Capitani….Buongiorno,

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – 2

Prima di partire con una nuova serie di articoli, mi preme spiegare come è possibile che lo Stato Italiano agisca contro il Popolo indiscriminatamente.

Lo Stato è padrone dei suoi Cittadini, che vivono in schiavitù e che quindi devono sottostare alle regole imposte dallo Stato stesso.

Tutto questo è possibile in quanto il nostro papà, quando siamo nati, inconsapevolmente, ci ha DENUNCIATI all’ufficio anagrafe, tramite l’Atto di Nascita, dove siamo stati inseriti in un registro Statale e di fatto siamo diventati

proprietà dello Stato.

Non è sufficiente l’atto di nascita per certificare che siamo proprietà dello Stato, quindi viene redatto immediatamente il Codice Fiscale, che a colpo d’occhio farà comprendere a chi lo richiede, in nome e per conto delle Stato, la nostra sottomissione.

Quindi, qualsiasi cosa facciamo, legata a quell’Atto di nascita ancora in piedi, la facciamo in quanto schiavi dello Stato. Per fare un esempio, compriamo la macchina consegnando C.I. e C.F. e pensiamo di essere noi i proprietari di quella macchina. Sbagliato! Sulla nostra C.I c’è scritto Repubblica Italiana, quindi la macchina è dello Stato, noi la usiamo semplicemente ed è per questo che lo Stato ci fa pagare il bollo auto, che non è altro che un affitto del mezzo.

 

Tutte le volte che usiamo la carta d’identità, il codice fiscale o tesserino sanitario, stiamo di fatto dicendo

“sono tua/o, fai di me ciò che vuoi!”

La cosa incresciosa, è che facciamo tutto questo di nostra spontanea volontà, non ci obbliga nessuno, semplicemente lo facciamo per convenzione, per abitudine e perché non conosciamo a fondo la realtà dei fatti. La consuetudine (Modo costante di procedere o di operare), permette allo Stato di proseguire su un determinato evento che, a causa della nostra ingenuità, diventa Legge. Vediamo come attraverso DPCM (che in quanto decreto non è da considerare Legge) venga proposta una linea di condotta (tipo la mascherina e oggi il green pass) e con il nostro silenzio assenso, utilizzando questi strumenti per più di 60 giorni, siamo noi stessi che facciamo diventare Legge quello che ci era stato proposto.

E’ possibile uscire da questa schiavitù, basta sapere le regole, che sono quelle che l’Accademia ci sta insegnando, facendoci entrare in modo chiaro nei vari articoli che, altrimenti, non verrebbero compresi in modo adeguato.

ARTICOLO 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

E’ assolutamente vero? Se ci identifichiamo in una finzione giuridica, ho diritto alla vita, alla libertà e lo stato provvederà alla sicurezza della mia persona, quindi sono libero nel senso che devo fare una scelta, tra le regole dettate dallo Stato. Tutto ciò limita la nostra libertà in quanto, se io ti dico di scegliere un color a tuo piacimento, tu puoi scegliere tra una gamma infinita di colori. Se ti dico di scegliere un colore tra il rosso e il blu, ti creo l’illusione di aver scelto, ma di fatto ho limitato la tua scelta. Tradotto nella vita reale, che molti di voi lettori avrà sicuramente verificato, lo Stato ci dice che siamo liberi di scegliere se pagare una multa o vederci pignorata la casa.

Libertà?

Un altro esempio sulla sicurezza personale. La legge dice che dobbiamo mettere la cintura quando guidiamo la macchina, perché? In caso di incidente, nel migliore dei casi, mi spacco due o tre costole, nel peggiore mi strozzo o mi sego il collo, ma le convenzioni ci hanno portato a credere che la cintura sia utile a salvarci la vita e allora tutti a metterla. Come visto precedentemente, poiché la popolazione l’ha percepita come obbligo, dopo 60 giorni di silenzio assenso, è diventata Legge. Ma se io non metto la cintura di sicurezza, e vado a sbattere, non ho vantaggi o agevolazioni a livello assicurativo, o non è che la macchina subisce meno danni! In caso di collisione, le mani sul volante, sono una tutela più che adeguata a impedirmi di sbattere la testa contro il parabrezza, quindi la cintura di sicurezza, oggi in dotazione sulle vetture,  è superflua. Dovrebbero fare le cinture come quelle delle auto da corsa, ancorate ai sedili e che prendono tutte e due le spalle, forse allora sarebbe una protezione adeguata e potrei anche decidere di utilizzarle.

Riportando i vari obblighi ai quali veniamo condizionati nella vita quotidiana, è stato imposto ai conducenti di mezzi di trasporto pubblico l’uso della museruola. Ci rendiamo conto che mettiamo in costante pericolo la vita dei passeggeri, nel caso per mancanza di ossigeno il conducente perdesse il controllo del mezzo? Dove sta in questo caso la sicurezza personale dettata dalla libertà? Mi obblighi alla libera scelta di rischiare la vita o non utilizzare i mezzi pubblici.

ARTICOLO 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Anche qui, ci danno la possibilità di individuarci. Chi si individua in una finzione giuridica e mostra il codice fiscale, utilizza la carta d’identità e usa quella finzione giuridica chiamata NOME e COGNOME (scritto tutto in maiuscolo), non potrà usufruire dei benefici di questo articolo. Chi si individua quale Essere Umano invece, sarà sempre tutelato da questo articolo.

Oggi la schiavitù o servitù non esiste più, ma ne siamo proprio così sicuri? Portare la mascherina per tante ore durante la giornata, non è una schiavitù? Sottostare a delle regole assurde (pagare il bollo auto, il canone della televisione, pagare la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, ecc.) sono tutte forme di schiavitù. Ma non possiamo denunciare lo stato che ci sta inducendo a schiavitù, perché lo facciamo di nostra spontanea volontà, non ce lo impongono loro, ce lo impone molto semplicemente lo stato di cittadino possessore della certificazione di proprietà dello Stato.

Ci stiamo letteralmente assoggettando alle loro richieste, senza porci mai un perché!

A questo punto lascio il lettore approfondire questi argomenti o a entrare nel sito della nostra Accademia per iniziare un percorso di avvicinamento alla personale libertà.

Buona Riflessione

I Ricercatori dell’Accademia Ricerca la Verità