicata quella montagna che ci porta in alto per poi capire che lassù saremo soli e che, magari, soffriamo pure di vertigini. Dobbiamo salire in fretta, velocemente in modo da lasciare tutti gli altri indietro, che così per poterci vedere, devono alzare la testa.

Allora io SCENDO, scalando quella montagna che ho dentro. Scendo quanto più in profondità riesco ad andare, per poter riemergere dall’acqua melmosa in cui mi trovo, per poter finalmente respirare. Scendo, lottando contro la mia stessa immaginazione, per elevarmi come Essere Umano. Scendo nel Buio più nero perché sono io che lo devo illuminare. Mi calo nella Luce per cercare la mia parte in ombra. Scendo perché so che lassù troverò anime che mi tenderanno la mano. Un ponte, forse a vista esile, ma fortissimo. Una catena di mani unite a due a due ma non nel gesto conosciuto in pregheira. Unite, ma intrecciate come una corda.

 

Scendo, ricerco perché è li che sono. Perché è da li che origino ed è da li che rifletto. E’ da li che realmente osservo, ed è li che creo. E li…in quella ricerca della discesa, entro solo IO.

Buona ricerca e buona discesa a tutti…

C.S.